nel 1960, quando fred uhlman conclude la sua autobiografia, e` un pittore affermato, ma nel campo della scrittura la fama continua a deluderlo. gli arrivera` postuma con lo straordinario successo de l`amico ritrovato, divenuto in breve tempo un bestseller mondiale. e una delle ironie di una vita, dominata nel bene e nel male dal caso, il cui racconto commosso, partecipato e ricco di episodi curiosi e divertenti, si legge come un romanzo.
il giornalista e il banchiere. un duello fatto di domande e risposte, di ricostruzioni incrociate, retroscena confidenziali, analisi a volte contrapposte sui personaggi, i conflitti, le congiure, i denari di trent`anni della nostra storia. dalla banca d`italia di guido carli al banco di napoli, dalla cariroma a capitalia, fino a mediobanca e alle generali, cesare geronzi e` stato un protagonista assoluto della finanza italiana. hanno fatto discutere le sue relazioni con silvio berlusconi, massimo d`alema e antonio fazio, le grandi operazioni bancarie culminate con la fusione del polo romano in unicredit suggerita da mario draghi. e ancor piu` ha suscitato reazioni la sua ascesa alla presidenza dei templi della finanza del nord. nel dialogo serrato con massimo mucchetti, l`autore di "licenziare i padroni?" e "il baco del corriere", prende corpo la "confessione" di un banchiere non pentito. sono innumerevoli gli episodi mai raccontati che restituiscono la trama dei grandi affari: un continuo gioco di specchi che rimanda le mutevoli immagini dei vincitori. indicato da ciampi in cariroma, geronzi prese poi il potere sponsorizzando la lazio come chiedeva il romanista andreotti. si senti` domandare da enrico cuccia, che nei suoi ultimi giorni voleva consolidare il suo delfino maranghi in mediobanca: "vuol sempre bene a vincenzino?". ottenne da giovanni agnelli un soave: "ma caro geronzi, se lei non vuole, non si fa" con cui liquidare l`assalto alla banca di roma.
pubblicato postumo, il gattopardo di giuseppe tomasi di lampedusa suscito` subito perplessita` e polemiche. sciascia, alicata, moravia e altri esponenti della cultura di sinistra lo etichettarono frettolosamente come un libro di "destra". ma dopo l`imprevista vittoria del premio strega, e il contrordine dell`unione sovietica, che aveva deciso di tradurlo in russo, il pci scelse di cambiare strategia, appoggiando con discrezione la candidatura di luchino visconti come regista del film che la titanus stava preparando. questo libro racconta la tormentata trasformazione di un grande libro in una grande pellicola. mantenendo l`impianto di ricostruzione storica, il volume alterna racconto, inchiesta giornalistica, analisi letteraria e cinematografica. alla base del lavoro c`e` una lunga ricerca di materiali inediti, documenti d`archivio, sceneggiature, testimonianze, cronache d`epoca. pur di ottenere la palma d`oro a cannes, il regista fece sparire per sempre una dozzina di minuti, tra i piu` espliciti ideologicamente (uno dei tanti "gialli" che il libro ha dissepolto). malgrado il sostegno di togliatti, la critica di sinistra fu in parte delusa dal risultato. eppure l`operazione centro` uno dei suoi obiettivi, cambiando sottilmente e indelebilmente la percezione del romanzo. prefazione di goffredo fofi.
pubblicato anonimo nel 1816, "emma" appartiene agli scritti cosiddetti "della maturita`" di jane austen. tema centrale nel romanzo e` il fraintendimento in amore. emma, la protagonista, rimasta padrona assoluta della casa dove vive dopo il matrimonio della sorella, si trova a gestire il piccolo mondo che le ruota intorno con una buona volonta` alquanto presuntuosa. accolta in casa una giovane ragazza, henriette smith, emma cerca di maritarla adeguatamente. tra i possibili pretendenti sceglie per lei elton, il vicario del paese, inducendola a rifiutare al con tempo l`offerta di martin, un rispettabile agricoltore del luogo. ma ogni piano salta quando in realta` si scopre che elton, in fondo un arrampicatore sociale, voleva invece sposare emma. fra i tanti personaggi che la circondano, l`unico in grado di dire la verita` a emma, e di farle notare i suoi difetti e le sue debolezze, e` l` amico knightley, suo vicino e fratello maggiore del cognato. alla fine sara` proprio lui a sposarla, mentre henriette convolera` a nozze con il giovane martin, precedentemente respinto. anche in questo romanzo jane austen pone al centro della sua narrazione le atmosfere, i desideri e i vissuti della gentry inglese di inizio ottocento, riuscendone a restituire gli odori e le dinamiche piu` profonde.
una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. un grande affresco che per fascino ed emozione puo` ricordare al lettore, nell`ambito della narrativa sudamericana, soltanto "cent`anni di solitudine" di garcia marquez.
antonio e fausto non potrebbero essere piu` diversi: il primo, cinquant`anni in jeans e t-shirt, vive di lavoretti in un appartamento in condivisione con tre ragazzi, sempre connesso, in attesa che il mondo riconosca il suo talento di giornalista; il secondo e` un imprenditore di successo, molto riservato, con una famiglia perfetta, che dicono stia per candidarsi a sindaco della capitale. due rette parallele che non dovrebbero incontrarsi mai. percio`, quando antonio riconosce fausto nella bottega di oreste, un anonimo barbiere al nomentano, si convince subito che questa ribellione alle leggi della geometria sociale nasconda qualcosa: che ci fa un uomo ricco e di potere come fausto maria borghese in un posto come quello? e perche`, poco dopo, oreste sparisce nel nulla? da quel momento, stanare fausto diventa l`ossessione di antonio e l`ordinata quotidianita` dell`imprenditore comincia a deragliare. ma cercare la verita` di qualcun altro puo` essere un gioco pericoloso, se non si sono ancora fatti i conti con la propria. ne "l`invisibile", giovanni floris racconta una trama di segreti capace di dirottare vite e anestetizzare amori, fotografando un tempo, il nostro, dove la reputazione coincide con quello che siamo, dove vince solo chi santifica le apparenze, e nessuno e` mai davvero innocente.
"quello che mi salva, e` la letteratura, cioe` la lingua, e` casa d`altri di silvio d`arzo." valeria parrella ezio comparoni, alias silvio d`arzo, e` un outsider, un autore di nicchia - e da quella nicchia amatissimo -, un uomo e l`ombra del suo doppio. a quello che ancora per molti e` un illustre sconosciuto dobbiamo alcuni tra i racconti piu` significativi della nostra letteratura, i piu` maturi dei quali compongono questa silloge. a unirli a doppio filo la guerra, vissuta, rimossa o cicatrizzata, con le sue conseguenze materiali, umane e sociali che incombono su soldati in marcia, ricche donne in attesa dei mariti al fronte o giovani reduci costretti a ricorrere a espedienti abietti per tirare a campare. punto focale della raccolta e` casa d`altri, definito da eugenio montale "un racconto perfetto": e` la storia di una domanda: quella che zelinda, donna anziana e sola che si procura di che vivere lavorando come lavandaia, tenta di porre al prete del villaggio. questa piccola gemma offre al lettore un vero giallo esistenziale, ancor piu` sconvolgente per il suo minimalismo. uno sguardo tagliente e umano a cio` che e` piu` difficile vedere. perche`, come scrisse lo stesso d`arzo, "quando si vive in quel modo inumano e impossibile, il mondo non e` piu` casa nostra: e` `casa d`altri`?".