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l`11 giugno 1289, a campaldino, nella angusta valle del casentino, si scontrano due grandi eserciti capeggiati da firenze e da arezzo. 20.000 fanti e oltre 2.000 cavalieri divisi da rivalita` ideologiche, volonta` egemoniche e interessi economici. infatti le citta` toscane sono tutte guelfe e firenze e` ormai assurta al rango di vera e propria potenza regionale, i ghibellini sono ridotti all`esilio e trovano rifugio in sparuti capisaldi come pisa e arezzo. la guerra che si apre allora e` per una parte una guerra di sopravvivenza, a fronte di un contesto internazionale che vedeva il campo imperiale in gravissima difficolta`, per l`altra e` di affermazione di un dominio e di una centralita` che non accettano rivali o resistenze. dopo due anni dall`andamento incerto e dalle sorti altalenanti, il conflitto si decide in un unico scontro. una battaglia entrata nella storia perche` non si tratto` soltanto dell`ennesima guerra tra comuni, cosi` frequenti nel medioevo italiano, ma anche tra fazioni e persino di guerra civile, militando fuorusciti nell`uno e nell`altro schieramento. a campaldino, tra i cavalieri della prima schiera, quelli che avrebbero dovuto eseguire le azioni piu` temerarie, vi e` un giovane dante alighieri che non dimentichera` facilmente le scene agghiaccianti di quel giorno di sangue, lasciandone traccia nella sua commedia.

sei un pozzo di scienza, non riesci a cavare un ragno dal buco, provo a uscire dal guado, prende fischi per fiaschi, e` andato tutto liscio: quante volte usiamo queste espressioni retoriche colorite o modi di dire che rimandano a immagini e figure? tutti, piu` o meno consapevolmente, le usiamo nel nostro modo di comunicare, parlando e scrivendo: forse piu` ancora parlando che scrivendo. basti pensare alla varieta` dei `modi di ripetere`, classificati nel grande contenitore delle cosiddette figure della ripetizione; e piu` ancora alle metafore, che abbondano nella nostra come nelle altre lingue europee. questo volume analizza il `parlar figurato` e da, sulla base di molti esempi presi dai piu` svariati tipi di discorso, gli identikit di ciascuna figura, per capire come e perche` ciascuno di tali fenomeni linguistici sia stato etichettato nel casellario retorico. la novita` del volume, rispetto ai dizionari classici di retorica, consiste nel procedere dal concreto all`astratto. risponde cioe` al bisogno di chi, trovandosi di fronte a fenomeni del discorso che lo colpiscono per qualche caratteristica saliente, vuole conoscerne l`identita`, il nome e le funzioni.

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