le "vite antiche di maometto" sono formate da un intarsio di molte tradizioni dei primi secoli islamici. nella storia del mondo non esiste, probabilmente, figura piu` complessa di quella di maometto. in primo luogo, maometto e` la creatura che dio forgia agli inizi dell`universo: composta di terra pura, immersa nelle acque del paradiso e trasformata in perla radiosissima, che illumina gli angeli, adamo e i profeti della bibbia. dopo molto tempo, nasce il maometto "reale". egli riceve la rivelazione divina da parte dell`angelo gabriele, un episodio solenne che possiamo avvicinare soltanto alle grandi rivelazioni bibliche. maometto teme di essere posseduto dai demoni: la moglie lo convince che e` posseduto dalla parola di dio. appena maometto, in questa nuova veste, entra nell`esistenza quotidiana, trova compagni, elabora leggi, comincia la conquista dei paesi arabi. eppure proprio ora, mentre diventa il profeta di un popolo, la sua figura perde l`elemento sacro che l`aveva avvolta. ci sembra un uomo incerto, dubbioso, che cerca compromessi, sbaglia, desidera donne, governa un harem, combatte, commette razzie. come dice meravigliosamente, "io sono soltanto un uomo con occhi che piangono e un cuore che soffre".
los angeles: elvis cole riceve la telefonata che aspettava sin dell`infanzia. la polizia ha trovato in un vicolo un uomo ferito a morte e completamente tatuato che, prima di morire, e` riuscito a pronunciare le sue ultime parole: "sto cercando mio figlio, elvis cole". da sempre ossessionato dalla figura del padre, su cui sa poco o niente, elvis si rivolge alle uniche persone che possono aiutarlo: l`enigmatico amico joe pike e la tagliente detective carol starkey. insieme i tre si lanciano in un`indagine che arrivera` a far luce sull`identita` dell`uomo morto e sul suo terribile segreto. ma ancora non sospettano di aver risvegliato un mostro che dormiva: un killer spietato, uno psicopatico convinto che cole gli stia dando la caccia...
negli anni a cavallo tra ottocento e novecento l`italia, a differenza di altri paesi europei, non aveva ne` una vera e propria tradizione di antisemitismo, ne` "teorici" che se ne fossero fatti banditori. sembrava pertanto impossibile costruire un "antisemitismo italiano". subito dopo la prima guerra mondiale, pero`, qualcuno fu di diverso avviso. questo qualcuno fu giovanni preziosi, sacerdote nato nel 1881 in provincia di avellino, che, dopo alcuni viaggi negli stati uniti, abbandono` la tonaca e nel 1915 fondo` la rivista "la vita italiana", che divenne l`organo ufficioso di tutto cio` che di antisemita circolava nel nostro paese. nume tutelare della svolta antiebraica intrapresa dal duce all`inizio degli anni trenta, nel 1942 fu addirittura nominato ministro di stato. romano canosa, studioso attento di fenomeni e personaggi del ventennio spesso ingiustamente trascurati, offre per la prima volta in queste pagine un ritratto inedito e coinvolgente di una figura cruciale dell`antisemitismo italiano. a riprova che lo storico, per quanto la vicenda trattata possa risultare scabrosa, non puo` esimersi dall`obbligo di affrontarla. se non altro per contribuire a evitare che possa ripetersi.
un giovane avvocato, dopo aver abilmente orchestrato la sua finta morte, e` sparito con novanta milioni di dollari e con una massa di prove e documenti che potrebbero smascherare un importante caso di corruzione ai vertici dello stato. fbi e detective privati, uomini di legge e nemici che lo vogliono davvero morto, sono da tempo sulle sue tracce, e quando viene finalmente catturato, si scatena una battaglia senza esclusione di colpi, in cui e` la legge lo strumento per nascondere le proprie colpe e l`arma per uccidere.