sabina e` una doppiatrice cinematografica e deve fare i conti con un ambiente obliquo; franco, il suo uomo, e` invece un attore a tutto tondo, alla ricerca di ruoli extra-commerciali. la relazione fra sabina e franco e` vitale, ricca di futuro. eppure, quando resta incinta, sabina preferisce lasciare all`oscuro il compagno e passare il natale in america, ospite del fratello. l`idea di dar forma a una famiglia la costringe a riflettere sulla sua, sull`apparente lindore e rigore che la memoria continua a restituirle. una memoria accecata, e` evidente. quando il fratello le fa capire che il severo padre ha abusato di entrambi i figli, con il silenzio complice della madre, per sabina e` un trauma che la spinge a indagare l`ambiguita` della verita`.
in questo libro le autrici parlano apertamente del piacere femminile - dei preliminari e delle diverse pratiche e posizioni, dell`autoerotismo e del sesso nelle diverse eta` e fasi della vita, delle fantasie erotiche e del cybersex - dando consigli su massaggi, cibi afrodisiaci e giochi e suggerendo nuove idee per recuperare la tensione erotica e la passione anche in relazioni che durano da anni.
sono gli anni che seguono la morte della figlia paula. isabel allende adotta la forma "diario" per fare la cronaca della famiglia, faticosamente riunita in california dal 1992 al 2006. i ricordi si intrecciano alle riflessioni sulla vita, sulla sua opera e sul mondo contemporaneo. due leitmotiv danno coesione all`insieme: la relazione amorosa con il secondo marito willie e l`ansia di costituire e difendere una grande tribu` familiare. con intelligenza e autoironia isabel ci mostra le difficolta` di tenere insieme un clan variegatissimo e di dominarlo; in una sorta di messa a nudo delle proprie inclinazioni, ci dice che un`innata generosita` puo` facilmente travalicare in esercizio di potere e controllo nelle altrui vite per modificarne il corso. gli episodi teneri, burleschi si intrecciano a quelli tragicomici o drammatici e la narratrice esibisce una tolleranza imperturbabile per le passioni e un`intolleranza viscerale nei confronti dell`ingiustizia. non mancano le acute riflessioni sull`incombere della terza eta`, sulle proprie debolezze, sulla fatica di sbagliare. si esce dalla lettura con la sensazione di aver attraversato una grande galleria di ritratti familiari, di aver vissuto una cronaca di affetti che ci riguarda da vicino.
don gaetano e` uomo tuttofare in un grande caseggiato della napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. da lui impara il giovane chiamato "smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. don gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, e` apparso un giorno il fantasma femminile. un fantasma che torna piu` tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. lo smilzo cresce attraverso i racconti di don gaetano, cresce nella memoria di una napoli (offesa dalla guerra e dall`occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacita` di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. lo smilzo impara che l`esistenza e` rito, carne, sfida, sangue. e cosi` che l`uomo maturo e l`uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, e` cosi` che l`uomo passa al giovane la lama che lo dovra` difendere un giorno dall`onore offeso, e` cosi` che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durera` il tempo necessario a essere uomo.
dato alle stampe alle soglie dei grandi mutamenti del 1989, "fiasco" e` imbevuto di uno dei piu` grandi timori dell`uomo dell`est europeo: il fallimento della liberta`, che si presenta, dall`altra parte del muro, come il fallimento della ricerca della felicita`. un fallimento, un fiasco, in cui si riconosce anche lo scrittore. imre kerte`sz, nato a budapest nel 1929, deportato ad auschwitz e liberato a buchenwald nel 1945, ha vinto il premio nobel per la letteratura nel 2002. kerte`sz impiego` circa dieci anni a scriere "essere senza destino" (pubblicato in ungheria nel 1975 e ignorato fino alla fine degli anni ottanta), il primo capitolo dell`ideale trilogia che prosegue con "fiasco" (1988) e "kaddish per un bambino non nato" (1989).
il vostro bambino si rifiuta di mangiare: urla, serra le labbra e allontana il piatto. la sera, quando siete distrutti dal lavoro e sognate il sonno profondo, lui si catapulta puntualmente nel lettone e neanche un carro attrezzi riesce a smuoverlo. non vuole andare all`asilo, si rifiuta di usare il vasino, piange e non si capisce perche`. "questo e` mio!" urla un fratellino."no, lascialo, e` mio!" risponde l`altro... quante volte vi e` capitato di assistere a scene come queste? e poi, quale gioco proporgli? come "intrattenerlo" senza ricorrere a "mamma televisione"? come fargli rispettare le regole? quante attenzioni dedicargli senza viziarlo? a questi e molti altri interrogativi rispondono le tate piu` famose d`italia. direttamente dalla trasmissione televisiva s.o.s. tata, munite di quadernone e penna, tata renata e tata francesca accorrono in vostro aiuto a suggerirvi tutte le strategie per sopravvivere alla caotica vita familiare. grazie alla loro preparazione ed esperienza sul campo, sapranno darvi ricette di ogni tipo per crescere i vostri bambini con qualche regola d`oro ma liberi di esprimere la loro personalita`. non un manuale del perfetto genitore, ma un ricettario utilissimo per trovare voi stessi le risposte alle vostre domande e intraprendere la strada piu` giusta per crescerli liberi e sereni. vedrete, basteranno semplici ingredienti come costanza, razionalita` e un pizzico di fantasia, e saprete adempiere al meglio al difficile e meraviglioso compito di genitori!
dove eravate tutti. dov`erano i padri, soprattutto. dentro il declino civile di un paese, cosi` risuona l`essere giovani contro l`eta` adulta, contro l`assenza, contro il silenzio. italo tramontana archivia la memoria degli ultimi vent`anni, quelli familiari e quelli pubblici, come se la sequenza delle prime pagine dei giornali dispiegasse l`evidenza della sua storia, con la caduta di bettino craxi, l`interminabile seconda repubblica, l`attentato alle torri gemelle e l`elezione di barack obama. ma intanto, nei giorni del calendario privato, il padre di italo, insegnante neo-pensionato, investe con l`auto un ex studente davanti alla scuola. a tutti sembra un atto deliberato di violenza. e tanto basta a sfaldare gli equilibri domestici. ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, un minaccioso tendersi di distanze. che tuttavia va di pari passo con il riaffiorare, bella e insinuante, di quella che era stata la bambina scirocco, e con il suo imporsi sulla prima pagina degli affetti. lo spazio che si apre tra la cupa attualita` e un amore possibile disegna una strada, spazza gli anni senza nome che il giovane italo ha vissuto e ripercorso in una ostinata "archeologia di se stesso". ci vuole uno scatto, fuori dalla passivita` delle emozioni. quasi fosse la nuova citta` simbolo dei destini incrociati, berlino diventa la scena cui andare a cercare, cercarsi, rispondersi. in attesa di sapere dove siamo, tutti.
"pagine in forma di round, perche` la boxe e` un po` la metafora della vita. un incontro dopo l`altro. il gong e ancora il gong, e noi sempre piu` suonati, destinati tutti a diventare vecchie glorie, orfani dei riflettori della nostra gioventu`." vinicio capossela e vincenzo costantino "cinasky" in un libro a quattro guantoni in forma di round. due amici, due "compagni di sbronze" - mr pall e mr mall -, complementari e indivisibili come la scritta sul pacchetto di sigarette, alle prese con l`epica della quotidianita`. ubriacature e abbandoni, solitudine e vagabondaggi notturni, scorribande negli ipermercati e vecchie auto scassate e, su tutto, l`amicizia che sempre salva e tiene a galla.
il ponte della ghisolfa e` una raccolta di diciannove racconti pubblicata da testori nel 1958; essa fa parte di un disegno piu` ampio, una sorta di "commedia umana" dal titolo "i segreti di milano", "dove tutto - nomi e situazioni, personaggi e ambienti - si tiene, si intreccia e si conferma". nel ponte della ghisolfa e` rappresentato "il mondo della periferia milanese, popolato di poveri diavoli che tirano la carretta in fabbrica o a bottega ma anche di sfaccendati pronti a tutto, di prostitute e ragazzi di vita, di ladri e macro` con licenza di ricattare se non proprio di uccidere, di aspiranti campioni sportivi e di torbidi nouveaux riches". i personaggi del ponte della ghisolfa sono tutti personaggi giovanissimi, operai, baristi, che, nella periferia di una milano alle soglie del boom economico, lottano per sopravvivere, vivono nella periferia dai grandi casoni grigi (roserio, la ghisolfa, porta ticinese), s`incontrano nei bar, frequentano le palestre coltivando la speranza di diventare campioni di ciclismo o di pugilato, passano le domeniche nei "cine" o nelle sale da ballo, s`innamorano.
mitnick offre con questo libro un sequel al suo libro "l`arte dell`inganno", questa volta intervistando una serie di gruppi hacker che hanno messo in atto alcune delle intrusioni piu` incredibili degli ultimi anni. ogni capitolo (dieci in totale) si apre con una "computer crime story" che si legge come un romanzo. certo, e` sicuramente sconcertante capire quanto sia vulnerabile il proprio conto in banca o vedere all`opera un gruppo di hacker innamorati del gioco d`azzardo che in pochi minuti fanno man bassa alle slot machine. come nell`"arte dell`inganno", nel raccontare queste storie mitnick illustra minuziosamente i passi tecnici utilizzati nel mettere a segno i diversi colpi. un libro che si legge con facilita` e che, al contempo, ci proietta nel mondo della sicurezza, l`altra faccia della dimensione informatica in cui mitnick e` da tempo impegnato come uno dei maggiori esperti mondiali.
nei racconti del "libro della giungla" troviamo l`india con la sua natura prorompente, la sua natura simbolo, i suoi animali antropomorfizzati. e, soprattutto, troviamo quello che per kipling e` il fondamento del suo credo morale, ovvero la legge, intesa non come legge della giungla del "vinca il piu` forte", ma come un sistema di valori assai pratico e non misterioso, a cui ogni uomo, come ogni animale, deve sottostare. mowgli non puo` diventare un uomo se prima non apprende la legge della giungla. un individuo non puo` dirsi tale se non risponde, liberamente e nei limiti di quello che e` il suo ruolo, a un sistema di valori riassumibili a grandi linee con coraggio, generosita`, fedelta`, onore, obbedienza, rispetto per gli anziani, disciplina... eta` di lettura: da 10 anni.
questa storia, che non parla di principi azzurri e principesse, inizia in spagna molti anni fa, quando la tv era ancora in bianco e nero, le bambine ballavano con l`hula-hoop e bastava uscire a mangiare un panino per vivere una grande avventura. un giorno, a scuola, lucia conosce eva. spavalda, coraggiosa e indomita come i suoi capelli la prima. timida, riflessiva e avida divoratrice di fagiolini crudi la seconda. hanno entrambe solo sette anni, ma fin dal primo momento diventano amiche per la pelle. condivideranno sogni, segreti sussurrati all`orecchio perche` il ragazzino accanto non senta che si parla di lui, conquiste e delusioni, in un rapporto fatto di complicita` e mille risate, tanto travolgenti e rumorose da attirare sempre i rimproveri degli adulti. finche` un litigio le separera`. anni dopo il caso le fa ritrovare all`aeroporto di madrid. lucia, single, e` il perfetto prototipo della manager in carriera. eva, dopo aver rinunciato al teatro per dedicarsi alla famiglia, si barcamena tra la fine del suo matrimonio e la figlia lola, una piccola pirata di cinque anni. nonostante i vecchi conflitti, l`amicizia di un tempo e` ancora viva, come e piu` di prima. ma lucia non puo` immaginare che eva sta per chiederle il favore piu` importante della sua esistenza. una storia che ci ricorda che esistono legami unici e speciali che nemmeno il tempo e la distanza riescono a intaccare.
nella storia del pensiero il giardino e` sempre stato visto come una metafora vitale dell`opera di dio, dal mito fondativo dell`eden fino ai giardini zen giapponesi. le diverse epoche storiche non hanno fatto quindi che interpretare il particolare rapporto sviluppato dall`uomo con la natura, proprio attraverso l`arte dei giardini, per la loro capacita` di risvegliare gli accordi profondi dell`animo umano. ma senza cura non si da` giardino. mondo chiuso, indefinitamente malleabile, il giardino da` corpo al vecchio sogno del microcosmo. lo si struttura, consapevolmente, come l`immagine, su scala umana, del cosmo smisurato. in un giardino tutto diventa possibile. vi si puo` modellare a proprio modo la creazione, giocare con le stagioni, le luci, le prospettive, le chiome. per questa ragione, i giardini di un`epoca sono tanto rivelatori dello spirito che la anima, quanto possono esserlo la scultura, la pittura o le opere degli scrittori. il libro dedicato da pierre grimal alla storia del giardino, leggiadro e colto al contempo, costituisce ancora oggi una chiave d`accesso essenziale a uno dei temi cruciali della nostra storia culturale.
in questo libro vengono esaminate le radici dell`amore nell`ambito della famiglia, della relazione tra genitori e figli e di quella tra uomo e donna. il testo illustra le leggi che guidano il nostro comportamento all`interno di tali relazioni e individua cosa provoca sofferenza e cosa puo` consentirci di liberarcene; in altri termini, spiega come possiamo trasformare l`amore cieco in una forma di amore piu` consapevole. oltre a una sintesi chiara e di facile lettura dei concetti basilari e degli ultimi sviluppi del lavoro delle costellazioni familiari cosi` come sono stati elaborati dal loro ideatore, bert hellinger, il lavoro include anche un`ampia casistica e una serie di esempi pratici tratti dalla vita quotidiana.
ulisse e` un giovane scrittore in crisi creativa (un tempo ha scritto un libro ma si e` fermato li`), lavora in una casa editrice sull`orlo del collasso ed e` innamorato di pilar-penelope, una bellissima immigrata senza permesso di soggiorno (ma non rinuncia alla sua inveterata poligamia). un giorno riceve la lettera di uno sconosciuto che lo invita a un misterioso appuntamento. ulisse, incuriosito, risponde e conosce achille, un ragazzo gravemente malato che gli apre un mondo inatteso di assurdita`, vitalita` e dolore.
storie viste dal marciapiede, dal basso di chi nei luoghi sta. cartoline, brevi lettere, trenta racconti scritti come si fa quando si parte per davvero e si racconta una storia a qualcuno che si ama. con lo stesso titolo era gia` uscito un altro libro di erri de luca, alla fine degli anni novanta. in quell`edizione c`erano le storie dei suoi viaggi nella bosnia in guerra, nel pieno della guerra civile jugoslava. in questo altro "pianoterra" quelle storie non ci sono quasi piu`. resta pero` identica la prospettiva di chi guarda. perche` questo libro e` un "atto di residenza": racconta luoghi, avventure, impressioni, uniti da un esclusivo punto di vista, quello del "pianoterra". "tra due esseri umani e` infinito il grado di premure che possono offrirsi incontrandosi al pianoterra di un marciapiede [...]. dall`angolo stretto di chi sta in una folla proviene la scrittura di queste pagine." cosa e` la virilita`, come cambia e cosa diventa. l`idea di patria. la pentola sul fuoco e nonna emma e decine di altre storie di residenza.
per un intero secolo, da quando, giosue` carducci ne patrocino` la prima edizione a stampa, lo di giacomo leopardi e` assurto a simbolo del "frammento" per eccellenza. quello che e` da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, e` stato presentato da una lunga tradizione come un`opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine. a distanza di oltre un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di fabiana cacciapuoti ha portato alla luce l`idea di una grande opera per "trattati". un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile - se non compiutamente organizzato - a partire da ben definiti fuochi tematici. un suo progetto di riordino e indicizzazione degli appunti sara` effettivamente messo in atto, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, redatto su differenti schedine (conservate presso la biblioteca nazionale di napoli). sono, in particolare, sette paginette scarne ma decisive a evidenziare i differenti percorsi tematici. proprio seguendo quelle pagine, sono stati qui "rimontati" tutti i brani leopardiani, ricostruendo cosi` nella sua compiutezza il tendenziale suo "sistema". questa nuova edizione tematica dello viene ora proposta in un volume unico, con l`indicazione di tutte le indicizzazioni via via appuntate da leopardi. una riaggregazione dei materiali leopardiani che ne cambia la chiave di lettura. con un preludio di antonio prete.
"non c`e` nemmeno un libro, con una vera storia, con una storia vera. non c`e` niente." scritto a settantun anni, l`orologio astronomico e` la terza incursione nel mondo del romanzo da parte di edoardo sanguineti, che si da` cinquanta brevi "fogli" per raccontare una vicenda che comincia come un`improbabile storia d`amore. e., un vecchio, conosce a., una "scorpioncina" di cui si invaghisce subito. ma l`autore usa la cornice di questa passione per esplorare i limiti della narrazione, e nelle pagine inanella lettere, racconti, ricordi e frammenti, tutti scritti rimarcando un "io" narratore e un "tu" lettore. svelando e contraddicendo il processo costruttivo del romanzo, sanguineti rivendica l`infinito moltiplicarsi delle storie umane e trasforma l`orologio astronomico di strasburgo in un crocevia di corpi e destini, con un avvicendarsi di eventi che nasconde una riflessione attenta sul potere dei mezzi di comunicazione. dagli stralci di giornale ai primi videogiochi, ogni forma mediatica ci chiama a diventare parte attiva di un gioco, quello della vita, che ha si` delle regole di partenza, ma diversi finali possibili. la scrittura torna quindi a essere ricerca: un modo per riappropriarsi di se` in un alternarsi di cancellazioni e ripensamenti che ricalca appieno la poetica sanguinetiana dell`"imparare bene come scrivere male".