un figlio illegittimo e sensibile (arkadij dolgorukij), un padre indifferente e libertino (versilov), un`educazione opprimente e umiliante, un sogno assurdo (quello di diventare ricco come rothschild) per il quale si sacrifica ogni cosa salvo vanificare poi il tutto in un attimo di follia, un triste amore impossibile e vergognoso, il rifugiarsi nei meandri del proprio "sottosuolo mentale" dove, grazie alle farneticazioni del proprio io, trovare un illusorio riscatto dal fallimento di un`esistenza. infine l`apparizione di un redentore, makar, che predichera` un nuovo cristianesimo che sorgera` spontaneamente dal cuore del popolo e riscattera` la grande madre russia.
fra la verita` e il giudizio umano, fra il coraggio e il dubbio, che si alternano come onde di nebbia lungo tutto il romanzo (e proprio le nebbie, le nuvole, i vapori delle tempeste ne sono immagini chiave), si scorge a tratti la figura sfuggente del protagonista, dipinta con elusiva precisione. e` lord jim, uno dei personaggi piu` celebri, complessi, difficili e amati di conrad, con il suo idealismo tenebroso, problematico ed essenzialmente umano.
pubblicato per la prima volta nel 1914, "nebbia" e` senz`altro il capolavoro del grande scrittore e filosofo basco, un libro nel quale e` felicemente condensata la sua visione del mondo e del legame che unisce realta` e immaginazione. nel narrare la storia di augusto perez, un giovane ricco e svagato che si innamora della bella e povera eugenia, a sua volta innamorata di maurizio, unamuno genera un congegno narrativo che mette in torsione le canoniche categorie del romanzo. ne discende un esempio di romanzo sul romanzo, un gioco di specchi all`interno del quale autore personaggi e lettore si confondono in una narrazione che e` fatta con la materia dei sogni.
oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo "monumento della plebe di roma", belli ha scritto pagine in prosa, qui proposte, il cui valore letterario e` ancora tutto da scoprire e che lo collocano tra i grandi umoristi del suo secolo. la "vita di poliremo" e il "ciarlatano", la "storia cefalica" e "un fenomeno vivente", con le lettere alle amiche e agli amici fidati, ci offrono una prosa divertita e irriverente, sorretta da una smisurata cultura: vi coabitano il piacere ludico e la satira sociale o letteraria, il pastiche linguistico e gli ammiccanti doppi sensi, il realismo fiammingo e la deformazione grottesca. a pietro gibellini si deve il discorso critico introduttivo; le presentazioni dei singoli testi e le note di edoardo ripari chiariscono ogni aspetto e ogni possibile difficolta` del testo.