abdul bashur e` l`alter ego e inseparabile amico di maqroll il gabbiere, eroe e antieroe di quasi tutte le storie raccontate da alvaro mutis, autore che gabriel garcia marquez ha definito "uno dei piu grandi scrittori della nostra epoca". abdul bashur questa volta e` il personaggio principale, e anima i vari episodi del racconto in cui puo`, finalmente, dare libero sfogo alle proprie passioni e ai propri estri: la fantasia, l`intraprendenza, il coraggio, il gusto per la provocazione, l`astuzia, la sensualita`... eroe di una coerenza inalterabile, giochera` l`ultima sfida inseguendo il miraggio della nave perfetta, il cargo ideale, il sogno di tutta una vita. perche` abdul bashur e` per l`appunto un "sognatore di navi", e il filo conduttore del romanzo e` proprio la ricerca inesausta del supremo oggetto del desiderio, che appare all`orizzonte, ma sempre un po` oltre il punto in cui ci si trova, al di la` dell`appuntamento inevitabile e necessario.
pochi personaggi hanno scatenato l`acredine e il sarcasmo dell`ingegnere quanto ugo foscolo ("mi fa imbestialire" ha confessato in una lettera) : tanto che nel 1958 non ha esitato a fustigarlo in una virulenta, irresistibile "farsa" a tre voci andata in onda sul terzo programma della radio. le tre voci sono quelle della stolida e giuliva donna quirina frinelli, imbevuta delle auree riflessioni dell`amica professoressa gambini; del reboante e didattico manfredo bodoni tacchi, sfegatato ammiratore del poeta; e, infine, dell`insolente e sguaiato carlo de` linguagi, implacabile accusatore del basetta, colpevole ai suoi occhi - nonche` a quelli di gadda - di cialtroneria, istrionismo, virilita` scenica ed esasperato narcisismo: "vantarsi del pelo... e` un`opinione da parrucchiere" sibila a proposito dell`"irsuto petto" del sonetto-autoritratto. e, quel che e` piu` grave, responsabile di un "macchinoso ed inutile vocabolario", di una "sequenza d`imagini ritenute greche e marmorine", di versi traboccanti di "vergini" e simili a sciarade, nonche` di veri e propri strafalcioni. ma a ben vedere "ii guerriero" e` molto piu` di un divertissement: giacche` gli esilaranti attacchi sferrati alla gipsoteca e marmoteca foscoliana e all`epos di bonaparte, il nano, altro non sono che l`impetuosa denuncia di una monolingua incapace, nella sua "lindura faraonizzata" di dar conto della realta` - e della fasulla poesia dei vati, cui spetta il compito di mascherare il volto della sopraffazione e della violenza.