il giornalista ebreo david goldberg e` stanco del suo lavoro, dell`appartenenza religiosa e della sua vita familiare. solo la fuga gli sembra una situazione praticabile: cambia volto e nome per seguire i suoi desideri e costruirsi un`identita` nuova e completamente libera da ogni vincolo. da new york a londra a palermo: fa il ballerino, il tassista, il fotografo e poi ancora il giornalista. donne belle e prorompenti, eleganti o sensuali attraversano la sua vita, attratte dal suo incredibile magnetismo. nel suo inquieto vagare, incontra anche la figlia, senza che lei lo riconosca. un itinerario che si conclude a gerusalemme, citta` simbolo della convivenza tra identita` diverse.
in questa nuova edizione il volume, fortemente innovativo per tesi, documentazione e metodo, ha segnato uno spartiacque negli studi sulla prima guerra mondiale. le riviste dell`eta` della "voce", i fogli interventisti, i diari di trincea e la letteratura sulla guerra: rileggendo questa sterminata produzione isnenghi ha ricostruito l`atteggiamento di una intera generazione di intellettuali italiani nei confronti dell`intervento e poi dell`esperienza bellica. da marinetti a papini, da prezzolini a gadda, da soffici a jahier, serra, malaparte, borgese, d`annunzio, la guerra si configura di volta in volta come occasione rigeneratrice per l`individuo e la societa`, come veicolo di protesta o, al contrario, antidoto alla lotta di classe. le molte facce del mito della grande guerra compongono in queste pagine uno spaccato di storia mentale, sociale, politica dell`italia nel passaggio dalla politica delle e`lites alla societa` di massa.
dall`apocalissi festosa de "l`ultimo capodanno dell`umanita`" alle peripezie del picciotto albertino protagonista di "fango", i racconti di niccolo` ammaniti mettono in scena i nuovi eroi di un`umanita` borderline e metropolitana, capace di passare con leggerezza da una modesta aspirazione a un efferato delitto. sono racconti che mescolano tutti i generi, dall`horror alla commedia all`italiana, trovando infine in una grottesca vena comica il vero elemento comune. storie nelle quali una minuziosa osservazione della realta` si fonde con una scatenata fantasia, per cui anche la morte si trasforma in uno scintillante spettacolo.
nella societa` delle immagini il colore informa, come nelle mappe. seduce, come in pubblicita`. narra, come al cinema. gerarchizza, come nelle previsioni del tempo. organizza, come nell`infografica. valorizza, come nei cosmetici. distingue, come negli alimenti. oppone, come nella segnaletica stradale. si mostra, come nei campionari. nasconde, come nelle tute mimetiche. si ammira, come nelle opere d`arte. infine, nell`esperienza di ciascuno, piace. tutto questo accade grazie a qualche tecnologia. in primis quella dei mass media, che comunicano e amplificano le abitudini cromatiche. il pubblico osserva, sceglie, impara; finche` queste consuetudini non standardizzano la percezione e il colore comincia a parlare da solo, al punto da sembrare un fatto naturale. perche` le matite gialle vendono di piu` delle altre? perche` flaubert veste di blu emma bovary? perche` nei dipinti di mondrian il verde non c`e` mai? e perche` invece hitchcock lo usa in abbondanza? intrecciando storie su storie, e con l`aiuto di 400 illustrazioni, falcinelli narra come si e` formato lo sguardo moderno, attingendo all`intero universo delle immagini: non solo la pittura, ma anche la letteratura, il cinema, i fumetti e soprattutto gli oggetti quotidiani, che per la prima volta ci fa vedere in maniera nuova e inconsueta. tutte le societa` hanno costruito sistemi simbolici in cui il colore aveva un ruolo centrale: pensiamo al nero del lutto, al rosso del comunismo o all`azzurro del manto della madonna. cio` che di straordinario e` accaduto nel mondo moderno e` che la tecnologia e il mercato hanno cambiato il modo in cui guardiamo le cose, abituandoci a nuove percezioni. visto su uno smartphone, un affresco risulta luminoso come una foto digitale. le tinte cariche e brillanti dello schermo sono ormai il parametro con cui valutiamo la purezza di ogni fenomeno cromatico. chi ha conosciuto il colore della televisione, insomma, non puo` piu` vedere il mondo con gli occhi del passato. magari non ne siamo