a meta` degli anni `70, ole reuter ha appena terminato gli studi universitari ma non ha ancora un lavoro. decide quindi di godersi la vita e, acquistato un biglietto ferroviario aperto, per un mese gira la germania, da una regione all`altra, da un villaggio all`altro. incontra persone sempre diverse, ha alcune avventure erotiche: verso la fine del viaggio stabilisce pero` un rapporto con una ragazza, judith, che sembra essere piu` duraturo. passano quattro anni. ole e` dinuovo "on the road", judith e` sempre nella sua mente, ma non piu` al suo fianco e riesce solo a intuire molto vagamente quale porta` essere il suo futuro percorso esistenziale.
secondo lo stesso cortazar, il persecutore e` stato il suo momento di svolta, il passaggio da moduli narrativi borgesiani in cui i personaggi sono solo figure del fantastico a un tipo di racconto in cui la narrazione si incarna nel personaggio, e` il personaggio. nel 1955 cortazar stava cercando il protagonista di un racconto su un artista: lesse un lungo necrologio su charlie parker, il grande jazzista morto in quei giorni, e ne rimase fulminato. in un`intervista disse che si mise a scrivere il racconto il medesimo giorno. dunque attraverso johnny carter (cioe` charlie parker) e bruno, intellettuale e critico musicale, si snoda il rapporto ambiguamente dialettico tra creativita` e razionalita`. altro tema fondamentale e` quello della ricerca di un tempo sospeso, in cui passato, presente e futuro convivono compressi. e il tempo che cortazar sentiva quando andava in me`tro, ed e` quello che parker provava a riprodurre col suo innovativo e geniale modo di suonare il sax. ingrediente fondamentale di questo racconto, e in generale dell`opera di cortazar, e` il tempo. johnny dedica molti dei suoi monologhi allucinati a quest`argomento: . il tempo e` presenza reale, sebbene immateriale: johnny ne parla come di qualcosa che esiste e sfugge allo sguardo, come i misteriosi personaggi inventati da cortazar nel racconto casa occupata (presente nella raccolta bestiario) che costringono i due protagonisti ad abbandonare la loro abitazione, invasa non si sa bene da chi. queste presenze esistenti e allo stesso tempo invisibili sono molto amate dallo scrittore, e nel persecutore si incarnano nell`idea stessa di un tempo onnipresente e sfuggente, autentico protagonista che si esplicita