non sempre e` giusto cedere al fascinoso luogo comune secondo il quale chi muore giovane e` caro agli dei, perche` "cosi` come il carattere guida l`invecchiamento, l`invecchiamento guida il carattere". la senilita`, quindi, non e` un caso, ne` una dannazione, ne` l`abominio di una medicina moderna devota alla longevita`, ma la condizione naturale e necessaria affinche` si verifichino l`intensificazione e la messa a punto del nostro carattere, ossia della forma del nostro durare. ma anche se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare e` una forma d`arte che ogni essere umano deve affrontare perche` la vecchiaia si configuri come una "struttura estetica" che permetta di svolgere il ruolo archetipico di avo cui ogni anziano e` chiamato.
una raccolta in cui emergono i temi cari allo scrittore di colonia, premio nobel nel 1972: il disgusto per la guerra e il nazismo, il senso della fame e della solitudine, la solidarieta` umana vissuta in una gamma che va dal piu` acuto assillo sociale ad un misticismo cristiano sentito in modo del tutto creaturale. ma anche la satira di un perbenismo e di un benessere dietro i quali si annidano i mostri dell`intolleranza e dello sfruttamento, l`amore tra uomo e donna, la buffoneria anarcoide quale rifugio ultimo in un mondo terribilmente serioso, il rispetto della piccola e povera gente, un moralismo senza tavole legali, ma insonne nel verificare le proprie azioni e i loro veri moventi.