Interessante esordio per un cantautore che mischia rock e canzone d'autore, con lo spirito del folksinger. Kris è figlio di Ivan Drever dei Wolfstone e, seguendo le regole, buon sangue non mente.
Hanno esordito un paio di anni fa con il disco omonimo e, da subito, si sono conquistati il titolo di folk band of the year. Irlandesi, gli High Kings sono in quattro e sono più o meno tutti figli d'arte. Darren Holden, Finbarr Clancy (della Clancy family), Martin Furey (figlio di Finbar Furey) e Brian Dunphy (figlio di Sean Dunphy). Folk 'n' roll energico, con ampi spazi strumentali ( i quattro suonano 13 strumenti ) e grande versalitiltà musicale.
Chitarrista eclettico, Curran diventa solista dopo la sua esperienza negli Arborea. ma la sua compagna in quella band, Shanti Deschanel, rimane legata a lui ugualmente, visto che appare in questo disco (spratutto nel brano che titola il disco, una suite di quasi 15 minuti). Chitarrista estroverso, ha come punto riferimento John Fahey, ma non disdegna neppure prendere qualche idea dall'ermetismo di Robbie Basho (Wayfaring Stranger). Un disco che alterna idee e suoni in modo originale, passando dal folk al blues, alla psichedelia a brani vagamente orientaleggianti.