il buddismo e` una religione sui generis, che si e` sempre adattata con straordinaria plasticita` alle piu` svariate situazioni socioculturali e storiche e addirittura ad altre religioni, modificandosi, trasformandosi anche radicalmente, pur di mantenere intatto cio` che conta: il suo messaggio fondamentale diretto verso l`essere umano. in questo libro la prospettiva buddista e` aderente alla nostra cultura, vi penetra al punto che appare interamente spoglia di quella dimensione mitica, l`esotismo, che per un certo periodo ne aveva fatto la fortuna.
la fotografia come memoria, i flaconi di ossicodone riversi sul pavimento di un museo per protesta, i luccichii delle feste della famiglia elettiva di nan goldin e una stanza da cui rileggere oggi la sua storia. questo libro, a cura di sofia mattioli e inserito nella collana degli oila curata da chiara alessi, e un montaggio di scene che fanno su e giu tra l`infanzia di nan goldin, il lutto, le inconsapevoli anticipazioni di snapshot, i rapporti di sopraffazione che si annidano nelle pieghe, dove l`arte e sempre presente, fuori o dentro l`inquadratura, come credo militante.