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"dove andate?" istanbul. confine di trieste, ore 16, vento di nordest. il poliziotto sloveno confronta i ciclisti sbucati dal nulla con le foto segnaletiche sui loro passaporti. altan francesco, 58, vignettista. rigatti emilio, 47, professore. rumiz paolo, 53, giornalista. i tre matti in mutande aspettano davanti all`autorita` costituita, si godono l`effetto della loro risposta demenziale. sanno che l`uomo in divisa deve calcolare in fretta molte distanze anomale. primo, tra la lentezza delle bici e la lunghezza della strada, duemila chilometri. secondo, fra la rispettabile maturita` dei viaggiatori e le loro sacche da globe-trotter. terzo, tra la nobilta` della meta finale e la miseria che c`e` in mezzo, i balcani.

Copertina non disponibile per Penso Dunque Rido L`altra Faccia Della Filoso  di Paulos John Allen - libri
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l`autore si diverte ad esplorare il confine fra astrazioni filosofiche e preoccupazioni quotidiane. alla base del lavoro e` il tentativo di affrontare la logica, matematica e filosofica, dalla posizione del traduttore che, attraverso un linguaggio accessibile a tutti e attraverso l`arma del comico e del paradossale, riesce a far percepire il lavorio e l`armonia del pensiero. animato dalla volonta` di restituire, attraverso il riso, il rigore del ragionamento e di "rimontare", passando per parabole e giochi di parole, le piu` ardue teorie filosofiche, l`autore usa massime e aneddoti come specchio dell`intelligenza umana e svela come dietro la risata dell`assurdo, si celi sempre una sequenza di snodi filosofici.

Copertina non disponibile per Immortale (l`)  di Slavnikova Olga - libri
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russia, anni novanta: in un angolo remoto degli urali un televisore continua a trasmettere immagini di un`altra storia, in cui il comunismo non e` mai finito e ancora si celebrano i congressi del pcus. il destinatario di queste immagini e` aleksej, un veterano della seconda guerra mondiale, che un ictus ha trasformato in "un articolo difettoso della morte", un essere chiuso senza via d`uscita nel proprio corpo. decise a conservare "la sostanza dell`epoca", nina, la moglie, e marina, la figlioccia, vivono in bilico tra l`ipocrisia e l`arrivismo della nuova russia, e il sicuro, immobile tempo che ristagna nella camera da letto del veterano. aleksej diventa cosi il centro di una dimensione in cui il presente non accade e il passato non passa piu`. eppure, sembra dire il protagonista dal chiuso della sua prigione, forse la realta`, quella esterna, bisogna alla fine affrontarla come e`. al punto da reclamare anche il proprio diritto alla morte, che avendo lasciato l`opera a meta` lo ha reso un immortale per caso. da una delle piu` promettenti scrittrici della russia contemporanea, un`esplorazione del tempo e della morte, una riflessione, condita di gogoliana ironia, sulle contraddizioni della russia moderna, e una ricerca della sua "autenticita`" perduta.

doveva avere sette anni, forse nove, non lo ricorda con esattezza neige quando il suo patrigno ha cominciato ad abusare di lei. a parte il momento esatto in cui tutto ha avuto inizio (il trauma ha alterato per sempre la cronologia dei fatti), i ricordi sono perfettamente incisi nella mente e nel corpo della donna che neige e` diventata. la decisione a diciannove anni di rompere il silenzio, la denuncia, il processo pubblico, il carcere per lo stupratore, la vita nuova molto lontano dalla francia. e quella donna si e` interrogata a lungo se scrivere il libro che stringete tra le mani, perche` trovava solo motivi per non farlo. fino al giorno in cui il passato l`ha raggiunta e l`impossibilita` di scrivere e` diventata impossibilita` di non scrivere. questa che leggerete non e` "soltanto" la storia di una bambina che e` stata violentata per anni da un adulto; e` la ricerca pervicace degli strumenti per dire di quell`altro luogo, il paese delle tenebre dove vivono tutti quelli come neige; e` il rifiuto netto della retorica delle vittime (nessuna resilienza, nessun oblio, nessun perdono); e` la necessita` di trovare semplici parole precise che dichiarino l`irreparabilita` del danno; e` l`urgenza di rendere testimonianza, si`, ma collettiva. perche` l`abuso si consuma in una dimensione separata di omerta` e solitudine, una dimensione che e` fisicamente la stessa in cui si svolge il resto della vita, ma che si sovrappone come un doppio di intollerabile nitore. triste tigre e` il viaggio in questa dimensione, e` il dialogo necessario con i grandi della letteratura che questa dimensione l`hanno interrogata, e che hanno fornito all`autrice gli strumenti per tutto questo. un libro, che usa la scrittura come un martello, attraversato da una domanda: colui che ha creato l`agnello ha creato anche la tigre?

alberto danini e un`ombra. agente del servizio centrale operativo, esperto informatico, si nasconde dietro a uno schermo del dipartimento di polizia giudiziaria perlustrando i meandri della rete a caccia di predatori. si finge un adolescente fragile, ma e una maschera dolorosa da indossare: un adulto che si muove come un serpente in mezzo ai ragazzi, che cambia pelle di continuo. quel ruolo da esca entra in risonanza con il bambino fragile che anche lui e stato; per questo e il migliore in quello che fa. la sua identita di copertura nasce e muore nel mondo virtuale, mentre i colleghi lottano tutti i giorni nel mondo reale: non importa se i meriti vanno ad altri, ad alberto rimane la possibilita di elaborare ogni volta l`orrore di cui e stato testimone. fino al giorno in cui l`agente danini si imbatte nella vicenda di leonardo p., tredici anni, caduto in una rete di mostri. o almeno questo e cio che riferisce alla polizia il padre del ragazzo; questo e cio su cui si concentrano alberto e la squadra. ma in realta i bambini non c`entrano. dietro l`app la rete dei cuccioli, dal nome innocuo, si nasconde stavolta un nemico diverso, dal volto ugualmente feroce. mentre l`indagine entra nel vivo, alberto e costretto a esporsi, a spingersi in prima linea, mosso non da un coraggio che non sente di avere, ma dalla paura. di non saper difendere cio che ha di piu caro. di non sapersi fermare in tempo. di diventare come quelli che ha sempre combattuto. paola barbato, come i grandi maestri del genere, immagina mondi di oscurita, li edifica davanti ai nostri occhi, ci invita a entrare. e ci lascia li, in compagnia di un`angoscia sempre nuova.

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