resoconto avventuroso e fantastico di un immaginario viaggio per mare alla ricerca del polo sud, il romanzo - l`unico nella produzione letteraria di poe - alterna quadri di autentico orrore e descrizioni immaginifiche, aprendo squarci inquietanti su un cosmo misterioso, sospeso tra il nero infernale dell`isola di tsalal e il bianco sfolgorante delle nevi perenni.
opera giovanile di shakespeare, preannuncia temi e situazioni sviluppati in successivi capolavori, anch`essi ambientati in italia. l`opera e` considerata il prototipo delle commedie "romantiche" che coniugano felicemente la fantasia e l`inventiva con la riflessione sulla complessita` e l`ambiguita` delle azioni umane. incentrata sulla rivalita` di due amici per ottenere i favori della stessa donna, la commedia e` ambientata tra milano e verona nelle corti principesche dell`epoca. si intrecciano tre temi: l`amore, l`amicizia e l`educazione del gentiluomo.
i cosacchi nel sec xv hanno dato vita alle orde guerriere degli zaporoghi. capo di una di queste e taras bul`ba che, per vendicarsi dell`oppressore polacco, guida l`assedio alla citta` di dubno con i due figli ostap e andrea. taras uccide il figlio andrea, passato per amore al campo avversario. ostap e` invece catturato dai nemici, portato a varsavia e orribilmente torturato, mentre il padre, non visto, assiste. per vendicarsi taras solleva tutti i cosacchi e giunge fino a cracovia, compiendo terribili stragi. qui viene fermato dal generale potocki e condannato al rogo.
"ibsen assale a volte la societa` contemporanea in forme esplicitamente sati`riche, ma piu` spesso la indaga nel segreto della psicologia individuale, dove piu` insidioso si cela il compromesso tra l`autenticita` della vita e la menzogna di regole di comportamento passivamente subite. ibsen ha una concezione religiosa dell`esistenza, il cui valore e` per lui nella libera realizzazione di un destino che ipocrisia, egoismo e vilta` impediscono invece di conseguire. l`unico, vero peccato e` dunque il tradimento della propria vocazione". (dall`introduzione di claudio magris)
dei 142 libri che componevano l`imponente "storia" di livio ne sono pervenuti solo 35. con stile maestoso e scorrevole il grande storico ripercorreva le vicende di roma, dall`arrivo di enea in italia ai funerali di druso, figliastro di augusto (9 a.c.), con l`intento di fornire all`urbe, nel momento culminante della sua potenza e della sua gloria, un`esposizione artisticamente valida del suo passato. il successo della storia liviana fu enorme fin dall`antichita`, non solo per il suo valore storiografico quanto per la visione d`insieme, che vede quasi prevalere gli aspetti artistici, letterari e morali su quelli puramente storici. questi libri proseguono il racconto delle tre guerre sannitiche gia` avviato nei libri vii-viii con il definitivo trionfo nella penisola che portera` la potenza romana ad affacciarsi piu` decisamente sul mediterraneo.
per il suo carattere di eccezionalita` e di anticipo dei tempi, il pensiero di vico non fu compreso pienamente dai suoi contemporanei. solo nel secolo successivo ebbe il giusto riconoscimento, con il romanticismo, epoca ormai matura per comprendere la profondita` delle sue vaste speculazioni: la concezione della storia, individuale e collettiva, come succedersi di "corsi" e "ricorsi" in un ciclo perenne; il valore riconosciuto alla fantasia e al primitivo come manifestazioni di verita`; l`intuizione geniale - ricca di suggerimenti per il futuro della filosofia del linguaggio e delle teorie estetiche - che il pensiero non nasce anteriormente all`espressione, ma insieme con essa e inseparabilmente da essa.