2 CD. Carole King, grande cantautrice, torna in scena con questo doppio dal vivo in cui si esibisce voce e piano, accompagnata solo da basso e chitarra acustica. Ci sono i suoi classici ed un medley da antologia. Ora disponibile in stampa Usa ed edizione digipak.
nato da una lunga esperienza, questo libro offre un nuovo metodo didattico che prende la forma di un prodotto-guida. pensato per insegnanti di danza, di musica e di ginnastica che lavorano nel mondo dell`infanzia, puo` essere un`ottima risorsa anche per tutti coloro che si trovano a lavorare con i bambini in ambiti educativi e ricreativo-formativi, pur non avendo conoscenze specifiche nel settore musicale e motorio. ogni proposta educativa su ritmo, spazio e corpo gravita attorno all`eserciziario cantato; i brani musicali nascono parallelamente agli schemi motori accompagnando i bambini verso un graduale allineamento tra pensiero, voce e movimento che li prepara a un uso consapevole del corpo nel percorso addestrativo e fornisce loro gli input necessari per vivere in modo creativo il percorso delle lezioni e degli esercizi. le musiche originali per i capitoli "l`eserciziario" e "ii ritmo", del maestro osvaldo guidotti, potranno essere scaricate gratuitamente dal sito www.audinoeditore.it, nell`apposita pagina dedicata al libro "insegnare danza ai bambini".
"rivendico il diritto all?arte del saccheggio, alla non-oggettivita, alla contraddizione, al procedere non scientifico, al libero prelievo di testi altrui e al loro casuale sovrapporsi e pure al loro confliggere". con grande sincerita e senza alcun timore di essere "politically incorrect", un linguista si scompone nelle sue manie e passioni, idiosincrasie e valori. la poesia e il jazz, l?irritazione per i luoghi comuni ricorrenti e il pensiero unico, le parole e il destino delle lingue, i vivi e i morti, le differenze e le analogie, l?intelligenza artificiale e quella artificiosa, la filosofia grammaticale e l?ironica saggezza dell?interpunzione... tutto questo e molto altro ancora creano un indimenticabile "me stesso", castello di carte e di carta nell?infinito gioco del mondo. mettiamo che un linguista, che e anche un poeta, decida di descrivere senza remore cio che vede e pensa del mondo, osservandolo dalla sua finestra affacciata su un tramonto occidentale. e, per farlo, cominci con l?aprirla... se percio vi attendete che questo libro sia un monologo, o un soliloquio, abbandonate da subito l?ipotesi: l?"io" narrante non sara mai solo. perche i linguisti parlano, certo, ma soprattutto ascoltano. se poi sono anche poeti sentono perfino i rumori bianchi, le pause, gli a capo. e da quella finestra d?occidente entra davvero di tutto. e irrompe con una folla di voci. e interrompe "io". di continuo. ma forse e per l?appunto nell?essere interrotti che si diventa davvero se stessi: nella propria libera e liberatoria reazione a cio che, da fuori (ma anche da dentro), ci avvolge costantemente di parole. quella reazione che e un discrimine e un vaglio, un generatore di categorie, di dilezioni, di appartenenza, di rifiuto. e quindi di pronomi. il fastidio tremendo di fronte alle vocette che blaterano parole alquanto cretine ma di moda; l?idiosincrasia per le astrusita pompose e spesso vuote di senso pronunciate in tono impostato (di solito un po? nasale); o, al contrario, l?
