il racconto abbraccia due secoli, due sponde dell`atlantico e cinque generazioni di una dinastia ebraica in cui tutto e` smisurato: vitalita`, ricchezza, lusso, inclinazione al piacere in ogni sua forma. ma nessuna grande famiglia e` senza macchia, e la macchia dei gursky si chiama solomon, rampollo in disgrazia che pare essere stato presente, come zelig piu` o meno negli stessi anni, in tutti i momenti cruciali del ventesimo secolo - la lunga marcia, l`ultima telefonata di marilyn, le deposizioni del watergate, il raid di entebbe. solomon rimarrebbe tuttavia un mistero, se della sua fenomenale parabola non decidesse di occuparsi il piu` improbabile dei biografi, moses berger, ex ragazzo prodigio rovinato dal rancore e dall`alcol.
1943-1957, epopea picaresca di una comunita` dell`appennino meridionale, composta da stravaganti figure di avventurieri e filosofi, di inventori e disoccupati, di politicanti e venditori ambulanti, sempre in bilico tra una lucania magica e depressa e il desiderio di ricchezze. in sottofondo scorre la grande storia: dalle macerie del dopoguerra alle lotte agrarie, dalle battaglie politiche del 1948 alla stagione della ricostruzione che conduce agli anni del boom economico. "ballo ad agropinto" ripercorre un periodo di novecento, in cui, tra illusioni e disincanto, la memoria contadina cede alla societa` di massa e le rivalse economiche, che fanno da prologo all`esodo degli emigranti meridionali verso il nord italia.
ordinati cronologicamente (con l`eccezione del diavolo, collocato in posizione centrale per il suo essere senza tempo), sono raccolti in questo volume quindici ritratti di personaggi legati da una comune caratteristica. furono tutti apostati, ribelli all`ortodossia - religiosa, scientifica o letteraria in cui si erano formati. furono tutti apostati "ragionevoli", in quanto fecero dell`apostasia il loro problema teorico fondamentale e considerarono imprescindibile dare un`impostazione ragionata del loro disaccordo. l`intento dell`autore e` quello di smascherare la messainscena manichea di chi ignora le virtu` sovversive e critiche della reazione intelligente. alcuni personaggi: boccaccio, spinoza, voltaire, rousseau, jung, kant, russel, heidegger, e altri.
nel 1955 simone de beauvoir viaggio` per due mesi attraverso la cina insieme a jean-paul sartre. da quell`esperienza nacque un resoconto del grande paese e dei mutamenti che il comunismo vi stava portando. temi ricorrenti sono le condizioni di vita dei lavoratori, la situazione femminile e lo stato delle famiglie. il saggio costituisce un`analisi di una cultura fino allora poco conosciuta, che rimane ancora oggi un documento fondamentale dello scontro tra capitalismo e comunismo, oltre che una profonda riflessione su identita` e diversita` e sul significato della liberta` nei diversi contesti culturali.
"per lei l`amicizia e` una vocazione," osservava un giorno un mio vecchio maestro, il canonico durieux. "stia attento che non si trasformi in passione. tra tutte, e` l`unica da cui non si guarisce." dal diario di un giovane parroco del piccolo paese di ambricourt, nel nord della francia, emerge il percorso umano e spirituale di un`anima semplice, determinata ad avvicinare alla fede autentica una comunita` chiusa e ostile. sfilano tra luci e molte ombre personaggi come il conte e la contessa, la loro figlia chantal e l`istitutrice, il dottore di paese e l`ex compagno di seminario. l`unica arma contro la diffidenza dei compaesani e` la parola del vangelo portata di casa in casa in sella a una sgangherata bicicletta. insignito del grand prix de l`acade`mie francaise nel 1936 e tradotto in tutto il mondo, il diario e` stato adattato per il cinema da robert bresson nell`omonimo film del 1951. un classico che svela i tormenti della lotta contro il male ma anche la passione della giovinezza e dell`amicizia con una prosa cristallina e potente, da riscoprire oggi nella nuova traduzione di stefania ricciardi.