ambientata in un remoto abruzzo campestre, si ispira al celebre quadro omonimo di michetti. il complesso intreccio di vicende e conflitti, che vede protagonisti la meretrice mila, il pastore aligi e suo padre lazaro, si conclude tragicamente con il parricidio e la morte drammatica di mila, che per salvare la vita di aligi si accusa del suo delitto e viene condannata al rogo. denominatore comune dell`opera e` il dilatarsi della tragedia nel mito, con una profondita` e universalita` di sentimenti che superano i confini strettamente abruzzesi.
il destino drammatico di nicola, tribuno medievale che intendeva ripristinare l`antica grandezza di roma e del suo popolo. una biografia accurata, in una ricostruzione anche linguisitca dei "secoli bui".
l`ho detto ai carabinieri, l`ho detto al procuratore, l`ho detto a tutti quelli che mi hanno chiesto "cosa avete visto?": l`albero, abbiamo visto, l`albero ghiacciato. e stata la prima cosa che abbiamo visto, appena arrivati al bosco - e anche dopo, quando abbiamo visto il resto, e` rimasto l`unica cosa intera che abbiamo visto. l`albero. era li`, al suo posto, all`imboccatura del bosco, cristallizzato come sempre nel suo cappotto di ghiaccio, la cui trasparenza era offuscata dalla neve fresca - ma era rosso. era rosso, si`, come se beppe formento, nell`atto di ghiacciarlo, avesse messo dello sciroppo di amarena nel cannone. in quel bianco fatale era l`unica cosa che mantenesse una forma, e sembrava - non esagero - acceso, pulsante di quell`intima luce aurorale che ancora oggi mi ritrovo a sognare. sogno quella trasparenza rossa, si`, ancora oggi, e la sogno senza piu` l`albero, ormai, senza nemmeno piu` la forma dell`albero: sogno quel colore e nient`altro. un tramonto imprigionato in un cielo di gelatina, un sipario di quarzo rosso che cala sul mio sonno, un`immensa caramella charms che si mangia il mondo, ho continuato a sognare quella trasparenza rossa e continuo a farlo, perche` e` cio` che abbiamo visto, quando siamo arrivati al bosco. cosa avete visto? abbiamo visto l`albero ghiacciato intriso di sangue.
il volume raccoglie le novelle giovanili di d`annunzio, in parte confluite, dopo un`accurata selezione e revisione, nelle "novelle della pescara" (1902). l`esordio come prosatore, non ancora ventenne, avviene nel 1882 con uno smilzo libretto di racconti, "terra vergine", modellato su "vita dei campi" di verga. ma mentre lo scrittore siciliano dipinge una societa` di umiliati e vinti, d`annunzio celebra l`energia vitale e l`eros di uomini non , immersi nella natura lussureggiante dell`abruzzo. nuove suggestioni (flaubert, zola, maupassant) affiorano nelle raccolte successive: se nel "libro delle vergini" (1884) l`autore indaga come l`istinto e la forza della natura interagiscano con i condizionamenti culturali e sociali, nelle novelle di "san pantaleone" (1886) tratteggia non senza una certa carica polemica i costumi pubblici e privati della borghesia di provincia. lungi dall`essere la testimonianza di una fase artistica ormai superata, le prose di queste raccolte giovanili, con la loro varieta` di registri stilistici - dall`epico all`elegiaco al satirico -, possono essere considerate i cartoni preparatori dei futuri romanzi. il volume comprende le raccolte: "terra vergine", "il libro delle vergini", "san pantaleone", "i violenti".
pubblicato nel 1889, questo romanzo affonda le proprie radici nella societa` decadente di fine secolo. ambientato a roma, narra gli amori e le avventure mondane del giovane andrea sperelli. poeta, pittore, ma soprattutto raffinato artefice di piacere, andrea e` pero` tormentato dal ricordo di una relazione complicata, troncata bruscamente, che non riesce a dimenticare.