"non solo forma di autodifesa, non solo sport agonistico, ma strumento e via per una migliore integrazione del se` nell`esistenza, il karate puo` essere capito, valutato e sfruttato a fondo solo se lo si ricollega al piu` generale fenomeno delle arti marziali e alla cultura orientale da cui, in forma tecnica diversa ma spiritualmente identica a quella attuale, ebbe origine quindici secoli fa. riscoprendo queste origini e ripercorrendo le tappe della lunga maturazione delle arti marziali attraverso la citazione diretta degli scritti dei grandi maestri di sciabola dell`epoca dei samurai fino ai giorni nostri, questo libro ci fornisce un`affascinante teoria del "combattimento a mani nude" e del suo legame con la filosofia zen. "perche` ho preferito il karate alle altre arti marziali? ho avuto la sensazione che, di fronte al dato reale della violenza esistente in seno alla societa`, la pratica delle arti marziali (sciabola, tiro con l`arco ecc.) avesse qualcosa di anacronistico. il karate mi e` sembrato piu` vicino alla violenza del tempo presente. tuttavia non considero il karate come una forma di violenza destinata a servirmi... io vedo nel karate un modo per mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo". (dalla introduzione).
in tutte le regioni del mondo gli uomini si trovano a vivere in societa` lacerata dalla rapida globalizzazione dell`economia e della cultura; cio` sta generando cambiamenti che sconvolgono ogni tradizione e si accavallano a ritmo vertiginoso. in questo quadro qual e` e quale puo` essere il rapporto tra le religioni universali? un rapporto che va pazientemente chiarito e costruito, nella convinzione che il pluralismo religioso sara` una precondizione della convivenza nel villaggio globale per il prossimo millennio.
passando in rassegna una serie di fattori aggreganti (il legame etnico, il rapporto con il territorio, la lingua, la memoria, le norme di convivenza incarnate nelle istituzioni), l`autore ripercorre la vicenda storica dei popoli europei e il processo di formazione delle rispettive identita` nazionali attraverso alcuni punti di svolta fondamentali: la caduta dell`impero romano d`occidente, la cristianizzazione degli invasori barbari e la nascita della societa` medievale, la costituzione degli stati assoluti e la loro democratizzazione. un affresco che consente da una parte di spiegare i motivi della "diversita`" italiana, dall`altra di comprendere i tratti distintivi della civilta` europea, nello scorcio dei rapporti con le altre grandi civilta`.
con la fine del bipolarismo, gli stati uniti sono diventati l`unica potenza mondiale che prende decisioni e persegue politiche in una condizione di indiscusso primato, sia perche` il principio della liberta` dell`individuo e` diventato un valore universale, sia per la loro superiorita` in campo economico, tecnologico e militare. ma quale consapevolezza di tale ruolo hanno oggi gli stati uniti, qual e` il punto di vista americano sul primato del proprio paese e sulle relazioni con il resto del mondo?
i saggi inclusi nell`antologia sono preceduti dall`introduzione di due studiosi italiani, paolo bosi e massimo matteuzzi. il volume, ricostruendo le tappe essenziali dell`itinerario scientifico dell`autore, precisa la portata dei suoi contributi alla teoria della tassazione e della spesa pubblica. chiude il volume una bibliografia completa delle opere di richard musgrave.
il libro e` costituito da due lettere che cioran e noica si scambiano nel 1957. due amici lontani, che negli anni trenta hanno condiviso le passioni intellettuali della giovinezza, si scrivono a distanza di un ventennio. uno dei due, cioran, e` emigrato in francia insieme ad altri noti scrittori rumeni, tra cui ionesco e eliade; l`altro, noica, ha rifiutato la fuga ed e` rimasto stoicamente fedele alle proprie radici nazionali, nonostante la persecuzione del regime di ceausescu che gli costera` 25 anni di confino e di carcere. la radicalita` di tale separazione si consuma in un dialogo al centro del quale troviamo una tradizione culturale che, nata nella bucarest degli anni tra le due guerre, e` ancora in gran parte da scoprire.
attraverso le lettere e altri documenti viene ricostruito un profilo della vita artistica di savinio. al periodo antecedente la prima guerra mondiale risale lo stretto sodalizio con apollinaire, un`affinita` elettiva che segnera` da un capo all`altro tutta la sua opera e in generale la sua posizione nei confronti delle avanguardie. nel secondo dopoguerra si concentra la gran parte della sua attivita` teatrale: per lui, come per altri, il teatro e` la scoperta di un terreno di incontro civile e di dibattito. savinio vi si dedica fino alla morte sia come autore sia come scenografo e regista.
il volume analizza i meccanismi di natura biologica, sociale e culturale che collegano alimentazione, mortalita` e popolazione, determinandone le variazioni nel breve e nel lungo periodo. l`analisi di livi bacci getta piu` di un dubbio sull`esistenza di una relazione di lungo periodo tra alimentazione e mortalita`, mostrando come quest`ultima sia legata piuttosto al ciclo epidemiologico, in gran parte indipendente dal livello di nutrizione della popolazione. il contrasto potenziale tra disponibilita` alimentari e popolazione e` inoltre mediato dalla capacita` biologica di adattamento delle popolazioni di fronte a situazioni di stress nutritivo. nel breve periodo invece la sinergia tra carestia e epidemie e` evidente.
il volume e` centrato su circa due secoli che vanno dall`ascesa al trono di alessandro magno (336 a.c.) ai decenni centrali del ii secolo a.c. quando roma inizia ad affermare la propria egemonia sul mediterraneo orientale. l`astro di alessandro duro` solo 13 anni, ma il vasto impero che seppe fondare sarebbe stato il nuovo teatro della grecita`, la matrice di un nuovo ordine politico e territoriale di monarchie e citta`-stato dall`india al mediterraneo orientale. il termine "ellenistico" sta appunto ad indicare questo vasto ambito territoriale entro il quale si sviluppo` un quadro politico, economico, sociale e culturale che perduro` a lungo immutato.
vengono raccolti in questo volume due saggi convergenti di guido morpurgo-tagliabue (1907-1997). il primo (aristotelismo e barocco) e` la riedizione di uno studio pubblicato negli anni `50 che costituisce una pietra miliare dell`interpretazione novecentesca del barocco. in esso - libero dai pregiudizi illuministici, romantici, ed infine crociani, che hanno caratterizzato in passato la valutazione del barocco - il barocco, attraverso una lettura sistematica dei testi d`epoca, viene rivalutato in positivo quale tentativo d`originale risposta alla crisi dell`umanesimo e del rinascimento. la "mentalita` barocca" viene cosi` ricostruita scientificamente come in laboratorio, e osservata nei suoi concetti portanti (il concettismo, l`edonismo pedagogico, l`acutezza, ecc.), nelle sue tipiche realizzazioni (le forme d`arte e d`intrattenimento, il costume, i rapporti sociali, ecc.), nelle sue principali zone d`irradiazione (italia, spagna, francia, inghilterra). la riproposizione di questo studio fondamentale - oggi introvabile e che anche in passato ebbe circolazione limitata agli specialisti - e` arricchita da un saggio attuale estremamente polemico (il barocco e noi: perche` non siamo e come siamo barocchi), nel quale l`autore, intervenendo nella voga odierna di considerare l`epoca contemporanea come un`eta` neobarocca, e prendendo le distanze da essa, sviluppa una critica lucida e succosissima delle manifestazioni emergenti nella contemporaneita`. la presente affascinante introduzione all`universo della cultura barocca accompagna la pubblicazione, in questa stessa collana, della prima edizione italiana dell`opera che costituisce una delle massime espressioni del barocco: l`acutezza e l`arte dell`ingegno di baltasar gracian.
la biografia di cicerone e` ricca di episodi romanzeschi e colpi di scena, come protagonista della transizione dalla repubblica all`impero. l`autore ne restituisce l`essenza senza dimenticare il ruolo svolto nell`elaborazione del concetto di romanitas.
questo libro, che si rivolge in particolare agli studenti dell`universita` e degli ultimi anni delle scuole superiori che si trovano costantemente messi alla prova nell`uso delle loro abilita` linguistiche, si propone di indicare il modo giusto per arrivare a parlare bene. l`autore intende mettere in discussione l`idea, tanto diffusa quanto scoraggiante, che vuole che l`abilita` nel parlare, una volta acquisita automaticamente, non possa essere perfezionata, e per demolire tale mito dispensa utili consigli su come usare termini stranieri e specialistici senza incorrere in grossolani errori e vari suggerimenti sul modo migliore di esprimersi nelle diverse circostanze.