
come parlare dell`olocausto alle nuove generazioni, a chi e` troppo giovane per aver vissuto l`orrore? a questa domanda - una necessita` ineludibile - posta dallo scrittore elie wiesel, david grossman ha risposto con questo romanzo. protagonista e narratore e` il piccolo momik che, figlio di deportati, sente parlare in modo oscuro e allusivo dell`olocausto, si interroga sul mistero dei numeri tatuati sulla pelle dei genitori, crede che la "belva nazista" sia realmente un animale feroce, sconosciuto e terribile. ma per capire davvero dovra` crescere, diventare scrittore e seguire le tracce del nonno in polonia; poi compiere un viaggio impossibile per mare, lasciarsi trasportare da personaggi immaginari e approdare all`ultima fantastica invenzione del libro: un`enciclopedia dove si raccolgono i fili innumerevoli del romanzo, e della vita. cosi`, con questa grande creazione etica, con questo libro insieme folle e scientifico, ingenuo e poetico, drammatico e grottesco, grossman realizza il tentativo di interpretare e inventare una realta` segnata indelebilmente dal dolore.

da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. e la voce della balena bianca, l`animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un`isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la gente del mare. il capodoglio color della luna, la creatura piu` grande di tutto l`oceano, ha conosciuto l`immensa solitudine e l`immensa profondita` degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedelta` il compito che gli e` stato affidato da un capodoglio piu` anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la gente del mare. per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma e` venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l`idioma del mare.

"sempre piu` spesso le donne che incontro nel mio lavoro di psicoterapeuta hanno perso il contatto con la parte piu` antica del proprio essere: i modelli esterni fanno credere loro che staranno bene quanto piu` si adegueranno alle mode del momento, alle opinioni degli altri, a modelli mentali che quasi sempre dimenticano, ignorano o ripudiano le radici eterne del femminile. ma piu` ci si allontana da questo sapere originario, piu` arrivano i disagi, i sintomi fisici, l`infelicita`." in questo libro, raffaele morelli indica la strada per riconnettersi alle forze misteriose e potenti che abitano dentro ciascuna donna, fedeli alleate per affrontare i momenti bui, le difficolta`, le incombenze di tutti i giorni. la mente naturale - ci spiega morelli - e` uno dei cardini della femminilita` e si esprime prima di tutto nella creativita`, specialmente nelle azioni manuali. gesti creativi come il disegno, la scrittura, la pittura, il giardinaggio, la cucina sono il perno della cura dei disagi femminili, cosi` come l`immaginazione: la fantasia e` una dote tutta femminile, una cura per l`anima, e innesca l`autoguarigione. "solo nelle donne i regni dell`anima e quelli della terra sono intimamente legati: maternita`, concretezza, eros, danza sono alcuni dei capisaldi del femminile, accanto alle capacita` profetiche, al vedere oltre che tutte le donne possiedono. le donne sanno che esiste un`energia primordiale che veglia su di loro, si affidano al ritmo della vita e anche nei momenti difficili hanno sempre la capacita` di andare oltre, perche` il femminile sa che tutto e` eterno divenire."