Il meglio delle registrazioni Reprise, fine anni sessanta. 15 canzoni.
tiepolo passo` la vita a eseguire opere su commissione in chiese, palazzi, ville. talvolta affrescando vasti soffitti, come per la residenz di wurzburg o per il palazzo reale di madrid. intorno scorreva la vita di un`epoca - il settecento - che lo apprezzo` e ammiro`, ma senza troppo preoccuparsi di capirlo. cosi` fu piu` facile per tiepolo sfuggirgli, quando volle dedicarsi a effigiare il suo segreto, che tale e` rimasto, in una sequenza di trentatre` incisioni: i capricci e gli scherzi. ciascuno di quei fogli e` il capitolo di un romanzo nero, abbagliante e muto, popolato da personaggi disparati e sconcertanti: efebi fiorenti, satiresse, orientali esoterici, gufi, serpenti e anche pulcinella e morte. li ritroveremo tutti nelle pagine di questo libro, insieme a venere, tempo, mose`, numerosi angeli, armida, cleopatra e beatrice di burgundia: una variegata, zingaresca compagnia sempre in cammino, "tribu` profetica dalle pupille ardenti", come suona un verso di baudelaire. oltre che un intermezzo smagliante nella storia della pittura, tiepolo fu un modo di manifestarsi delle forme, un certo stile nell`ostentarsi della loro sfida. le sue figure rivelavano una fluidita` senza ostacoli e senza sforzi. accedevano a tutti i cieli, senza dimenticare la terra, incarnando per un`ultima volta quella virtu` suprema della civilta` italiana che e` stata la "sprezzatura".
a lungo gli scrittori hanno parlato degli dei perche` la comunita` avrebbe ignorato o avversato quegli stessi dei e il divino da cui promanano. le loro figure si mescolano ora a un rivolgimento delle forme, a una fuga della letteratura dal maestoso edificio della retorica che a lungo l`aveva ospitata, verso una terra che non e` descritta nelle mappe ma dove siamo ormai abituati a ritrovare la letteratura stessa nella sua metamorfosi piu` azzardata ed essenziale.
nella "repubblica" platone ci presenta la maestosa architettura di uno "stato ideale" dove l`idea di giustizia e` l`assoluto criterio di governo sia della vita collettiva che di quella individuale. attraverso l`insieme dei suoi dieci libri, platone mette in discussione ogni aspetto della vita organizzata e del sapere della "polis" greca. qui, arte, scienza e religione vengono sottoposte allo sguardo critico del filosofo e condotte dal buio quotidiano dell`esistenza all`eterna luce della ragione. ma la "repubblica" non e` soltanto la prima e piu` famosa "utopia" della storia. essa, infatti, e` il progetto originario della nostra civilta` occidentale.
questo romanzo racconta la crisi dei quarant`anni di vel`caninov, un facoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero. soffre d`insonnia, e` angosciato da una vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o per lo meno crede di averle. un uomo con un nastro nero di lutto sul cappello lo segue e lo sorveglia. si tratta di pavel pavlovic, un funzionario statale di provincia, la cui moglie, anni addietro era l`amante di vel`caninov. un rapido esame convince vel`caninov che pavlovic, l`eterno marito, non puo` sapere che la moglie l`ha tradito con lui. ma allora perche` tanta ambiguita`? cosi` comincia un rapporto bizzarro simile ad un duello portato avanti da due schermitori abili e accaniti...
volgendosi dappertutto per trovare traccia o annuncio dell`esistenza, ora e qui, della "cara belta`", non li trova. ma il "tu" che il poeta ha via via rivolto alla giovane de "il sogno", alla "donzelletta", alla luna, a silvia, a nerina, alle fanciulle dei bassorilievi funebri, e nelle lettere d`amore, quel "tu" che non c`e` mai nello zibaldone e che nella poesia invece deflagra a volte come uno sparo, e` rivolto al massimo grado di intensita`, con un`urgenza e una fame definitive. qui il desiderio di un "tu" in cui segno e significato coincidano si apre come un fuoco d`artificio e poi si chiude buio, si spalanca come un abbraccio che ritorna deserto. la fame si rovescia in disinganno.
un pretore cinquantenne attrae, con il prestigio delle sue funzioni e le virtu` di una virilita` inconsueta, le donne di ogni eta` e condizione di un piccolo paese della valcuvia. erotismo e peccati di provincia nella spassosa narrazione di un grande affabulatore.
CBS 1988.
