"tu che mi ascolti" riunisce, in un insieme organico, le poesie che bevilacqua ha dedicato alla figura materna nell`arco di una vita che il poeta definisce "duetto per voce sola", non interrotto oggi, a due anni dalla morte della madre. stesso titolo per questa silloge e per il testo narrativo pubblicato lo scorso anno: registrazione degli eventi che hanno segnato una vita a due. convinzione del poeta, infatti, e` che la fine tangibile di un essere amato non spezza, in chi gli e` stato alter ego, il legame relazionale: puo` tradursi in una sorta di misteriosa, comunicativa resurrezione.
nei versi di stratanovskij si coglie il senso di una solitudine cosmica di fronte a un dio-natura del tutto indifferente alle vicende umane, un pessimismo esistenziale venato di nichilismo, ma illuminato da improvvise epifanie mitologiche che irrompono nella vita quotidiana. peraltro l`impasse teologico non sottrae l`uomo a un impegno etico forte e costante. e dunque la poesia di stratanovskij e` anche satira o disperata denuncia: contro la russia post-comunista in mano ai nuovi ricchi e ai criminali, contro la perdita di identita` di un grande paese, contro l`ideologia della guerra che permea la vita della maggior parte dei russi, unica e piu` deprecabile forma di tradizione che si e` trasmessa attraverso tutte le trasformazioni sociali.