ci sono natalie e david, in america, che per adottare un bambino sono pronti a volare dall`altra parte dell`oceano, in un orfanotrofio che mette in esposizione i bambini su internet. ci sono annalisa e fausto, in italia, che invece per un`adozione devono attraversare un interminabile e umiliante percorso burocratico. c`e` andrea, che frequenta una palestra dove si predica la risurrezione dei corpi e vive in un appartamento da single che comincia a stargli stretto. poi ci sono laura e carlo, che abitano la stessa casa ma vivono due mondi incompatibili. lui non puo` rinunciare ai suoi wargames con gli amici, lei non riesce a stare un giorno senza andrea. ma i "piccoli animali" in cerca di qualcuno che si prenda cura di loro sono ovunque in questa storia, e partendo da secoli e continenti diversi si ritrovano all`incrocio dei desideri piu` profondi. stalin, padre del comunismo e della capricciosa svetlana, a forza di attenzioni costringe la figlia prediletta a meditare la fuga. il cadavere di lenin riposa in un mausoleo sotto la piazza rossa, e viene costantemente accudito dagli imbalsamatori. maurizio torchio costruisce una storia in cui i legami si intrecciano e si moltiplicano all`infinito, un romanzo di idee e sentimenti che dimostra come tutti, in modi diversi, sognano di essere adottati da qualcuno.
stuart e oliver. due amici inseparabili, benche` diversissimi di carattere. il loro e` un sodalizio di ferro, tutto procede nel migliore dei modi fino a quando oliver si innamora di gillian, la ragazza di stuart. e mentre un`unione si spezza e un`altra si forma, i tre decidono di confessarsi raccontando se stessi e l`irreparabile caos che ha sconvolto le loro esistenze. cosi`, dalle voci narranti dei tre personaggi, scaturiscono tre differenti versioni di una stessa vicenda, un complesso mosaico di affetti frustrati, lealta` e piccoli inganni, tenerezze e trattenute passioni, momenti di sofferenza e di irresistibile humour, su cui domina un senso giocoso, ma anche disincantato e malinconico, della vita.
In un'orchestrazione di toni e sentimenti, ora con sarcasmo ora con ironia, Alessandro Banda in questi racconti d'esordio, "Dolcezze del rancore", stigmatizza molte insensatezze della vita contemporanea. Un mosaico di storie più o meno inventate, provocazioni spietate e vicende paradossali.
raimon vidal, catalano di nascita, fu trovatore provenzale, attivo fra la fine del xii e i primi anni del xiii secolo presso varie corti occitaniche e alla corte di barcellona, con pietro il grande. il castia-gilos (castiga gelosi) e` tra le pochissime opere di narrativa breve provenzale che ci sia pervenuto. il castia-gilos e` il romanzo di una gelosia infondata, narrata a corte da un giullare, che debitamente punita, si placa proprio quando i timori che l`avevano scatenata sono divenuti concreta realta`. la novella di raimond vidal applica al contrario la tecnica del racconto nel racconto, intervenire all`inizio e alla fine la voce di un "io narrante" che si identifica con l`autore, e che formula la cornice entro la quale il giullare, narratore inseriva il proprio racconto che contiene un insegnamento determinante nel quadro della cultura trobadorica: il rifiuto, anzi, la condanna della "gelosia".
donna-cibo, donna-natura, fertilita`, fecondazione, inseminazione, sessualita`: nelle societa` primitive sono madri, raccoglitrici, sacerdotesse, vittime sacrificali, veneri della cucina. ma nella societa` moderna? che cosa opporre al sistema complesso della comunicazione e dei significati legati alla nutrizione? i messaggi pubblicitari, i rituali della donna consumatrice, i processi produttivi dell`alimentazione, il rapporto psicologico e patologico con il cibo, l`anoressia mentale: e` possibile invertire una tendenza cosi` consolidata proponendo il terreno (arduo) della controinformazione, dell`economia alimentare, dell`uso e controllo collettivo delle fonti energetiche? e, tanto per cominciare, come dove e quando mangiamo? le autrici propongono un test: dai suoi risultati una proposta per nutrirci meglio. introduzione di anna corciulo.
il volume prende in esame un motivo della riflessione nietzscheana, il motivo del limite, sul quale la letteratura non si e` soffermata abbastanza e dalla cui analisi, tuttavia, dipende la possibilita` di una lettura di nietzsche fuori dagli schemi consueti che ne fanno solo il dissacratore degli idoli della tradizione. la vita come esperimento, il tragico, il prospettivismo, la comunicazione, il dimenticare, il diritto, la morale della moderazione e della colpa, l`arte, la seduzione, la volonta` di rovina: tutte queste nozioni e questioni si riconducono a particolari posizioni e soluzioni del problema del limite: il limite per l`esistenza non e` solo qualcosa da constatare, ma qualcosa su cui e con cui lavorare in un gioco con il quale l`esistenza coincide.
l`"errore filosofico" del convivio intorno ai problemi delle macchie lunari e delle gerarchie divine e l`"errore linguistico" di una prospettiva di certezza intellettuale, vengono discussi drammaticamente nel dialogo dinamico delle "figure di pensiero" attive nel testo, nel quale il procedimento teoretico e quello retorico sconfinano l`uno nell`altro. questa ricerca propone di seguire l`autore seguendo unicamente le sue categorie filosofiche e letterarie e apre cosi` un ulteriore spazio alla meraviglia dell`attualita` di dante.
una grande, vecchia casa con un`infinita` di porte. l`autrice le apre a una a una, dalla cantina sino alla soffitta, per vedere chi vive, chi ha vissuto in ciascuna stanza, procedendo il piu` indietro possibile nelle generazioni che si sono susseguite. attraverso le sue stanze, i corridoi e le scale,i mobili e i soprammobili, un edificio di pietra e calce riesce a raccontare la storia di alcune generazioni di uomini e di donne. personaggi oscuri e meno oscuri rivivono, attraverso le cose che hanno toccato, ai panorami che hanno guardato, a pavimenti che hanno calpestato, ai letti nei quali hanno dormito o amato.
parigi, prigione di saint-lazare, 1917. una donna attende con fierezza il proprio destino. ha un solo desiderio: che sua figlia sappia la verita`, che non creda ad altri che a sua madre. e cosi` prende carta e penna per raccontarle la sua vita avventurosa e controversa. lei e` mata hari, la donna piu` desiderabile e desiderata del suo tempo: ballerina scandalosa, seduttrice infallibile degli uomini piu` ricchi e potenti, capace di diventarne cortigiana, amante e fidata confidente; e, forse per questo, di suscitare gelosie e invidie nelle donne e mogli dell`aristocrazia parigina. lei e` la donna dai molti nomi: margaretha, il nome di battesimo; mrs macleod, come la chiamavano a giava; h21, il nome in codice che i tedeschi le avevano attribuito durante la guerra. il passato di mata hari e` oscuro, il suo presente sempre pericoloso: ha dedicato la sua vita alla liberta` e al desiderio, ha sfidato i pregiudizi della societa`, e ora sconta l`accusa infamante di spia. la sua unica colpa: essere una donna libera.