l`"apokolokyntosis" e` uno dei testi piu` curiosi sopravvissuti alla dispersione del patrimonio della letteratura classica: una satira politica, irridente bilancio del governo dell`imperatore claudio e dissacrante svalutazione della sua figura, scritta quasi certamente da seneca per mancanca di stima e postuma vendetta di un torto subito. il titolo costituisce un gioco di parole che allude alla trasformazione di claudio, invece che in una divinita` (l`"apoteosi" che toccava agli imperatori dopo la morte) nel simbolo di stupidita` rappresentato dalla zucca. brevi componimenti poetici si affiancano alla narrazione in prosa: un`alternanza di registri linguistici, sbalzi stilistici, citazioni da celebri opere greche e latine, e volgari modi di dire che si susseguono in una comica e incalzante cronaca del tentativo di claudio di ascendere al cielo per diventare un dio. ma da qui, per le ingiustizie commesse, sara` cacciato agli inferi dal senato divino.
l`anno e` il 1939: henry miller, scrittore maledetto e amatissimo, torna negli stati uniti dopo un decennale "esilio" francese. il suo intento e` andare alle radici dell`americanita`, nella cultura e nella natura - maestosa, materna e feroce, commovente nel suo abbraccio onnicomprensivo. il suo fu un grande viaggio che lo porto` a incontrarsi e scontrarsi con un campionario di esseri umani vasto come gli stati uniti stessi. in questo libro miller ci racconta come erano gli usa negli anni quaranta, facendoci scoprire che per molti aspetti non erano tanto diversi dalla superpotenza che ancora oggi ben conosciamo: grandi affari e umane piccolezze, mass media che addormentano e incitano, inquinamento fuori controllo ma anche possibilita` di lavorare duramente costruendo il proprio sogno. un paese divenuto un "incubo ad aria condizionata" in cui uomo e natura non hanno piu` molto da dirsi ma continuano a convivere in un matrimonio indissolubile.