il presente volume ripropone un saggio uscito vent`anni fa, approfittando della ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di d`annunzio, costruito sull`intento di rivendicare l`importanza del tutto primaria che narrativa e teatro hanno avuto nell`opera del vate, non secondari alla produzione in versi. una vana e inutile disputa tra i vari generi si supera riconoscendo che c`e` in lui una emissione primaria non ancora caratterizzata nell`un senso o nell`altro. all`inizio di tutto si riscontra una indifferenziata onda energetica, quasi il big bang dell`astrofisica, che d`annunzio e` pronto a modulare a seconda dell`estro e delle esigenze del momento, salvo poi rituffarsi, come atto finale, nel notturno, ritrovando lo scorrimento omogeneo e lineare di partenza. in secondo luogo, il ricorso smodato di d`annunzio al piacere dei sensi e agli amori a ripetizione va collegato al grande insegnamento freudiano che ci invita a recuperare cariche energetiche dal polo dell`eros, fonte continua di innovazione e di creativita`. infine, anche l`ostinato impegno dannunziano sui temi della politica ha consonanze del tutto attuali, perfino interpretabili in termini positivi, come ha dimostrato l`impresa fiumana, un`operazione non certo priva di ambiguita` e di ombre, in cui pero` la migliore critica recente ha intravisto un presentimento della successiva rivoluzione del 1968.
come si vive in una distopia? niente elettricita ne internet, una vita pubblica di rituali e marce, un delatore in ogni vicino, un sistema di caste che distribuisce privilegi e miseria. e la corea del nord, un paese barricato e inaccessibile. tra i pochissimi che l`hanno visitato c`e barbara demick, di base a seul per un decennio, che e riuscita a vedere nell`oscurita di una dittatura capace di mostrare al mondo solo le messinscene di benessere della capitale. fuori la realta e ben diversa: chongjin, terza citta del paese, e stata devastata dalla carestia dei tardi anni novanta, quelli cruciali del passaggio di consegna tra kim il-sung e kim jong-il. e a quella citta, e a quegli anni, che guarda demick, intervistando i sopravvissuti: come mi-ran e jun-sang, che di notte si tenevano per mano tra le vie buie sognando un amore impossibile e di giorno tramavano una fuga che non potevano confessarsi per paura della delazione. la signora song, lealissima al regime ma costretta a seppellire marito e figlio e a inventarsi un`impresa commerciale di fortuna per non nutrirsi solo di radici. kim ji-eun, pediatra che ha assistito impotente agli orrori della fame e alla carenza di medicinali. e molti altri, oggi al sicuro nel sud della penisola coreana, che provano a adattarsi alla democrazia. ma com`e possibile, dopo anni all`ombra di un potere assoluto, venerando un leader divinizzato? come si sopravvive quando si scopre che il migliore dei mondi possibili e solo propaganda, e la realta e fame e ideologia? nulla da invidiare e un reportage di orrore e rinascita, una storia corale su un regime che tutti si aspettavano cadesse e si assimilasse presto al mondo occidentale, quando forse e successo il contrario.