andy warhol (1928-1987) e` oggi riconosciuto come il piu` importante esponente del movimento della pop art. ha ribaltato la tradizionale comprensione dell`arte rimpiazzandola con una visione che sconfessa l`individualita` dell`artista. warhol e` stato un osservatore critico della societa` americana, che ha esposto il consumismo dei suoi compatrioti nei suoi dipinti (le serie campbell e brillo), nonche` la loro fascinazione per il giornalismo sensazionalistico. nel 1963 warhol fondo` la sua factory a new york, letteralmente una fabbrica di idee e di lavoro, che influenzo` il cinema degli anni sessanta. pubblico` l`influente rivista interview nei tardi anni settanta e produsse anche la propria opera d`arte: warhol concepi` l`idea, e un lavoratore della sua factory la mise in pratica. l`opera rimase (volutamente) anonima, cosa che nondimeno nulla tolse alla reputazione di warhol. il quale una volta osservo` cinicamente che i ricchi abitanti di new york avrebbero volentieri appeso la sua sedia elettrica in soggiorno, a patto che i colori si intonassero con tende e carte da parati.
tra gli orrori di cui la storia del novecento e` stata prodiga, pochi sono paragonabili alla condizione dei besprizornye, come venivano chiamati nella russia postrivoluzionaria gli innumerevoli bambini e ragazzini rimasti orfani in seguito alla guerra, alla guerra civile o alla carestia. stimati tra i sei e i sette milioni nel 1921, sporchi, vestiti di stracci, vagavano da soli o in gruppi per le citta` e le campagne in cerca di cibo, spostandosi nel paese aggrappati alle balestre sotto i vagoni dei treni, trovando riparo dal gelo negli scantinati delle stazioni o dentro i cassonetti, spinti dalla fame a un crescendo di aggressivita` e violenza che arrivava fino al cannibalismo. ne` potevano offrire un`alternativa a quella vita gli orfanotrofi pubblici: strutture, in tutto simili ai lager che di li` a poco sarebbero sorti per altri scopi, dove bambini scheletrici giacevano ammassati in condizioni spaventose. e se negli anni venti il problema viene studiato sul piano sociale, politico, giudiziario, psicologico ed educativo, in seguito saranno imposti il silenzio e la censura da parte di uno stato che non puo` certo ammettere un simile sfacelo nel `paradiso` della societa` sovietica. negli ultimi trent`anni il fenomeno e` tornato oggetto di analisi e rigorose ricerche storiche. luciano mecacci e` riuscito, grazie a testimonianze dirette e documenti dell`epoca spesso trascurati, a offrirne una ricostruzione completa anche dall`interno, calandosi - e calandoci - nell`abisso psicologico e umano dei protagonisti di vicende che possono sembrare, oggi, semplicemente inverosimili.