si tratta della terza delle quattro "considerazioni inattuali" di nietzsche. fu pubblicata nel 1874, quando aveva trent`anni, ed e` riconosciuta come la piu` bella delle quattro. e il suo diario, la sua "storia piu` intima" e il suo manifesto, che consente di comprendere la molla fondamentale e il motivo generatore di tutta la sua vita e la sua opera. attraverso l`esaltazione del suo "unico e grande maestro" schopenhauer, e` nietzsche stesso dunque che si presenta come educatore: educatore alla grandezza e a "compiti di portata storica universale". in essa egli espone la teoria del filosofo non come un contemplatore neutro e oggettivo, ma come un legislatore, un uomo destinato a trasformare i valori, a sovvertire ogni ordine esistente.
nel volume l`autore ripercorre le tappe dell`incontro tra ricerca filosofica e ricerca psicologica e fornisce un contributo al riesame critico del concetto di credenza che occupa un posto centrale negli studi sulla mente. con l`avvento del cognitivismo sia i filosofi sia gli psicologi hanno creduto che la rappresentazione scientifica della mente e quella comune potessero essere riunificate. nel presente volume l`autore riesamina criticamente le tappe di questo cammino. concentrandosi in particolar modo sul concetto di credenza egli si interroga sul posto che esso occupa nella scienza cognitiva e giunge alla conclusione che tale concetto non puo` svolgere alcun ruolo significativo in una scienza che intenda spiegare il processo della cognizione e il comportamento.
"cogito ergo sum"; se il mondo moderno ha un inizio esso comincia proprio con la celebre frase di cartesio che pone la ragione al centro dell`identita` umana e sociale e dell`azione morale e politica, contro l`autorita` della tradizione e le contingenze storiche della cultura. in questo saggio l`autore rilegge la storia del pensiero occidentale moderno, tracciando un bilancio critico del razionalismo e del ruolo da esso esercitato nel pensiero filosofico e sociale.
questo libro vuole fornire informazioni su un argomento poco conosciuto, quale la resistenza tedesca a hitler. dopo una breve parte introduttiva sulla presa di potere del nazismo, sul suo consolidamento in germania e l`espansione in europa, hoffmann esamina le varie forme di opposizione o dissenso che sopravvissero in germania negli anni trenta, dai pochi gruppi clandestini alle organizzazioni religiose che si opposero alle misure antiebraiche e ai programmi di eutanasia. poi esamina la caratteristica peculiare della resistenza tedesca, vale a dire il fatto che fu essenzialmente opposizione di alti gradi militari, e si attuo` con congiure e progetti di attentati a hitler, che culminarono in quello mancato del 20 luglio 1944.