una raccolta di fotografie che hanno come tema la citta` di new york e un particolare riferimento, sempre fotografico, alle torri gemelle, dalla loro inaugurazione avvenuta il 4 aprile 1973 fino al disastro dell`11 settembre 2001. le immagini dell`11 settembre 2001 sono di rene` clement.
l`arte e` un percorso "che non ha direzione... la consapevolezza risiede nel sapere dove non andra`, ma non dove finira`, perche` e` infinita". per gilberto zorio (andorno micca, biella 1944) fare arte e` un atto di magia, e` una scintilla dalla quale scaturisce un percorso in continuo movimento, dal quale si realizzano i sogni. non e` un artista-poeta, ma uno sciamano. esponente di punta dell`arte povera, gilberto zorio, attraverso le stelle, gli alambicchi e le installazioni, si interroga, si analizza, ed evolve costantemente il suo percorso artistico, partendo da "l`urgenza di creare cio` che prima non c`era, come necessita` animale, antropologica".
gli archivi ritrovati e le memorie del fotografo personale di jfk, jacques lowe (1930 - 2001) conobbe john kennedy nel 1958 e instauro` con lui un legame di profonda amicizia. nei cinque anni seguenti ebbe un accesso privilegiato alla famiglia kennedy: non solo fu il fotografo ufficiale della campagna per la presidenza di john, ma divenne anche, dopo le elezioni, il suo fotografo personale, l`unico di stanza nello studio ovale. nel 1990 jacques lowe mise il suo archivio di 40.000 negativi in una cassetta di sicurezza all`interno di una camera blindata del world trade center. i negativi sono andati distrutti nell`attacco terroristico dell`11 settembre. grazie alla tecnologia moderna, tutte le stampe da lui selezionate e conservate nel suo appartamento sono state scannerizzate dalla figlia e preservate insieme ai provini di contatto. queste immagini costituiscono una testimonianza unica di una delle figure politiche piu` affascinanti dell`eta` moderna.
tutto era cominciato con un ragazzo dalla maglietta bianca e i capelli lunghi che dal palco de l`air du temps incantava le ragazze con la forza giovane della sua musica e la musicalita` antica della sua lingua. a quei tempi serey sembrava vivere solo di rock e della matematica che studiava all`universita`, eppure molto altro impegnava il suo cuore: da sei anni era lontano dal suo paese, da quando i khmer rossi avevano chiuso le frontiere della cambogia. e durante questo esilio forzato che lo incontra lei. di qualche anno piu` giovane, anche anne deve fare i conti con la solitudine: quella di essere cresciuta senza un genitore. tra anne e serey l`amore e` quello disperato e senza domani di chi si abbandona all`altro come a una patria ritrovata. ma quando i khmer vengono ricacciati sulle montagne e le frontiere riaperte, serey deve tornare a casa e scoprire cosa e` successo alla sua famiglia. quando, dopo undici anni senza avere sue notizie, le sembra di intravedere il volto di serey in un servizio al telegiornale, anne decide di partire per la cambogia. il fiume delle cento candele e` un romanzo scritto come una lunga, struggente lettera d`amore, un canto rivolto all`amato assente e al suo paese che diventa una meditazione sofferta sulla verita` e la giustizia, su quali parole usare per onorare i morti e pacificare i vivi. anche quando ogni parola sembra venir meno.
il bellissimo giardino di monk`s house, la casa nel sussex ai piedi delle downs, fu una grande fonte di ispirazione per virginia woolf, che scrisse qui, nello studio in fondo alla proprieta`, la maggior parte dei suoi romanzi. leonard e virginia apportarono cambiamenti notevoli al giardino, ma dal 1969, anno della morte di leonard, il suo assetto e` rimasto immutato. finora era stato scritto ben poco della sua storia e nessuno lo aveva visto in fotografia. questo volume presenta una raccolta unica dei commenti di virginia e racconta in che modo il giardino e` stato conservato negli anni. una donna alla ricerca di una altra donna. caroline zoob ha vissuto 10 anni insieme al marito a monk`s house, come affittuaria del national trust, l`ente che possiede e gestisce la proprieta` dal 1980. per 10 anni ha curato il giardino, aperto la casa al pubblico e mantenuto quotidianamente l`identita` immutata del luogo. caroline si tuffa allora nei diari di virginia e leonard e ricostituisce la storia della casa e del giardino di monk`s house. il suo racconto e le fotografie di caroline arber ci svelano un giardino intimo dall`atmosfera unica, curato con amore come fu ai tempi di leonard e virginia.
"l`universo di mastronardi ha un nome, dichiarato fin dall`inizio dai titoli in copertina: vigevano. non so quanti e quali nessi si possono trovare tra questa vigevano romanzesca e la vigevano reale: ma so che come immagine dell`italia, di trent`anni di storia della societa` italiana, la vigevano mastronardiana funziona egregiamente. [...] che un risultato di tanta forza sia stato ottenuto da un`esistenza in fragile equilibrio col mondo come quella di lucio mastronardi, dalla sua sensibilita` di scorticato vivo, da` a quest`opera un carattere ancor piu` raro, perche` pagine cosi` sapienti nel costruire e nel giudicare le storie umane sono state come strappate dal gorgo di sofferenza che lucio si porto` dentro per tutta la vita." (italo calvino)
a quindici anni dallo scioglimento del pci, questa riedizione della sua storia attraverso le immagini non e` un`operazione nostalgia. si tratta, all`opposto, di indirizzarsi all`italia di oggi, alle tante cittadine e ai cittadini che hanno vissuto con passione le stagioni dell`antifascismo, e poi della lotta tra i partiti, delle manifestazioni sindacali, dei manifesti, delle piazze riempite, delle leggi nuove. ma il volume vuole parlare, soprattutto, ai giovani che hanno conosciuto solo da qualche libro di testo l`italia in cui i grandi partiti di massa erano protagonisti della scena politica, e il consenso era raccolto piu` che con le radio e la tv, attraverso la partecipazione di milioni di militanti. e a questa indispensabile conoscenza che si rivolge la straordinaria opera di documentazione e di scelta della curatrice. ed e` questo anche il senso della riproposizione delle belle pagine introduttive di paolo spriano, scritte venticinque anni fa. la collezione di immagini e il testo, naturalmente, sono aggiornati, rispetto alla prima edizione, fino alla morte di enrico berlinguer (1984) e poi al febbraio del 1991, anno in cui si svolse a rimini l`ultimo congresso del pci.