franziska e` venuta alla luce il 1 gennaio 1990 e l`imperatore francesco giuseppe le ha concesso, come a tutti i sudditi nati nelle prime sei ore del secolo ventesimo, un dono di mille corone e il proprio personale padrinato. cosi` la figlia del falegname skripac sara` figlioccia dell`imperatore. fulvio tomizza racconta la sua storia: la vita, i sogni, gli amori, le delusioni di una slovena del carso a trieste. una vita come tante, ma ricostruita sulla base di lettere autentiche venute in possesso dell`autore.
la ragazza che a casa del "filosofo lev sestov, un don chisciotte dell`esplorazione metafi sica" e` seduta sul divano, "immobile, ma con infinita grazia raccolta nella sua stessa immobilita`" (cosi` secondo daniel hale`vy, storico, amico di charles pe`guy e di marcel proust), si chiama rachel bespaloff, e` nata in bulgaria, ha studiato a ginevra, si e` trasferita a parigi qualche anno prima, e` il 1925. gli incontri con sestov risvegliano il genio filosofico della giovane donna, che osa opporsi a edmund husserl e legge, con particolare talento, heidegger. "audace architetto, heidegger osa costruire il suo universo fondandolo sull`angoscia; ma sestov, profeta e mistico, usa l`angoscia come dinamite per far saltare il mondo che abbiamo edificato", scrive a benjamin fondane, pensatore e poeta dai toni radicali, cruenti agli occhi di chi vuole conciliare necessita` e ribellione, il ragionevole e il reprobo. proprio il carteggio con sestov e fondane, ricco di vertigini filosofi che, ci permette di ricostruire le origini del pensiero della bespaloff, intellettuale in lotta, alla ricerca vorace del vero, riconosciuta, insieme simone weil e hannah arendt, tra le figure ineluttabili del pensiero europeo. e il libro perfetto per chi ama i pensieri forti, non concilianti, e vuole scoprire la figura di una donna pensatrice sorprendente, indomabile.
improvvisamente, walt whitman divento` un mito, l`omero americano, il simbolo vivente della poesia. la sua casa, in mickle street, a camden, fu meta di pellegrinaggi: vi accorrevano discepoli, curiosi, giornalisti, poeti. facendogli visita nel 1882, oscar wilde e` perentorio: "e l`uomo piu` umile e piu` potente che abbia mai incontrato in tutta la mia vita. eccentrico? non lo e`. impossibile giudicare i grandi uomini con il metro delle banali convenzioni". austero, audace, colmo di una saggezza anticonformista, nelle interviste - qui raccolte per la prima volta in italia - whitman testimonia la propria poetica, i gusti letterari, le preferenze in campo elettorale. per lignaggio, e` l`autentico padre della letteratura americana.