nell`agosto del 1939, emil ferenczi si trova sui monti tatra, in polonia, per fronteggiare l`imminente invasione nazista come sottufficiale dei cacciatori ungheresi. nel corso di lunghe marce attraverso una natura selvaggia e ostile, all`apprensione per la concreta minaccia del nemico si intrecciano, in un oscuro crescendo, atavici timori superstiziosi. alla loro origine, una serie di scomparse e delitti che sono forse l`opera di una bestia spaventosa. la creatura, pero`, sembra avere i tratti del margravio di quelle terre, vukovlad. maurensig si muove sul crinale ambiguo del genere fantastico, costruendo un romanzo nel quale gli eventi si succedono sulle prime con rigore, come il lucido incedere di un cavallo degli scacchi, per poi frangersi subito dopo, travolgendo con se` il lettore nell`alternarsi continuo di logica e superstizione, razionalita` e soprannaturale. e l`ambientazione alle soglie della seconda guerra mondiale innesta, con uno straniamento di grande impatto, i piu` antichi, ancestrali orrori sul tronco del male della storia.
dalle prime fallimentari esplorazioni umane all`invasione e infine al declino: "cronache marziane" (1950) e` il resoconto della conquista e della colonizzazione di marte da parte dei terrestri. tutto avviene in meno di trent`anni, tra il 2030 e il 2057, quando lo scoppio di una guerra atomica costringe i terrestri a rientrare e marte, pianeta antichissimo, resta nuovamente abbandonato. sui suoi immensi mari di sabbia privi di vita passano i grandi velieri degli ultimi marziani, creature simili a fantasmi, ombre e larve di una civilta` che gli ingombranti terrestri venuti da un mondo sordo e materialista non hanno saputo vedere ne` comprendere. capolavoro della fantascienza, "cronache marziane" e` in realta` molto di piu`: in queste pagine ricche di inventiva e di poeticissime immagini, bradbury travolge i limiti della letteratura di genere, ritrovando l`universalita` simbolica della fiaba e dell`epos: scrive infatti nell`introduzione . ma non solo: bradbury sente l`urgente bisogno di parlare del mondo che lo circonda: il "suo" marte e` il ricettacolo dei fantasmi dell`epoca, un pianeta dell`immaginario americano degli anni quaranta che racchiude sogni, desideri, speranze di un paese partito alla conquista dello spazio che assiste allo sgretolarsi delle proprie ambizioni e illusioni. postfazione di tristan garcia.
disperato dopo la morte della madre, il giovane orfeo medita di lanciarsi dalle terrazze del duomo di milano, quando tra le guglie gli appare un misterioso personaggio, abbigliato all?antica, forse il diavolo stesso. l?astuto tentatore, che sembra rispondere al nome di monsieur des oiseaux, offre un balsamo alla sua sofferenza: potra tornare indietro nel tempo, a prima che la madre nascesse, per essere spettatore della sua intera vita. orfeo si ritrova cosi nel 1892, in quella milano piccola e civile, "rimpicciolita entro la cerchia dei navigli, resa al quieto traffico delle carrozze e dei primi tram elettrici", che tanto ammirava. e il paradiso, questo? o piuttosto una sua parodia? alimentato da un lacerante dolore personale, orfeo in paradiso fonde elementi topici della letteratura universale - il mito del divino cantore che tenta di riscattare la vita dell?amata defunta, il patto faustiano - con l?urgenza di un?inchiesta metafisica su dio, sul male, sul dolore, in una felice, originalissima trama romanzesca ambientata nella milano umbertina, tra i cannoni di bava beccaris e caporetto.