Non è un novellino Chuck Cheesman. Cantautore, proviene dall'area urbana di New York ma, per fare dischi degni di tal nome, è andato a vivere a Flagstaff, Arizona. Dove ha trovato il suo habitat naturale. Cantautore vero, coniuga armonia e chitarre, belle canzoni ed intelligenza. Si rifà a gente come Jackson Browne e Bruce Cockburn e, tra le sue proposte, va a ripescare un capolavoro sconosciuto come The Dutchman. Solo per questo merita attenzione.
Pop songs for today's people. I Field Music, inglesi, sono al quarto disco e mischiano le armonie vocali dei Beach Boys con sonorità innovative. Un cocktail ardito, ma piacevole, che mischia stili e suoni. Mojo lo ha messo tra i dischi migliori dell'anno.
2 CD. 36 canzoni, il meglio della cantautrice
CD / DVD (Area 0). Incredibile jam session, registrata dal vivo alla Royal Albert Hall nel 2012. Con Ian Paice (Deep Purple) che dirige un plotone di musicisti. Alice Cooper, Brian Auger, Brian May. John Paul Jones, Uli Jon Roth, Mark King, Sandi Thom, Bruce Dickinson, Alfie Boe e molti altri.
Joan Osborne, dopo sei anni, torna a fare un disco con canzoni sue. Un disco attuale, con brani legati agli avvenimenti del momento, come What's That You Say, che prende in esame il problema dell'immigrazione. La Osborne, dotata di un 'ottima voce, è una interprete vera e la sua serietà, come artista, viene confermata anche dalla sua presa posizione nei confronti dei fatti attuali. Canzoni come Take It Any Way I Can Get It, Hands Off, Never Get Tired ( Of Loving You), Boy Dontch Know, Panama, confermano il suo impegno.
Questo è il disco più personale che ho mai fatto, racconta Joan Osborne. Nobody Owns You è una raccolta unica di dodici canzoni contemplative che offrono speranza e conforto, esplorando al tempo stesso il viaggio unico della Osborne dalla piccola città del Kentucky, che ha visto i suoi natali, al mondo intero. Le canzoni decisamente melodiche del disco, che includono alcuni brani scritti assieme al produttore Ben Rice (Valerie June; Norah Jones), offrono un suono molto americano. La sua voce straordinaria e i suoi testi poetici sono sostenuti da sonorità roots, che vanno dalla chitarra banjo di Rice, alla steel guitar di Cindy Cashdollar, al pianoforte e all'organo di Dave Sherman, alla chitarra di Jack Petruzzelli.
Amos Lee, fin da ragazzo, quando ascoltava la radio, è diventato un fan di Lucinda Williams. Ed ora ha deciso di fare un disco con le sue canzoni, interpretando alla sua maniera i brani della cantante sudista. Un lavoro personale, profondo e fatto con amore, dove Amos Lee rilegge brani come Bust to Baton Rouge, Get Right with God, Sweet Old World, Little Angel Little Brother, Compassion, Fruits of My Labor, West ed altre.
