flavio caroli si e` interrogato sui vari modi di rappresentare gesu`, curiosita` nata da ragazzo confrontando il cristo con la barba del vangelo secondo matteo di pier paolo pasolini con quello imberbe dei mosaici ravennati di sant`apollinare nuovo e del mausoleo di galla placidia. sollecitato da tale contrasto, l`autore ripercorre la tradizione iconografica millenaria che vede il figlio di dio raffigurato ora simile a un giovane apollo ora nei panni di un uomo maturo, con barba e capelli lunghi. passando dai primi affreschi paleocristiani a cimabue, da piero della francesca a michelangelo, da gauguin a warhol, da pasolini a olmi, "il volto di gesu`" ripercorre in modo appassionante quasi venti secoli di storia dell`arte raccontando come pittori, scultori e registi hanno risposto al mistero delle sembianze di cristo. una sfida all`immaginazione, poiche` "anche le immagini che produrra` su di lui la fantasia del futuro non saranno ne` oggettive ne` innocenti. saranno le immagini del gesu` di cui avra` bisogno il mondo di domani".
quella che si narra in questo libro non e` la storia di un cane. e la "biografia morale" di un animale non immaginario ma esemplare, che racconta come intelligenze diverse, umana e canina, cominciano a sfiorarsi. infatti, grazie allo stile "lunatico" di berselli, al suo divagare un po` picaresco, decollano subito, con vari scodinzolii, storie molto italiane e politiche, disincantate e ironiche, in cui avventure e disavventure di razze differenti si "specchiano in una visione di pura tolleranza, all`insegna di un relativismo assoluto, di un italianissimo `si`, vabbe`...`. allora non stupitevi se la biografia "reazionaria" di liu` si intreccia con quelle di montanelli e de felice, di cacciari e agnelli, di pasolini e nanni moretti, fra aneddoti memorabili e detti molto celebri o strazianti. intorno all`idea di un cane", ecco allora una societa` italiana che guarda attonita se stessa, la sua cultura e il suo modo di essere, e alla fine si convince che un metodo, o un rimedio, per la convivenza ci dev`essere: basta accontentarsi di raccontare storie, accoccolati su un divano, immaginando magari una portentosa festa con tutti gli amici che abbiamo, mentre fra i piedi scalzi si diffonde il tepore dolce, filosofico e irrimediabilmente, deliziosamente, poco progressista dell`ultimo riferimento politico rimasto, la pancia calda di liu`".
tobino, ne "la brace dei biassoli" (1956), il suo libro piu` personale e doloroso, rende omaggio alla figura della madre, maria biassoli, da poco scomparsa. come nella "vita nova" dantesca, lo scrittore muove dal dolore per la perdita di una donna amata assurta ad archetipo di femminilita`, snodando poi il racconto, quasi un succedersi di quadri di una sacra rappresentazione, o di stanze di una canzone, tra prosa e poesia, in una continua alternanza tra opposte tensioni emotive e stilistiche. al centro, la figura di maria che, tornando a vezzano, il paese di famiglia incastonato tra monti e fiume, in un entroterra ligure aspro e dolcissimo, sente rinascere le antiche emozioni, la brace rifarsi fiamma; e attorno a lei, i membri della famiglia biassoli, un formicolare di volti e vicende che spingono l`autore - in un romanzo che a detta di italo calvino si presenta come "il piu` sciolto e limpido nella sua prosa" - a rimeditare "sugli affetti e i legami fra chi vive e chi muore, sul valore e il segno del nostro stare al mondo".
le "vite antiche di maometto" sono formate da un intarsio di molte tradizioni dei primi secoli islamici. nella storia del mondo non esiste, probabilmente, figura piu` complessa di quella di maometto. in primo luogo, maometto e` la creatura che dio forgia agli inizi dell`universo: composta di terra pura, immersa nelle acque del paradiso e trasformata in perla radiosissima, che illumina gli angeli, adamo e i profeti della bibbia. dopo molto tempo, nasce il maometto "reale". egli riceve la rivelazione divina da parte dell`angelo gabriele, un episodio solenne che possiamo avvicinare soltanto alle grandi rivelazioni bibliche. maometto teme di essere posseduto dai demoni: la moglie lo convince che e` posseduto dalla parola di dio. appena maometto, in questa nuova veste, entra nell`esistenza quotidiana, trova compagni, elabora leggi, comincia la conquista dei paesi arabi. eppure proprio ora, mentre diventa il profeta di un popolo, la sua figura perde l`elemento sacro che l`aveva avvolta. ci sembra un uomo incerto, dubbioso, che cerca compromessi, sbaglia, desidera donne, governa un harem, combatte, commette razzie. come dice meravigliosamente, "io sono soltanto un uomo con occhi che piangono e un cuore che soffre".
negli anni a cavallo tra ottocento e novecento l`italia, a differenza di altri paesi europei, non aveva ne` una vera e propria tradizione di antisemitismo, ne` "teorici" che se ne fossero fatti banditori. sembrava pertanto impossibile costruire un "antisemitismo italiano". subito dopo la prima guerra mondiale, pero`, qualcuno fu di diverso avviso. questo qualcuno fu giovanni preziosi, sacerdote nato nel 1881 in provincia di avellino, che, dopo alcuni viaggi negli stati uniti, abbandono` la tonaca e nel 1915 fondo` la rivista "la vita italiana", che divenne l`organo ufficioso di tutto cio` che di antisemita circolava nel nostro paese. nume tutelare della svolta antiebraica intrapresa dal duce all`inizio degli anni trenta, nel 1942 fu addirittura nominato ministro di stato. romano canosa, studioso attento di fenomeni e personaggi del ventennio spesso ingiustamente trascurati, offre per la prima volta in queste pagine un ritratto inedito e coinvolgente di una figura cruciale dell`antisemitismo italiano. a riprova che lo storico, per quanto la vicenda trattata possa risultare scabrosa, non puo` esimersi dall`obbligo di affrontarla. se non altro per contribuire a evitare che possa ripetersi.
arthur johnson non ha mai saputo come comportarsi con le donne. nella sua solitudine, il suo bisogno di affetto e comprensione ha finito per diventare una vera e propria perversione, e l`uomo nasconde, sotto l`apparenza di una personalita` timida e gentile, un animo violento, attentamente dissimulato. al piano di sotto, abita una studentessa che sta terminando la sua tesi sulle personalita` psicopatiche; la ragazza non sa che sta per scoprire uno dei terrificanti segreti di arthur.
nicola vitale, che e` anche pittore, ha finora pubblicato versi solo in antologie o riviste. questo volume raccoglie il meglio della sua produzione dall`83 al `96.
valentino, un giovane di verona, ama silvia, figlia del duca di milano, e ne e` riamato, ma il padre l`ha destinata a turio. proteo, amico di valentino e fidanzato di giulia, si invaghisce pero` di silvia e rivela al duca il progetto di rapimento di valentino. giulia travestita da paggio, viene a milano per riconquistare proteo; valentino e` bandito dalla citta` e diventa capo dei masnadieri; silvia fugge da milano e cade nelle mani dei masnadieri. proteo accorre a salvarla e valentino smaschera il tradimento dell`amico. infine la vicenda si conclude con un lieto fine: il duca acconsente alle nozze tra valentino e silvia e proteo, ravvedutosi, sposa la fedele giulia.
la storia militare e` fatta di strategie, logistica, tecniche e tecnologie. ma e` soprattutto una storia di uomini. ed e` questo il volto delle vicende belliche che racconta marco scardigli analizzando le battaglie avvenute sul suolo italiano dall`invasione longobarda, nel vi secolo, al trecento. con il risultato di sgombrare il campo da luoghi comuni e falsi miti, a cominciare dall`icona del cavaliere senza macchia e senza paura, rivestito di una sfolgorante armatura quanto di un alone di leggenda non sempre giustificato. scorrono, pagina dopo pagina, i piccoli conflitti, tra feudatari o tra citta`, e le grandi guerre con gli episodi resi immortali dalla letteratura: dalla battaglia di legnano, attorno a cui si e` costruita l`epica dei comuni italiani, a montaperti, "lo strazio e `l grande scempio / che fece l`arbia colorata in rosso", fino a campaldino, nella quale combatte` l`alighieri stesso. i protagonisti hanno talvolta nomi famosi, come carlo magno, barbarossa e federico ii, ma sono soprattutto i signori e le citta` italiane e i tanti popoli, dalle tribu` germaniche ai bizantini, dai normanni agli arabi, che nel corso di otto secoli hanno vissuto e combattuto sui territori della penisola.
geografie tentacolari e geometrie non euclidee sono parte ineludibile dell`immaginario oscuro di h. p. lovecraft, che nei decenni ha travalicato la pagina scritta per ispirare autori, illustratori e registi. da aira, la citta` di marmo e berillio, fino a kadath, l`ultima dimora degli dei della terra, tra monti inespugnabili, deserti, foreste inestricabili, questi luoghi non sono altro che sogni. ma se e` vero che in fondo tutte le cose umane non sono altro che sogno, questo atlante visionario non e` diverso da ogni altro catalogo di posti mai visitati. a compilarlo e` carlo baja guarienti, aiutato dalla matita di alberto ponticelli, con una postfazione di s.t. joshi e la mappa disegnata da francesca baerald. cio` che ne esce e` una imperdibile guida ai reami fantastici nati dalla penna del solitario di providence.