gli esseri umani non sono fatti per prendere decisioni perfette. come diceva l`economista herbert simon, siamo "solo limitatamente razionali". di solito siamo meno informati di quanto vorremmo. non siamo molto bravi a prevedere il futuro. a molti di noi mancano la capacita` e la voglia di lanciarsi in calcoli sofisticati per valutare costi e benefici. invece di insistere per giungere alla migliore decisione possibile, spesso ne prendiamo una che ci sembra semplicemente abbastanza buona. e in genere lasciamo che le emozioni influenzino il nostro giudizio. ma nonostante tutti questi difetti, quando le nostre capacita` di giudizio imperfette si aggregano nel modo giusto la nostra intelligenza collettiva puo` essere eccezionale.
il diario di giuseppe paracchini si apre il 12 febbraio 1917, quando il suo autore, non ancora ventenne, parte da bra per il fronte del carso. gia` quattro giorni dopo si trova in trincea nella zona del vallone del doberdo`, sotto il tiro dell`artiglieria austriaca, e nella zona rimane fino alla fine di ottobre. quando circola voce che l`esercito italiano e` in rotta e i tedeschi sono giunti a cividale, non vuole credere alle notizie: "sara` qualche farabutto!": ma la situazione e` davvero drammatica. il 27 ottobre arriva l`ordine di ritirarsi al di qua del tagliamento e di dirigersi a nord verso il monte corno. con la ritirata aumentano anche i disagi quotidiani: manca il cibo, il freddo si fa sentire, e il 3 novembre gli austriaci passano anche il tagliamento. il 6 novembre giuseppe, sempre accompagnato dal suo diario, e` fatto prigioniero con la sua compagnia e portato in treno al campo di prigionia di marketrenk, presso linz, dove rimane fino al 2 novembre 1918, quando gli austriaci, ormai sconfitti, sguarniscono il campo.
mi sono sempre affidato alla logica per dare un senso a me stesso e al mondo. ho sempre guardato alla ragione per trovare la poesia, alla praticita per arrivare al misticismo, alla coreografia per trovare la danza, alle prove tangibili per raggiungere la verita e alla realta per raggiungere il sogno. ho sempre pensato che sia l`arte a imitare la vita, non il contrario. ma e sempre piu difficile sapere in che cosa credere. e difficile credere. eppure, io non voglio smettere di credere: nell`umanita, in te, in me, nel nostro potenziale di singole persone e di collettivita. e arrivato il momento di stravolgere il copione, di rovesciare il modo in cui siamo abituati ad assegnare un senso alle cose, di aprire una breccia verso la meraviglia. impariamo a cantare piu di quanto sembri sensato, impariamo a credere in qualcosa che vada oltre l`apparenza del mondo, lasciamoci sopraffare dall`incanto, lasciamo che l`ispirazione irrompa tra i nostri impegni, arriviamo alla realta attraverso il sogno, nutriamo l`anima e la mente, facciamoci strada verso la ragione a colpi di poesia. dimentichiamo la logica, la certezza, il possesso e l`idea di fare d`ogni cosa un lavoro, una fonte economica: andiamo oltre quel che possiamo immaginare, osiamo credere nella vita e in tutto cio che le danza attorno.