Lupodrillo ama correre nei campi e nei prati, e` la liberta`! sulla cima della montagna, per sentire l`eco, si mette a gridare. Lupodrillo ama la natura perche` e` meravigliosa! Quello che piu` gli piace, e` andare al mare per pescare il pesce e fare qualche tuffo. Immerso nella natura Lupodrillo osserva i piccoli animali e ascolta il dolce canto degli uccelli. Eta` di lettura: da 3 anni.
la storia di una donna musulmana, abeeda, che conduce una doppia vita. divorziata, madre di quattro figli, sotto il velo nasconde l`ardore di una donna mentalmente libera e indipendente. il romanzo ne segue la vicenda in due cornici temporali distinte. il presente e` quello di una donna sui quaranta che, profondamente segnata dal dolore per la malattia e la morte del figlio minore per aids, si trova invischiata nel luccicante mondo dei casino` e lentamente sviluppa una vera e propria dipendenza dal gioco. la narrazione di questi eventi si alterna a quella del passato. l`abbandono a vent`anni da parte del marito, che le preferisce un`altra donna, la passione per imran, il fidanzato poi marito di sua sorella, il lavoro, la ricerca di una fede profonda, diventano espressione della personalita` di abeeda e offrono al lettore la possibilita` di scardinare una serie di cliche` sull`identita` culturale e religiosa delle donne musulmane e della societa` che le circonda. al termine del racconto, le due cornici temporali si intrecceranno, quasi a riallacciare nuovamente e definitivamente i fili di una vita complessa e ricca di sfaccettature.
nato in germania, w. g. sebald (1944-2001) e` vissuto dal 1970 in inghilterra, dove ha insegnato letteratura tedesca contemporanea presso la university of east anglia a norwich. tra le sue opere sono da ricordare: "vertigini", "storia naturale della distruzione", "austerlitz". "il passeggiatore solitario" e` apparso per la prima volta nel volume "logis in einen landhaus".
bologna, anni settanta. sono i giorni del movimento, della festa del re nudo, di lotta continua. divisa tra l`amicizia che la lega ai compagni e l`incredulita` che la allontana dai discorsi piu` dogmatici, laura conosce arturo, giovane come lei e come lei convinto che e` tempo di darsi nuove mete. vogliono cambiare il mondo, insieme, vogliono fuggire: direzione west coast. li`, fra le maglie del sogno americano, viene concepita matilde. bologna, eterno ritorno. la realta` del lavoro, il bisogno di una casa spingono a nuove fantasie, all`amore libero. finche` entra in scena uno spettro: l`eroina. e la storia finisce per ricominciare ancora. e qui che laura conosce prima davide e poi sergio. in un continuo succedersi di nuove case e nuovi uomini, la piccola matilde osserva e analizza questo mondo di grandi, di regole infrante e di neofamiglie allargate, cercando ogni volta, a suo modo, di raggiungere un personale precario equilibrio. "matilde e i suoi tre padri" scivola cosi` dal sogno che lasciavano presagire i lisergici anni settanta verso una realta` sempre piu` amara, mentre quella che doveva essere una rincorsa verso la felicita` si tramuta bruscamente in un desiderio di normalita`.
voce narrante del romanzo, madhu ricostruira` pazientemente se stessa ripercorrendo le non comuni vicende di due donne che nell`india di meta` `900 cercavano la propria realizzazione, l`una come musicista e artista, l`altra come attivista politica e sindacalista nelle file del partito comunista indiano. sapientemente orchestrato dall`autrice, il monologo interiore di madhu si espande in un canto a piu` voci e strumenti, dove tanti personaggi, tradizioni, lingue e paesaggi dell`india contemporanea si misurano con il rifiuto della violenza e dell`intolleranza tanto nella vita pubblica come nelle relazioni private, con la passione per l`arte in ogni forma.
un diario di bordo a quattro mani fitto di dati sorprendenti, leggende, testimonianze di quel piccolo gruppo di isole che formano le antille. "cronache dai caraibi" descrive non tanto le meravigliose o le incontaminate spiagge dell`oceano atlantico, quanto realta` ben piu` amare fatte di dittature violente, continui scontri razziali, riti vudu`, sporchi affari da paradisi fiscali, indios cannibali che fanno resistenza alla foga civilizzatrice occidentale. fatti e aneddoti sono pretesti per ricostruire passato e presente di questa regione squassata da guerre e rivolgimenti politici.
candela vive in una famiglia di nove donne, dalla quale cerca di emanciparsi. trova un lavoro in un negozio di pompe funebri, dove un giorno le viene affidato il compito di vestire il patriarca di una famiglia gitana. preparando le spoglie, candela trova mezzo chilo di diamanti nascosti nel bastone dell`uomo e, poiche` nessuno sembra essere al corrente della loro esistenza, decide di tenerli per se`. oltre alla ricchezza, la morte del gitano le offre l`occasione di conoscere il personaggio che ispira il titolo del romanzo: l`ultimo uomo selvaggio, la pura essenza della mascolinita`, quel tipo di esemplare che la nuova cultura urbana sembra aver negato al desiderio di molte donne avide di emozioni forti.
la sterilita` del nostro mondo raccontata attraverso la porta stretta del corpo femminile, ordigno misteriosamente perfetto, luogo sovrano della forza creatrice. tre donne e tre diverse eta` della vita. mariu` che a diciotto anni non si e` ancora resa conto di essere una donna e si ritrova rocambolescamente incinta, contro tutto e contro tutti. erina che di figli non vuol nemmeno sentir parlare, che vive il sesso come pura esigenza fisiologica e il suo corpo come nemico sempre in agguato. rachele che cura i corpi delle donne, che ricorda tutti i bambini che ha fatto nascere, mentre l`unico figlio che non ha mai visto la luce e` il suo. il racconto del viaggio di queste donne attraverso il paese del loro corpo, fa scivolare il lettore verso un finale a sorpresa.
"navigare necesse, vivere non est necesse" l`antico motto dei naviganti di ogni tempo e` come una canzone, una sinfonia di fondo di questa storia incredibile e vasta. "ai tropici il mare arde e ribolle per il calore del sole, si incendiano le tavole e le vele, ogni cristiano che tenti di entrare nella terra di satana, desolata come un cratere, diventa subito un negro." queste e altre superstizioni affronto` magellano, nel suo viaggio alla scoperta del punto di passaggio tra oceano e oceano. il punto che tutti cercavano e che lui, superando intrighi di corte, ammutinamenti, mari in tempesta e battaglie selvagge infine trovo`. l`estro sapiente di stefan zweig restituisce una grande epopea, in un mondo di condottieri e di oscuri eroi, al seguito del grande impeto di uno scopritore di terre, di mari e di umanita`.
crescere in un mondo "senza passato" puo` segnare una vita intera. non stupisce dunque che naipaul, da ragazzo, a trinidad, si sentisse "tagliato fuori dalla storia": nessuno, intorno a lui, sapeva che chaguanas, la sua citta` d`origine, trae il nome dai nativi che colombo aveva chiamato "indiani" e che ora non esistono piu`; a nessuno interessava che l`isola fosse servita agli spagnoli solo come base per la corsa all`oro nella giungla sudamericana; e su quanto rimaneva delle piantagioni di canna da zucchero nessuno si interrogava. la storia era stata sostituita dai favoleggiamenti, che depuravano i fatti dalle loro scorie livide, e soffondeva di un`aura fantastica i tumultuosi eventi delle indie occidentali. ma alla fine degli anni sessanta, attraverso lo studio rigoroso dei documenti conservati al british museum, naipaul intraprende un viaggio che lo sprofonda "in un orrore al quale non era preparato": ma lo spinge anche a scrivere questa lucida, scabra cronaca, dove il fiabesco eldorado si tinge di barbarie e lascia affiorare schiavitu`, massacri e torture divenuti e rimasti per secoli agghiacciante normalita`. visitando sotto la sua guida i grandi momenti in cui trinidad e` stata "toccata dalla storia", vedremo cosi` gli europei "civilizzatori" in una sinistra quotidianita`, e l`epopea della conquista trasfigurarsi in catastrofe. e verificheremo che naipaul sa diagnosticare e curare una malattia tipicamente coloniale: la perdita della memoria.
"esercizi di stile" e` un esilarante testo di retorica applicata, un`architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. tutto vero, pero` e` anche un manifesto letterario (antisurrealista), e` un tracciato di frammenti autobiografici, e` la trascrizione di una serie di sogni realmente effettuati da queneau. e perfino un testo politico, nonche` un`autoparodia. questo e` quanto emerge dalle riflessioni che stefano bartezzaghi ha dedicato a questo libro-capolavoro. e la sua postfazione al volume diventa complementare alla classica introduzione di umberto eco, del quale si conserva anche la traduzione. in appendice, presentati per la prima volta in italiano, alcuni esercizi lasciati cadere nell`edizione definitiva, un indice preparatorio e l`introduzione, anch`essa inedita in italia, scritta da queneau per un`edizione del 1963.
oltre a "il furto dell`elefante bianco", breve caricatura del romanzo poliziesco, il volume contiene "alcune osservazioni sconclusionate su una gita di piacere", schizzo su un viaggio alle bermuda e soprattutto "la grande rivoluzione di pitcairn", in cui mark twain narra come, in un`isola sperduta nel pacifico, vivevano in modo idilliaco 90 persone, fino a quando non arriva un americano di buone intenzioni che vuole introdurre i principi della democrazia americana, con il disastro che ne consegue.
meno di cento chilometri in linea d`aria separavano le colline del kent dalle fiandre, e i corni della caccia alla volpe avevano un suono sinistro, contro il rombo dei bombardamenti a tappeto intorno a ypres, o sulla somme. durante un attacco dell`artiglieria tedesca, il 20 luglio 1916, robert graves fu ferito cosi` gravemente da comparire, in un primo momento, sulla lista dei caduti con onore, beninteso che il "times" pubblicava ogni giorno. in realta` graves torno` su un treno ospedale alla stazione di wimbledon, e qualche tempo dopo si riprese dalle ferite, per quanto atroci: ma la notte sentiva esplodere granate intorno al letto, scambiava i passanti per amici perduti al fronte, e se sentiva partire una macchina, o sbattere una porta, si gettava a terra. e cosi`, a poco a poco, quei cento chilometri scarsi fra il te` del pomeriggio e i cadaveri lasciati a decomporsi nella terra di nessuno diventarono, per graves come per gli altri scampati al massacro, un abisso capace di inghiottire per sempre, in un orrore senza nome, il mondo di ieri. che nel 1929, prima di lasciare un`inghilterra in cui non avrebbe potuto piu` vivere, graves ricostrui` per un`ultima volta in questo libro il piu` nitido, struggente e indimenticabile atto di commiato che le trincee d`europa abbiano costretto un poeta a scrivere. con una nota di ottavio fatica.
questo libro e` un doppio omaggio al west. enzo rossi, attraverso le sue illustrazioni, fa rivivere con affettuosa ironia eventi, personaggi e situazioni di un mondo molto amato. la sua sensibilita` figurativa ha filtrato indifferentemente storia, leggenda e mitologia hollywoodiana, trasponendole in un universo vivo e personale. come contraltare a un west reinterpretato, stanislao porzio propone una robusta e saporita dose di realta`: una raccolta di ricette culinarie del periodo e del luogo, alcune delle quali diventate classici della gastronomia statunitense. a parte pochi piatti, riportati per il loro valore storico e documentario, le ricette sono tutte realizzabili con ingredienti reperibili oggi in italia.
amaro e drammatico, grottesco e comico, ironico e appassionato, sempre lucidissimo, "nati due volte" racconta il rapporto di un padre con il figlio disabile. guidandolo attraverso gli scogli della vita, il padre apprende dal giovane l`arte di vivere non per essere , ma per essere solo se stessi. attorno ai due protagonisti si muove una folla di personaggi che incarnano le diverse reazioni di fronte all`handicap: l`impreparazione e il cinismo, l`imbarazzo e la stupidita`, ma anche l`amore sconfinato e la solidarieta` altruistica. perche` i bambini disabili .
ogni essere umano avverte dentro di se` in modo istintivo e insopprimibile l`assoluta necessita` dell`amore. eppure, in molti casi, si ignora il vero significato di questo complesso e totalizzante aspetto della vita. per lo piu` l`amore viene scambiato con il bisogno di essere amati. in questo modo un atto creativo, dinamico e stimolante si trasforma in un tentativo egoistico di piacere. ma il vero amore e` un sentimento molto piu` profondo, che richiede sforzo e saggezza, umilta` e coraggio. e, soprattutto, e` qualcosa che si puo` imparare. da un grande e insuperato maestro della psicologia del novecento, un saggio da leggere tutto d`un fiato, un invito a vivere il vero amore che ognuno puo` fare proprio.