imprigionato insieme al padre in un gulag siberiano con l`accusa di avere cacciato di frodo, il piccolo ivan si ritrova, dopo l`uccisione del padre, solo. libero dopo la detenzione, ivan entra nel mondo moderno e cerca di sopravvivere nell`unico modo che conosce, vendendo le pelli degli animali che uccide. ma la misteriosa lingua che il ragazzo parla lo identifica ben presto come l`ultimo dei vostiachi, la piu` antica tribu` del ceppo protouralico. l`interesse di olga, una studiosa di linguistica, per il ragazzo, portera` a una serie di drammatiche e sconvolgenti conseguenze, al termine delle quali ivan verra` integrato, ma forse a un prezzo troppo caro, nel mondo moderno.
e` opinione diffusa che la globalizzazione offra grandi opportunita` per il progresso umano. tuttavia questo processo crea anche nuovi pericoli: per la sicurezza umana nel campo del lavoro e del reddito, per la coesione sociale a causa del progressivo divario tra le nuove, immense ricchezze e le nuove, estreme poverta`. e` indispensabile, percio`, che il processo di globalizzazione venga sottoposto a qualche forma di regolazione a livello nazionale e internazionale.
il libro di george steiner tratta del fondo di tristezza ineluttabile che accompagna il passaggio dall`homo all`homo sapiens, di quel velo di malinconia che colora l`esistenza. quello che si dipana in queste pagine e` un pensiero che pensa se` stesso: da un lato porta alle estreme conseguenze il di cartesio, dall`altro e` consapevole che il pensiero non potra` mai smettere di pensarsi fino in fondo, che ci e` sempre presente e dunque non riusciamo mai ad afferrarlo davvero.
nel tardo autunno del 1957, pochi mesi dopo l`apparizione da garzanti di "quer pasticciaccio brutto de via merulana, piero chiara, allora quasi del tutto sconosciuto come scrittore", intervisto` a roma, per conto della radio della svizzera italiana, carlo emilio gadda. i tempi e i modi, per molti aspetti bizzarri, dell`intervista sono ricostruibili attraverso il racconto, finora inedito, che chiara ne fece una quindicina di anni dopo e attraverso due lettere di gadda, anch`esse inedite.
"questo testo riconduce la nascita d`israele alla sua realta` storica. tenendo assieme la critica letteraria dei racconti biblici, l`apporto dell`archeologia e dell`epigrafia e i criteri della moderna metodologia storiografica, liverani riporta i materiali testuali all`epoca della loro redazione, ricostruisce l`evoluzione delle ideologie politiche e religiose in progressione di tempo, inserisce saldamente la storia d`israele nel suo contesto antico-orientale. emergono cosi` la storia normale dei due piccoli regni di giuda e d`israele, analoga a quella di tanti altri piccoli regni locali, e la storia inventata, che gli esuli giudei costruirono durante e dopo l`esilio in babilonia. gerico non e` crollata al suono delle trombe di giosue`, la conquista della terra promessa non e` mai avvenuta cosi` come narrato, salomone non aveva un grande regno e forse il dio del sinai un tempo aveva anche una compagna. il libro di mario liverani, sintesi di lavori in corso da anni tra gli archeologi israeliani e non, e` fatto per provocare una scossa a quanti si sono nutriti per decenni di quel filone che nel dopoguerra fu trionfalmente inaugurato da testi come "la bibbia aveva ragione" di werner keller. (marco politi, "la repubblica)