in inglese "v.", cioe` versus, significa "contro", e presuppone una battaglia sportiva, ma allude anche a un tipo di poesia che fa scontrare senza paura il drammatico e il comico, l`aulico e il plebeo, temi e stili assai diversi tra loro. il tentativo di dare un senso alla nostra epoca rappresentando le sue contraddizioni piu` vistose ha fatto di questo poemetto, apparso nel 1985, un punto di riferimento per le generazioni della cultura postmoderna.
come la voce racconta il mondo circostante: questo e` il tema del libro. voce come richiamo che attraversa lo spazio e accompagna la caccia dei pigmei, che porta dal "qui", il centro del villaggio, luogo di riconoscimento di una comunita`, al "la`", spazio ignoto, lontano, dove si muovono le prede. voce del vento, come nella cultura mongola, che trasfigura l`orografia dei luoghi in un paesaggio simbolico scosso dalla metamorfosi della materia, dove l`acqua puo` trasformarsi in pietra e il canto in diplofonia. voce di morte e di godimento, quella delle sirene, che allevia e smarrisce, seduce e uccide il viaggiatore. suono che accarezza, quello dell`auleta, o voce che scortica, come nel mito di marsia. la voce e lo spazio: voci disperse nel mondo e voci racchiuse, che proteggono luoghi e corpi, come accade nella cultura eschimese, dove abbraccio e polifonia narrano la nascita del tempo. il rapporto che stringe la voce allo spazio si esprime in una serie di immagini che raccontano il modo in cui ogni cultura, attraverso il suono, s`appropria del mondo. ogni forma di vita elabora la propria visione della materia vocale, della sostanza fonetica con cui narra la propria storia, creando tecniche di emissione del suono dove si annida un`interpretazione simbolica della natura. gli oggetti si trasformano in suono, la loro presenza si espande nello spazio. nel testo codici qr-code per visualizzare sul cellulare contenuti inediti.
specialista di mozart, di verdi e di brahms, massimo mila ha affrontato con il coraggio intellettuale che gli era proprio anche l`insidioso terreno della polifonia quattrocentesca, affascinato com`era dalla voce del suo artista piu` insigne, guillaume dufay (1400 ca.-1474), il compositore franco-fiammingo che aveva trovato nella corte dei duchi di borgogna un ambiente congeniale. artista di transizione, tipico esponente dell`autunno del medioevo, o artista "moderno", dopo il quale la musica non sara` piu` la stessa? alla luce di questo interrogativo mila ripercorre il profilo biografico del compositore, delinea la parabola della sua produzione sullo sfondo dei principali eventi del quattrocento musicale europeo e passa poi a un`ampia disamina delle opere.
questo libro e` una guida indispensabile per capire una pagina di storia controversa, oscurata da potenti interessi politici, e trovare una soluzione che dia giustizia e pari diritti a tutti coloro che vivono oggi nella palestina storica.