sharon salzberg e` stata una delle fondatrici del centro di meditazione di barre, impegnato nell`opera di diffusione del buddhismo in occidente.
dopo la raccolta "opera sull`acqua", nella quale si cimentava per la prima volta con l`"azzardo dei versi", con queste nuove poesie, che incrociano alcuni temi di quel fortunato esordio poetico, erri de luca da` vita a una silloge di raggiunta maturita` compositiva. le sue poesie raccontano. raccolgono personaggi, viaggi e dialoghi. parlano di incontri e di volti. sono tracce che indicano una storia possibile o tutta gia` avvenuta in un solo gesto istantaneo ed eterno. l`amicizia, i genitori, l`amore, la napoli della sua prima infanzia, le missioni umanitarie in bosnia o in sudan. in questo libro erri de luca si racconta e si mette in gioco con poesie che trascendono sempre l`autobiografia per diventare messaggi sapienzali per chiunque apprezzi un atteggiamento di fermezza ma mai di arroganza nei confronti della vita degli uomini.
un libro articolato, con una compresenza di generi poetici diversi, dal lirismo della quotidianita` (i piccoli segni, le percezioni di una realta` "impoetica") ai poemetti civili, che intendono ritrovare in modi nuovi l`andamento ragionativo e affettivo di pasolini.
dalle spiagge del mediterraneo e dai monti del caucaso arrivano queste istantanee illustrate di viaggio su autobus improbabili, accompagnate da scoperte di libri, di uomini, e delle loro guerre infinite; ma anche da comici malintesi. laura barile racconta le soste agli intricati confini caucasici, el-alamein oggi e la stratificazione di memorie che vi e` depositata, il mal d`algeria di camus, il presente il passato e il mito: dalla carestia degli anni trenta a batumi vista da simenon, all`arca di noe` sul monte ararat, a prometeo incatenato nel monte kazbegi. i paesaggi calcinati di algeri e il mare turchese delle coste minate dell`egitto, gli armeni che assaporano la liberta` nei caffe` sotto i tigli di yerevan, le inutili attese di treni fantasma in grandiose stazioni ferroviarie deserte, la casa natale di stalin e le costruzioni non finite del socialismo reale. berberi, amazigh, mozabiti, tuareg, armeni, georgiani, tartari, avari, russi - e le loro lingue.
il nuoto, il corpo che si perde e si ritrova nell`acqua, e la letteratura, il desiderio di scrivere senza compromessi, sono le uniche due certezze di lidia. "la cronologia dell`acqua" e` cosi` la storia di una vita che "non segue alcun ordine. gli avvenimenti non rispondono al rapporto di causa ed effetto come vorremmo. e tutta una serie di frammenti e ripetizioni e trame," perche` "questo condividono il linguaggio e l`acqua". tutto scorre, nelle parole come nelle corsie di una piscina, in questo romanzo che rinnova radicalmente la tradizione del memoir, raccontando senza ipocrisie il genere, la sessualita`, l`abuso, l`elaborazione del lutto, il superamento della sofferenza. lidia cresce con un padre violento e una madre incapace di proteggerla, in una famiglia che la condizionera` anche quando, proprio grazie a una borsa di studio per il nuoto, riuscira` ad allontanarsi. colpita da una perdita straziante, si trova a fare i conti con un dolore estremo: lidia reagisce, sbaglia, cerca nell`alcol e nel sesso una via di fuga, tocca il fondo, reagisce ancora, riprende a nuotare. dentro la muove un desiderio di vita e di creazione - e attraverso incontri decisivi con autori come ken kesey e kathy acker prende forma il suo cammino di scrittrice. il viaggio che lidia affronta, e nel quale trascina con passione e levita` struggente il lettore, e` un viaggio di dipendenza e autodistruzione, e poi di sopravvivenza. un viaggio che trova una conciliazione finale in un amore sincero, in un figlio che nuota felice anche se malissimo, e in un libro, questo, che testimonia una nuova profonda consapevolezza di se` nel proprio mondo.
in questo romanzo visionario dai toni fantascientifici, naomi alderman costruisce una perturbante distopia che e` anche una parabola sul potere e sulle sue perversioni. in un tempo imprecisato ma molto vicino al nostro presente, nel mondo comincia all`improvviso a verificarsi uno strano fenomeno: prima le ragazze, e poi le donne in generale, sviluppano la capacita` di infliggere dolore e morte tramite scariche elettriche emanate dalle loro mani e attivate da una misteriosa "matassa" collocata sulle clavicole. si innesca cosi un`inedita gerarchia di potere - in cui gli uomini sono ridotti in schiavitu`, seviziati e uccisi - che e` anche un`imprevista evoluzione dei rapporti tra i sessi e l`impulso a un nuovo ordine globale, con esiti inarrestabili e catastrofici. "ragazze elettriche" scompagina il racconto del futuro prossimo e penetra nelle vene della crudelta` che abita ineludibilmente, come uno stigma, la conquista e l`esercizio del potere.