nelle prime due parti del libro serge latouche mette a confronto l`apologetica della societa` di mercato realizzata dalla scienza economica con l`ingiustizia del mondo che evidentemente svuota di contenuto ogni pretesa morale dell`economia. in quanto condividono il medesimo immaginario economico liberismo e marxismo sono oggetto della stessa critica radicale, che si estende alla degenerazione dello stato sociale di matrice socialdemocratica. nella terza parte del libro latouche abbozza i tratti di quel che potrebbe significare una societa` giusta nel contesto di un mondo devastato dall`economia, insieme unificato e diviso dal mercato.
gaetano e` un giovane di un remoto paese della sicilia degradato dall`abusivismo, una sorta di paese fantasma con un passato di miseria e un futuro di disintegrazione sociale e culturale. molti sono emigrati in germania, tra questi anche il padre di gaetano che vorrebbe tirar fuori il figlio da quella palude: e` tornato in paese per questo, vuole aprire un bar in germania, vuole che gaetano l`aiuti. il figlio pero` non intende seguirlo. li` ha i suoi amici, la prospettiva di una laurea, una zia che ama moltissimo, la memoria della madre e un timore, quello di finire come i tanti immigrati che arrivano sulle spiagge del suo paese: "morti di fame" che hanno perduto, insieme alla terra, la loro dignita` e qualsiasi prospettiva di vero riscatto. come ali`, un nordafricano che, espulso dalla propria terra, ha scelto la clandestinita` e l`anonimato, alla disperata ricerca di un qualche futuro. ed e` in un`azienda agricola gestita da un boss della zona, tra quelle serre che "come un mare finto" dilagano nel paesaggio, che s`incrociano, rispecchiandosi l`uno nell`altro, i destini di gaetano e ali`.
"poche menti scientifiche come la sua si sono degnate di mettersi al servizio degli dei della fantasia; con il suo amore per la precisione e il disegno complesso ha allestito uno spettacolo del cuore umano, colto nelle sue sbandate piu futili e primitive - lascivia, terrore, nostalgia. la violenza e la violenta comicita dei suoi romanzi ci colpiscono soprattutto per la mera descrittivita, perche e la stessa violenza degli eventi geologici. vedeva le cose da una postazione piu alta, dalla cima dei continenti che aveva dovuto lasciarsi alle spalle". (john updike)