Ristampa rimasterizzata 2006. Uno dei classici del trio texano, qui ancora in epoca rock blues. Contiene tre brani in più, tre tracce registrate dal vivo: La Grange, Jesus Just Left Chicago e Waitin' for the Bus. Tre registrazione dell'epoca.
quest`opera di jean-august-dominique ingres (1780-1867) raccoglie i suoi pensieri sull`arte. henri delaborde, allievo di ingres, raccolse, nel 1870, i pensieri lasciati dal maestro. da fonti diverse nasce una riflessione sull`arte che ha in egual misura il senso dell`eternita` e il sentimento della vita, l`eco del linguaggio confidenziale e la vocazione all`assoluto.
la storia della filosofia si e` a lungo confrontata con lo studio della mente, delle sue facolta` e delle sue operazioni, mantenendo per secoli una sorta di dominio privilegiato su questo territorio. oggi pero` le scienze cognitive (psicologia cognitiva e dello sviluppo, linguistica, intelligenza artificiale, neuroscienze e antropologia cognitiva) hanno sviluppato metodi specifici sia sul piano teorico che sperimentale per analizzare e interpretare l`interazione tra la mente e il cervello studiando in particolare la percezione, la memoria, il linguaggio, l`interferenza e il controllo motorio. l`autore esamina talune acquisizioni emerse dalla ricerca cognitiva per vederne i riflessi sul piano filosofico.
"il titolo del libro allude, naturalmente, al popolare aneddoto illustrato anche su certe scatole di matite colorate che accompagnano tanti ricordi della nostra infanzia. la popolarita` di questo aneddoto e` dovuta al fatto che lo racconta il vasari: un fatto che e` anche la causa della sua mancata considerazione da parte della critica. ma il vasari non fa che parafrasare un succinto passo del secondo commentario del ghiberti: `nacque uno fanciullo di mirabile ingegno il quale si ritraeva del naturale una pecora; in su passando cimabue pictore per la strada a bologna vide el fanciullo sedente in terra et disegnava in su una lastra una pecora [...] cimabue meno` seco giotto e fu discepolo di cimabue`. ora, un aneddoto raccontato dal ghiberti non puo` essere liquidato come uno dei tanti aneddoti raccontati dal vasari, per il quale essi avevano la funzione di artifici retorici utili a dare compiutezza al racconto storico, secondo una concezione della storia che egli condivideva con i contemporanei. lo scritto del ghiberti appartiene a un genere letterario diverso e non ha le preoccupazioni del vasari. del secondo commentario, le cui notizie che si possono controllare risultano sostanzialmente attendibili, va preso sul serio tutto e io credo che anche il raccontino della pecora di giotto, al di la` del suo significato letterale, alluda almeno a due aspetti reali."
"non puo sorprendere che, per una vicenda tormentosa e sciagurata come quella del caravaggio, gli storiografi del seicento piu romanzevole e del piu romantico ottocento si industriassero a trasformarne ogni passo, fin dai principi, ad uso di un ritratto spiccatamente popolare (cio che per essi suonava "plebeo") e cioe adatto a spiegare la spregiudicata e, si diceva, "indecorosa" naturalezza dell?artista. fu cosi che il caravaggio, gia da ragazzo, in lombardia, si tramuto in figlio di muratore, in rimestatore di calcine e preparatore di colle per gli imbianchini milanesi. il resto della sua vita, soprattutto negli anni di roma, napoli e malta, non aveva certo bisogno di esser rinforzato nelle tinte, ma pure non si manco di farlo e persin la sua morte, per ragioni di corrispondenza simbolica, si amo fissare un anno prima del vero".