"radio varese 100,700, l`unica radio libera dell`occidente occupato" non e` un libro tradizionale, e forse non e` neanche un libro, e la radio di cui narra non era solo una radio libera di una ricca e borghese citta` di provincia. i racconti (settantotto, ma sono proprio racconti?) di trent`anni fa sono alternati ai messaggi di posta elettronica come in una sorta di work in progress della memoria. a scandire quel tempo gli avvenimenti, drammatici e non, i film piu` visti, le scoperte tecnologiche, l`hit parade, i vincitori di sanremo. questa e` una testimonianza collettiva di vite, passioni, tragedie, reperti musicali, foto in bianco e nero, ricordi sbiaditi, eppure vicini, di un mondo vissuto e condiviso, oggi come allora, nonostante i contrasti e le contrapposizioni, di sempre. e la storia di una radio nata come liberta` di espressione, per tutti. e oggi, che ciascuno e` andato per la propria strada, e` bastato che a qualcuno venisse l`idea dell`amarcord per ritrovarsi tutti quanti, e dar vita a un racconto corale che ben rappresenta la forza dirompente che ebbero le radio libere negli anni `70. antonio dipollina, giornalista di repubblica, ha scritto la prefazione, maria bianucci, che di quella radio fu per alcuni anni il direttore, ha curato l`edizione del libro. radio varese 100,700, l`unica radio libera dell`occidente occupato, e` pubblicato da nem fuori catalogo. perche` fuori catalogo? leggetelo e poi capirete...
una raccola di poesie circolari e rettilinee e qualche blues. diviso in tre parti: quattro pezzi musicali, con brani dedicati ad astor piazzolla, pat metheny, john lennon e louis armstrong. poi venticinque poesie raccolte nella seconda parte: "qualche volta la mia anima". infine il gramasutra, dodici imposizioni erotiche.
1944: sono anni, ormai, che anais nin vive a new york, eppure la costante di estraneita` e disagio e` sempre viva in lei. rifiuta l`integrazione in un mondo unidimensionale e cristallizzato, lotta contro l`ottusita`, il grigiore delle persone che incontra, che non sanno cosa sia la gioia, la serenita`, la musica, che "sono o fatte d`acciaio e cemento o ridotte a cavallo da soma". l`unica via da seguire, l`unica risposta a un modo di vivere autentico, e` sempre la stessa: concentrazione sul rapporto di ogni di ogni singolo con i suoi singoli e con le cose. il mondo di anais nin esclude ogni forma di snobismo, ogni essere umano e` unico e irripetibile ed e` per questo che nel suo diario troviamo lo stesso interesse per sconosciuti e personaggi celebri.
grondanti manierismo letterario e, naturalmente, di dubitabile "impressione" poetica per l?egemone critica post-romantica - che ammette, quasi si trattasse di una scienza patologo-letteraria, il manierismo -, i testi del marchese palombara, che vedono per la prima volta la luce in questa collana, riassumono cio che lo scritto alchemico nel suo preziosismo alessandrino, se cosi si puo dire, deve avere. anna maria partini porta alla luce attraverso gli scritti finora inediti, raccolti nel codice reginense lat. 1521 della biblioteca apostolica vaticana e negli archivi dei principi massimo a roma, la figura del palombara. oltre all?analogia che la curatrice mette in rilievo tra le scritte della "porta magica" di roma e le opere del marchese, anche la figura del palombara esce nella sua complessita e nella sua dimensione storica, con l?evidente invito ad ulteriori approfondimenti e discussioni. si diceva preziosismo alessandrino e, di fatto, nei testi di palombara si incontrano l?attanagliante e pervicace "crudelta" dell?enigma, il gioco, assunto a paradigma, della parola, la "fabula" intrecciata, contorta, segmentata, tramite i piu disparati tropi retorici. l?opera del palombara si presenta quindi come una sorta di "summa" di divertimenti alchemici in cui le tracce dell?operativita religiosa, non sono mai appannate dalla mucidita gnomica che appare soltanto come orpello o comodo. ci si abbandoni quindi, calandosi in esso completamente, al gusto letterario dell?epoca e ci si sbarazzi da ogni poltroneria critica che privilegiando di norma il contenuto, non si rende conto di quanto spesso, come nel caso di palombara, il vero contenuto sia il contenente. ci si lasci pero cullare dal gusto della forma, si gustino gli apparenti nonsense e le ridondanze: gli echi. puo essere un?operazione ricca d?amore gia sufficiente da sola, evidentemente, per un invito alla lettura.