Torna il chitarrista della Virginia con un album che sta a metà tra classico Blues e sonorità di New Orleans.
con questa sua nuova raccolta cesare viviani fa un passo ulteriore nel percorso di ascolto e di meditazione che caratterizza i suoi ultimi libri. la forma e` piu` immediata. sono poesie brevi, con una sola voce, affabile e colloquiale anche nel proporre temi elevati, come i limiti dell`umano, la pulsione all`autenticita`, il confronto con l`angoscia della fine. l`"invisibile" di viviani non e` qualche cosa di trascendente, ma e` cio` che, innervato nella concretezza della natura, resta indecifrabile, incomprensibile, irriconoscibile. e dunque credere, piu` che l`oggettivazione di una fede, e` rispettare, accettare, affidarsi alla vita. in questi versi diretti e spesso sorprendenti per clausole inattese, la via maestra e` l`umilta`: rinunciare alla presunzione umana significa trovare il giusto posto di se stessi e delle cose, e sapere che tutte le esperienze, anche quelle estreme, fanno parte di un ciclo e non hanno niente di eccezionale: sono natura. sotterranea e parallela al discorso cosmico-esistenziale, scorre una riflessione poetica in cui il medesimo atteggiamento interiore vede con distacco ogni ironia narcisistica e abilita` verbale: perche` un animale nel suo habitat - dicono i versi di una poesia significativamente dedicata a mario luzi - e` piu` vicino all`"invisibile" di qualsiasi ambiziosa invenzione letteraria.
House on Fire, pubblicato nel 2003, è uno dei dischi più riusciti e più noti del chitarrista blues americano. Per promuoverlo adeguatamente, proprio quell'anno, Principato aveva fatto un tour in Usa ed in Europa. Questo disco è stato registrato nel Novembre del 2003, nel corso di una session passata per radio.
Quella sera Tom era sul palco con John Perry (basso ), Joe Wells (batteria) e Tommy Lepson all'organo.Nel corso della serata il chitarrista ha eseguito canzoni prese sia da House On Fire che da Guitar Gumbo, aggiungendo poi una strepitosa rilettura di Saturday Night Fish Fry, un classico di Louis Jordan ed una propria interpretazione di Never Make Your Move Too Soon, tratta dal repertorio di B.B King
Con Nowruz, il loro intrigante debut album, gli Aga Khan Master Musicians (AKMM) mettono assieme le musiche dell' Asia Centrale, Cina, Middle East e Nord Africa, per creare un originale body of work dove le attuali tradizioni musicali incontrano la fusione. Virtuosi acclamati sui loro rispettivi strumenti, i sei membri degli AKMM mescolano abilmente pipa, qanun, dutar, viola d'amore, sassofono in una panoplia di percussioni, che crea un nuovo linguaggio musiciale pieno di soul, che rende vive queste incredibili performances.
