due uomini condividono lo stesso nome, asle. uno e` un uomo di successo, l`altro alza il gomito troppo spesso. viene da pensare che siano la stessa persona, eppure a volte si incontrano e si parlano. il tempo e lo spazio li seguono come due rette che a volte sembrano intersecarsi, su quella che potrebbe essere la costa sudoccidentale della norvegia, tra i ghiacci, il mare scuro e i fiordi. tra amori fugaci, alcool, gruppi rock e sigarette, i due asle si incontrano per la prima volta. si assomigliano, si vestono allo stesso modo ed entrambi vogliono fare i pittori. e sara` proprio grazie all`arte, frequentando l`accademia, che asle conoscera` per la prima volta sua moglie, e se ne innamorera` all`istante. con una prosa seducente, quasi magica, "io e` un altro" racconta cosa significa essere vivi: il calore di un cane sulle ginocchia, un abbraccio, il piacere di guidare in silenzio, svegliarsi con una buona colazione. la scrittura di jon fosse incanta con la sua poesia mentre da` vita alla voce indimenticabile di asle, una riflessione a tutto campo sull`amore, sull`arte e sull`amicizia.
come gia` nell`omonimo capolavoro di eschilo, argomento di questa cupa e tenebrosa tragedia di seneca sono lo sventurato ritorno in patria di agamennone e la sua uccisione da parte della moglie clitennestra. ma, nonostante l`identita` della vicenda narrata, le due tragedie non potrebbero essere piu` diverse. quanto l`azione messa in scena da eschilo e` serrata e lineare, tanto quella di seneca e` frammentata, segmentata e raccontata da angolazioni sempre differenti, fino ad avvolgere il protagonista in una rete inestricabile di crimini antichi e recenti che non potranno venire espiati che col sangue. e la morte di agamennone non sara` piu` solo la vendetta di clitennestra e di egisto, ma anche quella dei troiani sconfitti. alessandro perutelli spiega nell`acuta introduzione la peculiare struttura drammatica di questo agamennone magistralmente tradotto da guido paduano.