in questo volume sono raccolti i libri delle storie naturali che trattano della zoologia, e delle conoscenze degli antichi sugli animali. cosi` in queste parti del celebre testo enciclopedico, l`opera piu` vasta a noi pervenuta di tutta la letteratura latina, vengono descritti aspetti, comportamenti, aneddoti curiosi di infinite varieta` di animali. plinio, animato da una vivacissima curiositas che lo porta a indagare anche i fenomeni piu` strani e sconosciuti, si lascia guidare nella ricerca scientifica dal pensiero stoico, che vede la natura come derivazione diretta e inalienabile dell`uomo. da qui nascono la sua accettazione degli animali come fonte di divertimento nelle gare al colosseo, e come materiale per i sacrifici, ma anche alcuni passi interessanti, come quello sul progresso, considerato come elemento negativo perche` allontana l`uomo dalla natura, o sulla tecnologia, destinata inevitabilmente a spezzare l`equilibrio naturale e a generare il "mostruoso". la traduzione del testo e` preceduta dall`introduzione di francesco maspero, che ha curato anche le note e gli apparati.
durante la battaglia di solferino, il luogotenente di fanteria joseph trotta salva la vita al giovane imperatore francesco giuseppe. ma questo gesto eroico, travisato dalla retorica del potere, sancira` il declino della famiglia e diventera` lo specchio della fine dell`impero. parallelamente al dissolvimento della dinastia asburgica, i protagonisti del romanzo saranno attraversati dalle inquietudini di quegli anni, che finiranno per compiersi fatalmente nella tragedia della grande guerra. prefazione di claudio magris.
"l`universo di mastronardi ha un nome, dichiarato fin dall`inizio dai titoli in copertina: vigevano. non so quanti e quali nessi si possono trovare tra questa vigevano romanzesca e la vigevano reale: ma so che come immagine dell`italia, di trent`anni di storia della societa` italiana, la vigevano mastronardiana funziona egregiamente. [...] che un risultato di tanta forza sia stato ottenuto da un`esistenza in fragile equilibrio col mondo come quella di lucio mastronardi, dalla sua sensibilita` di scorticato vivo, da` a quest`opera un carattere ancor piu` raro, perche` pagine cosi` sapienti nel costruire e nel giudicare le storie umane sono state come strappate dal gorgo di sofferenza che lucio si porto` dentro per tutta la vita." (italo calvino)
