"guido morselli, elegante a suo modo (con stringhe di corda nelle scarpe dalle pesanti suole, il nastro adesivo a fermare strappi nella fodera del trench rigorosamente inglese), misurato nei sentimenti, schivo, salutista, non mostro` mai nella vita e nella sua arte alcun segno di sbavatura, eccessi, esibizione. rigoroso, sobrio nei temi e nei personaggi, ` bon a` tout faire, bon a` rien faire`, non si ritenne mai detentore di una verita` rivelata: a ogni pensiero o idea assegnava i confini di un normale buon senso, niente in fondo era apparentemente degno d`essere messo su carta. semmai il valore assoluto, il fulcro del suo essere spirituale e creativo andava cercato in `una sensibilita`, ohime` spesso cosi` ardua a seguire, ad afferrare, a fissare`(diario, 1946)" (valentina fortichiari).
il volume traccia un profilo dell`opera italiana nell`arco dei suoi quattro secoli e analizza lo sviluppo della produzione operistica e i suoi protagonisti (musicisti, scrittori, cantanti) in parallelo con l`evoluzione della societa` italiana. la frammentazione sociale e politica del paese favorisce la proliferazione di una moltitudine di "centri periferici", da cui nasce quel regime di concorrenza che, a sua volta, influisce sulla ricchezza e varieta` della produzione. proprio queste differenze e spinte centrifughe sono all`origine di quell`eccezionale e ininterrotta produzione e della sostanziale uniformita` stilistica che contraddistingue l`opera italiana.
"io non sono una bambina delle fiabe" dice questa nuova cappuccetto rosso. ma anche lei, come tutte le altre che l`hanno preceduta, uscira` dal sentiero e si lascera` ingannare dal lupo. l`antica storia rimane, ma rielaborata e interpretata con nuove emozioni. eta` di lettura: da 4 anni.
Arpista celtico
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