Disco d'esordio per un cantautore che mischia pop e rock.
La cantautrice Sara Bareilles torna alla ribalta con il suo secondo lavoro, dopo l'esordio con Little Voice, che gli è valso una notevole notorietà ed anche crtiche molto positive. Pianista ed autrice completa, ha collaborato con Ingrid Michaelson e si dice profondamente influenzata da Laura Nyro.
Non è un novellino Chuck Cheesman. Cantautore, proviene dall'area urbana di New York ma, per fare dischi degni di tal nome, è andato a vivere a Flagstaff, Arizona. Dove ha trovato il suo habitat naturale. Cantautore vero, coniuga armonia e chitarre, belle canzoni ed intelligenza. Si rifà a gente come Jackson Browne e Bruce Cockburn e, tra le sue proposte, va a ripescare un capolavoro sconosciuto come The Dutchman. Solo per questo merita attenzione.
Jam band psichedelica, molto dotata nell'improvvisare, che arriva da Eugene, Oregon. Sono al disco d'esordio ed il loro suono, fluido e intrigante, con chitarre e pianoforte in bella evidenza, si ispira a Grateful Dead e Phish, le due jam band più seguite ed influenti. Basta ascoltare brani come Mantra, The Train, The Golden Gate, The River, Deep Blue, per rendersene conto.
Pop songs for today's people. I Field Music, inglesi, sono al quarto disco e mischiano le armonie vocali dei Beach Boys con sonorità innovative. Un cocktail ardito, ma piacevole, che mischia stili e suoni. Mojo lo ha messo tra i dischi migliori dell'anno.
Neo spichedelia sulla linea di gruppi come Mazzy Star Leslie arriva da New York e nel suo disco suonano diversi musicisti di nome, come Jay Bennett dei Wilco.
Arrivano dalla Georgia, Athens, sono al secondo disco e sono una band in continua evoluzione. Una band che sta catturando fans in modo veloce, con un fan base già molto sviluppato, almeno nel Sud. Fanno del rock, abbastanza classico, chitarre e chitarre, con intuizioni psichedeliche ed implicazioni jam. Mischiano canzoni piacevoli, molto accessibili, con una improvvisazione continua che spinge la band verso nuovi territori. Una jam band innovativa.
Blood and Lemonade è il nuovo album della pop-punk band di Boston, American Hi-Fi. Deposiitari di un rock chitarristico senza fronzoli, al servizio di canzoni secche e dirette ma sempre con un tasso melodico alto, il quartetto mischia bellamente elementi rock con la canzone classica. Dal singolo Allison a brani quali Golden State e Armageddon Days.
Non è un disco nuovo ma, al tempo stesso lo è. Ci spieghiamo: inciso nel 2009 (ma pubblicato solo ora) questo disco segna l'inizio del nuovo corso di Jimbo Mathus (al tempo era con gli Squirrel Nut Zippers), cioè con la formazione della sua attuale band: Tri-State Coalition. Jimmy The KId è un disco country e southern music. Un disco rigoroso e coinvolgente che mostra le radici del musicista del Mississippi, nelle vesti che amiamo maggiormente. Da riscoprire.
Uno dei dischi migliori di Scott Miller, 2003.
Si tratta di una collezione che commemora la vita artistica di Chris Cornell, scomparso in modo improvviso alcuni mesi fa. Cornell, che ha guidato band come Soundgarden, Audioslave e Temple of The Dog, ha avuto anche una bella carriera come solista, con dischi quali Euphoria Morning, Songbook ed Higher Truth. Questa collezione, curata amorevolmente dalla moglie Vicki e dai musicisti e produttori con cui ha lavorato, copre l'intera carriera di Cornell ed offre il meglio della sua produzione, compresi due inediti molto interessanti: Nothing Compares 2 U di Prince, registrata dal vivo a Sirius XM, e When Bad Goes Good.
Il classico debut album della band inglese. Nuova edizione in vinile, stampa Eu, heavyweight 180 gram vinyl.
Jeff Beck e Johnny Depp, una collaborazione originale. I due si sono incontrati nel 2016 e Beck ha capito subito che Depp si intendeva di musica, anzi che la musica era anche il suo mondo. Hanno cominciato a collaborare e, durante la pandemia, hanno inciso un disco assieme. Un disco con brani scritti da Johnny Depp ed una manciata di covers ( Beach Boys, Killing Joke, John Lennon, brani folk e soul ). Il risultato è un disco rock, molto godibile, suonato alla grande e cantato in modo appassionato.
Questo è il disco più personale che ho mai fatto, racconta Joan Osborne. Nobody Owns You è una raccolta unica di dodici canzoni contemplative che offrono speranza e conforto, esplorando al tempo stesso il viaggio unico della Osborne dalla piccola città del Kentucky, che ha visto i suoi natali, al mondo intero. Le canzoni decisamente melodiche del disco, che includono alcuni brani scritti assieme al produttore Ben Rice (Valerie June; Norah Jones), offrono un suono molto americano. La sua voce straordinaria e i suoi testi poetici sono sostenuti da sonorità roots, che vanno dalla chitarra banjo di Rice, alla steel guitar di Cindy Cashdollar, al pianoforte e all'organo di Dave Sherman, alla chitarra di Jack Petruzzelli.
Mini album dal vivo con 6 canzoni tra cui una splendida versione di Hey That's No Way To Say Goodbye di Leonard Cohen.