salvatore natoli rilegge foucault, a vent`anni dalla morte, e nell`introduzione spiega i motivi della sua scelta: "foucault ha pensato in modo originale e non tanto o non solo per gli argomenti di cui trattava - mai astratti, ma radicati sempre nelle istanze del presente - ma soprattutto perche` ha cambiato le modalita` consuete dell`interrogare, del rispondere: in breve, ha impresso una diversa curvatura ai modi abituali di fare teoria, ha prodotto, per dirla nel suo linguaggio, un vero e proprio effetto di campo. per questo ritengo piu` che mai opportuno riprendere, oggi, le fila del suo pensiero, per segnalare l`ampiezza degli effetti e mostrare quanto sia ancora fecondo per noi".
perche` gli amanti si promettono cose che non possono mantenere e fanno voti d`amore a cui non credono? e come questo determina il senso di colpa di chi non corrisponde all`amore, la tendenza all`idealizzazione dell`amore e del sesso, la sorta di metodologia dell`amore per la volonta` di prevedere il futuro di una relazione, senza stare a indagare il passato degli individui? secondo l`autrice e` nel passato che vanno cercate le condizioni che determinano il presente, nel rapporto dei bambini con i genitori e con il mondo adulto in genere, nella sua scoperta della possibilita` di mentire e di essere ingannati, della non necessaria corrispondenza tra parole, codice linguistico e atti.
l`autore racconta questa avventura di esplorazione, sul piano sensoriale e su quello intellettuale, fatta di scosse e di rimescolamenti, di un europeo trapiantato con tutto il proprio carico concettuale dal vecchio mondo nella sconosciuta chicago. come un detective, l`autore si trova d`improvviso a indagare i vari piani di realta`, esterni e interiori, che scopre via via che si addentra nella citta` che piu` di tutte porta i segni dell`"americanita`". il racconto ci trasmette un misto di sconcerto e commozione, ma il sentimento prevalente resta la meraviglia che afferra il lettore davanti ai protagonisti della storia americana, a questo popolo nuovo e giovane, e lo stupore non privo di sgomento innanzi alla potenza del capitalismo.
uscito nel 1979, il libro di lyotard si e` imposto fin da subito, e non solo nel dibattito filosofico, come un testo di riferimento. in questo libro l`autore, con radicalita`, chiude i conti con la tradizione storico-filosofica del pensiero classico. una tradizione che aveva segnato con forza, nel bene e nel male, la storia del novecento. non piu` quindi sistemi filosofici e grandi narrazioni basate sull`eredita` dell`illuminismo e sui grandi sistemi emancipativi, in primo luogo l`hegelismo e il marxismo, ma comprensione piena e accettazione di un nuovo modello di pensiero che identifica una nuova idea di modernita`, basata essenzialmente sulla rottura netta con il passato: il "postmodernismo" per l`appunto. questa espressione del filosofo francese fu immediatamente usatissima in tutto il dibattito culturale. nel cambiamento epocale di paradigma lyotard identifica un fattore centrale di trasformazione: il sorgere e il mutare di senso dell`apparato di pensiero tecnoscientifico, e con esso l`avanzare impetuoso delle nuove tecnologie, in grado di diventare vere e proprie protesi di linguaggio, cioe` modi del pensiero dalla struttura innovativa. lyotard non intendeva solo valorizzare la tecnoscienza, ma anche, e soprattutto, dare pari dignita` a tutti i linguaggi, senza piu` porre una modalita` di pensiero come "superiore" alle altre.