cosa fanno due ragazzini da soli in casa, senza adulti tra i piedi - e non per un pomeriggio ma per giorni, settimane? e il desiderio piu` segreto di ogni adolescente e insieme l`incubo peggiore, ma per mirko e tommaso e` semplicemente la realta`: sono rimasti soli. gli adulti la chiamano : la professoressa mavaldi, zio eugenio e zia marge, persino quello spostato dello zio gil. la situazione e` che mirko e tommaso turriani, orfani da pochi mesi, affidati dal tribunale allo zio che abita a pavia, non hanno nessuna intenzione di lasciare la loro casa di milano. il prezzo piu` alto per restare da soli sono certi di averlo gia` pagato, e adesso sanno che rigare dritto e` l`unico modo per andare avanti. dunque prendono ottimi voti, mangiano le verdure, conservano tutti gli scontrini e vanno a letto presto. solo che la vita - loro lo sanno bene - non sempre e` d`accordo con noi su quello che ci spetta. e quando mirko decide di mentire per andare a madrid a vedere la finale di champions - per andarci con greta, per passare una notte con lei - non puo` immaginare di aver dato il via a un conto alla rovescia, una valanga a orologeria che rischiera` di travolgere tutti.

"l`io nella teoria di freud e nella tecnica della psicoanalisi" e` un seminario che lacan tenne un anno dopo aver iniziato, a roma, nel 1953, quello che chiamera` "il mio insegnamento". come in tutta la prima serie dei suoi seminari, e cioe` praticamente fino al 1964, lacan si dedica alla rilettura del testo freudiano. e il suo ritorno a freud. in realta` non si tratta solo di una ripresa dei punti cardine della psicoanalisi in uno studio accurato, ma di una critica altrettanto accurata che potremmo chiamare metodologica: perche` il testo freudiano sia leggibile e operativamente efficace nella cura psicoanalitica, occorre che i concetti freudiani prendano posto correttamente e, per farlo, e` necessario uno strumento. lo strumento che lacan utilizza e` la triade composta da immaginario, simbolico e reale. per esempio, in questo seminario, lacan indica chiaramente che non e` la stessa cosa, e nella pratica clinica non si hanno gli stessi effetti, quando l`io e` considerato sul suo versante immaginario e quando lo e` sul suo versante simbolico o ancora sul suo versante reale, sebbene quest`ultimo concetto sara` veramente esplicitato solo pia tardi. l`io di cui parla freud e` costituito a partire da identificazioni e da rapporti duali, ma e` anche l`io che parla, l`io che sogna. lacan distingue quindi l`io in quanto costruzione immaginaria, che ha valore di oggetto, dall`io in quanto soggetto che e` una funzione simbolica.

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