all`epoca del diario o, per esser piu` esatti, delle scarse tre annate (1554-1556) che ce ne rimangono, jacopo carrucci detto il pontormo ha passato la sessantina. a quel tempo, il pontormo finisce d`affrescare il coro in san lorenzo, poi scialbato nel 1738 (o 1742?) e del quale non ci resta altra diretta testimonianza che una trentina di disegni. e la fatica suprema della sua vita; e stanco e mezzo infermo, la porta innanzi da solo. i giorni che puo` lavorare, registra nel diario d`aver compiuto questa o quella parte d`una o d`altra figura, e a maggior chiarezza li` accanto ne schizza qualche tratto. in complesso, la materia del diario potrebbe raccogliersi sotto tre punti. oltre alle annotazioni del lavoro agli affreschi in san lorenzo; quelle dei cangiamenti del tempo in rapporto ai propri malanni, che il pontormo descrive con cinico compiacimento verbale; e in terzo luogo, finalmente, meticolosi, ossessivi, i bollettini di cio` che in quel dato giorno egli ha mangiato (ne` piu` poveramente poteva mangiare); ogni tanto interrotti da digiuni." (dallo sctitto di emilio cecchi)
i quattro dialoghi che costituiscono la settima tetralogia di platone, pur non essendo tra i piu` famosi, presentano molteplici motivi di interesse, "l`ippia maggiore" indaga una nozione fondamentale, il bello (kalon), concludendo in maniera apore`tica. "l`ippia minore", anch`esso apore`tico, affronta temi socratici legati alla questione dell`involontarieta` del male. "lo ione", che vede protagonista un rapsodo interprete di omero, tratta il tema della poesia come ispirazione divina e delle sue pretese di costituirsi come un`arte. "il menesseno, orazione funebre per i caduti in guerra, costituisce, in quanto prestazione retorica, un unicum nel corpus platonico. in passato ridotti al rango di satire scherzose prive di contenuto filosofico, questi dialoghi sono stati variamente riconsiderati dalla critica nell`ultimo cinquantennio. una valutazione adeguata della loro importanza dipende in gran parte dalla possibilita` di inquadrarli nel complesso della filosofia platonica. a questo proposito entrano in gioco criteri ermeneutici relativi al modo in cui leggere platone, su cui da sempre ha luogo lo scontro tra interpretazioni contrapposte. i dialoghi qui considerati risultano interessanti non solo per i loro contenuti strettamente teorici, ma anche in quanto elementi essenziali di un piu` ampio progetto, filosofico-pedagogico e letterario, in cui si dispiega compiutamente l`arte drammatica di platone.
a un anno dal suo debutto come ladro di opere d`arte, nick montecristo si e conquistato fama e fiducia da parte di tutti i piu grandi collezionisti mondiali. giovane, astuto e anche molto affascinante, tra una missione e l`altra nick vive tra montecarlo e le grandi capitali europee, ma per lui i giorni di vacanza sono contati. non uno ma ben due clienti richiedono il suo intervento per trovare una preziosa parure di gioielli che le loro famiglie si contendono da secoli. cosi nick parte alla volta di parigi per scoprire che, come base di partenza delle sue ricerche, ha poco piu di qualche mito urbano e qualche leggenda tramandata dagli eredi. quella che pensava fosse una missione facile e veloce si rivela essere una trama fitta di mistero e tessuta con segreti che affondano le radici in scandali di portata storica. per di piu, nick capisce a malapena il francese e la nipote della sua cliente, che dovrebbe aiutarlo, sembra tutto fuorche collaborativa. la ragazza infatti e concentrata solo sul suo provino per entrare nel corpo di ballo dell`opera garnier e appare immune allo charme magnetico di nick. i due, pero, non sanno che i loro destini sono legati a uno degli enigmi irrisolti piu grandi della storia dell`arte... e se insieme riuscissero a risolverlo?