"vertigine suonava il titolo originario consegnato al manoscritto. che rifletteva uno stato d`animo, il moto di una mente che si rigira in se stessa ininterrottamente. una dimensione quasi (e a tratti realmente) onirica. vortice preferisce invece porre l`accento sull`ineluttabilita` di un destino: sul suo essere violentemente assorbito da un evento incontrollabile che ti trascina a fondo. il romanzo piu` compiuto di orfani risponde a entrambe le situazioni..., va assumendo gradualmente un andamento sempre piu` vorticoso, che alle scene generalmente piu` lunghe sin li` impiegate sostituisce un succedersi di scene brevi e anche brevissime: proprie di un gorgo che si va restringendo sino alla strozzatura." (dalla prefazione di ermanno paccagnini)
Un live inedito del 20 settembre 1969 al leggendario Fillmore East di New York quando David Crosby, Stephen Stills, Graham Nash e Neill Young provavano dal vivo le canzoni che sarebbero finite in Deja Vù. Il concerto del Fillmore, scoperto da poco e stampato dalla Rhino, coglie uno dei primi momenti del tour, con un set acustico e uno elettrico in cui i quattro eseguono classici come Suite: Judy Blue Eyes, Helplessly Hoping, I've Loved Her So Long dei Buffalo Springfield, una Our House ispirata a Joni Mitchell che sedeva tra il pubblico, Wooden SHips, Down by the river o Find the cost of freedom. Prodotto dai quattro, mixato da Young e dedicato a David Crosby, Live at Fillmore East contiene una performance spettacolare.