un bicchiere di vino rosso gettato in pieno viso durante una festa - un`onta immotivata eppure avvertita come ineluttabile - e` la scintilla che innesca un viaggio a ritroso nella vita di stefan vogel. nato e cresciuto nella germania est pre-perestrojka, stefan accetta di avvallare e perpetrare la bugia materna di se` come poeta d`avangurdia sperando di farne uno strumento di riscatto sociale e di fuga verso il luogo che solo incarna ogni aspettativa e ambizione: gli stati uniti d`america. la via imboccata, che dal plagio quasi naif giunge fino al vile tradimento, in un percorso di costante autodregadazione, sembrerebbe condurlo alla meta. ma non basta un oceano a fermare le menzogne ormai sbrigliate. ne` una vita a espiarle. il sogno americano e il suo fallimento acquisiscono in questa rivisitazione inedita lucentezza, grazie a una scrittura elegante e misurata idonea a esprimere tanto i dissidi interiori di un antieroe ambiguo e fragile, quanto il ritmo incalzante di un plot fitto e ben congeniato.
l`infanzia e` uno spazio di scoperte continue e sconvolgenti, e al piccolo ali non basta attraversarla da spettatore: lui vuole partecipare e sapere. nella teheran di reza pahlavi, tra posti di blocco, polizia segreta e roghi di libri proibiti, ali cerca prima di tutto di capire i fatti fondamentali della vita. come nascono i bambini? in quale istante esattamente inizia la primavera? e perche` mina e` muta? e perche` il pasticcere mammad ha dodici dita? e perche` i cugini non si possono sposare tra loro? per ognuna di queste domande che spesso si perdono nell`allegro caos famigliare, ali elabora risposte tanto strampalate quanto geniali. ma poi il fratello maggiore puyan viene arrestato e da quel momento in casa di ali comincia a regnare il silenzio.
cinque storie di solitudine e maternita` mancate.il tentativo impossibile di accogliere e comprendere una bambina rom. la formula alchemica di un`iniziazione sessuale infantile e perversa. la storia dell`amante perfetta, che dopo aver lasciato il suo uomo inizia a frequentare clandestinamente i suoi bambini. un`insegnante universitaria seduce intellettualmente due allievi, un ragazzo e sua sorella, e li invita a mettere ordine nella sua biblioteca di campagna: scopriranno una famiglia squinternata e devastata. il rapporto tra un cane vecchio e un cucciolo.
un faldone e una grossa cartella nella quale raccogliere scritti o documenti. possiamo immaginarcelo chiuso da legacci di canapa, ma nessun faldone e chiuso per sempre: nuovi fogli possono esservi facilmente infilati, altri possono esserne sottratti e sparire, l?ordine si puo perdere, modificare, ristabilire. a una simile idea di disposizione sempre provvisoria del materiale verbale?-?e, in metafora, della storia collettiva e dell?esistenza individuale?-?e ispirata la costruzione del faldone, l?opera che si vuole unica di vincenzo ostuni, "apertissima" e indecidibile (ne raccolta poetica ne poema), in continuo e indefinito mutamento che qui compare per la prima volta in forma completa, per quanto completa possa dirsi un?opera per principio interminabile. chi vi prende la parola sembra riversare in questo corpo mutante la sua intera esperienza vitale, le contraddizioni e i rovesci del nostro tempo. nel faldone si discute di linguaggio e paternita, di politica ed erotismo, di letteratura e di infanzia, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilita storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere formulata. attingendo alla lezione di grandi maestri novecenteschi?-?montale, sanguineti, pagliarani su tutti?-?ma anche a fonti, registri, lessici narrativi, drammaturgici, saggistici, ostuni presenta al lettore un?opera-mondo che, battendo le mille strade della lirica occidentale?-?dalle piu tradizionali alle piu sperimentali?-?sembra volerle trasmutare e conservare assieme, e affidare questo antichissimo "macrogenere" alle incertezze e agli slanci del futuro.