il bambino sicuro di se`, capace di far valere i suoi diritti e di rispettare quelli degli altri, capace di convivere in armonia, e` stato educato a seguire semplici, ragionevoli regole di vita. regole che i genitori non impongono con la forza o con il ricatto, ma che stabiliscono esercitando il buon senso, l`osservazione attenta delle esigenze del bambino, e che si impegnano loro stessi a rispettare. con esempi concreti, tratti dalla vita di ogni giorno, questo manuale aiuta i genitori a formulare alcune basilari regole di convivenza.
secondo i calcoli di philip meyer, studioso dell`editoria americana, l`ultima sgualcita copia su carta del "new york times" sara` acquistata nel 2043. la crisi di vendite che affligge i quotidiani da una ventina d`anni lascia pensare che la previsione sia realistica, se non addirittura ottimistica. per quale ragione imprese editoriali che in tutto il mondo hanno generato per secoli utili di bilancio, e contribuito in modo determinante a salvaguardare democrazia e valori civili, vedono minacciata la loro stessa sopravvivenza? editori e giornalisti tendono ad attribuirsi reciprocamente la colpa. ma il vero nemico dei giornali, quello che li sta inesorabilmente condannando a morte, e` la tecnologia. il tempo a disposizione della gente e` diminuito, e ognuno di noi ha ormai la possibilita` di essere informato quando vuole, dove vuole e sui temi che preferisce senza dovere per forza ricorrere alla lettura di un giornale. il giornalista che ha guidato la redazione de "la stampa" per circa vent`anni, accompagnandone anche le trasformazioni tecnologiche e grafiche, racconta come i quotidiani italiani, europei e americani hanno cercato di reagire, spesso con successo, alla crisi e quali sono le opportunita` che le tecnologie stanno offrendo a molti di loro per creare un legame piu` solido e duraturo con i propri lettori.
tra i numerosi carteggi di giuseppe verdi ancora in gran parte inediti, quello con la famiglia morosini si segnala per alcune perculiarita`: si tratta, innanzitutto, di un carteggio plurale, dove alla madre emilia si affiancano le figlie giuseppina, annetta, carolina e cristina, in un dialogo tutto femminile rivolto al giovane ma gia` celebre compositore del "nabucco". gli estremi cronologici, probabilmente i piu` ampi dell`intero epistolario verdiano, sono il 1842 e il 1901 (con poche fasi di silenzio attorno alla meta` del secolo), una sorprendente fedelta` che si deve quasi unicamente all`iniziativa della figlia di emilia, la contessa giuseppina negroni prati morosini (1824-1909), tra le prime e piu` ferventi sacerdotesse del mito verdiano. dalle oltre duecento lettere - conservate a sant`agata, al museo teatrale alla scala e all`archivio di stato del cantone ticino a bellinzona - traspare un verdi intimo, alle prese con la composizione delle sue opere non meno che con la fabbrica di sant`agata e della casa di riposo per musicisti, poco timoroso di esprime le sue idee politiche e attento ai grandi eventi storici che hanno segnato la sua epoca. il volume, pubblicato per volonta` dell`archivio storico della citta` di lugano in collaborazione con l`istituto di studi verdiani di parma, e` curato da pietro montorfani, coadiuvato negli apparati critici e nelle note da giuseppe martini. ad apertura del libro, un intervento di renato meucci sulla competenza strumentale del giovane verdi.
la benda sugli occhi, un attributo dell`immagine simbolica della giustizia come donna, e` al centro del percorso disegnato nelle pagine di questo libro. di questo attributo viene qui ricostruito l`atto di nascita nel 1494, la rapida diffusione nel contesto dell`eta` della riforma protestante e la fortuna successiva. indagando le ragioni di tanta e cosi` rapida fortuna (che non tocco` pero` l`italia) se ne e` individuata quella fondamentale nella potente suggestione religiosa della narrazione evangelica di gesu` bendato e deriso: un modello di sofferenza e di perdono che dette nuovo impulso alla figura della dea giustizia trasmessa dal paganesimo antico alla cultura dell`europa occidentale. dopo l`attesa medievale del giudizio universale, l`esigenza della giustizia imparziale dominata dallo sguardo di dio trovo` la sua incarnazione nell`asserita investitura divina dei poteri politici e religiosi. per dare poi vita nel settecento all`idea del tribunale della pubblica opinione come espressione sostitutiva dell`antico simbolo dell`occhio di dio. ma nel mondo contemporaneo la spettacolarizzazione di crimini e processi si accompagna a una crisi della giustizia che sembra destinata a rendere nuovamente attuale e problematico il simbolo della benda.
"si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? forse una vecchia eredita` delle segrete medievali? una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto tra il xvi e il xix secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicita` umane e manipolare le loro forze si era sviluppato nel corso dei secoli classici: la disciplina."
dopo la morte dell`amico e collega giovanni falcone, il coraggio e` cio` che spinge, nonostante la paura, il giudice paolo borsellino a compiere fino in fondo il proprio dovere. di magistrato e di uomo, perche` pubblico e privato si contaminano sempre nella sua vita: i pensieri del giudice si rispecchiano in quelli dell`uomo e viceversa. l`autore decide cosi` di raccontare la vita del magistrato borsellino attraverso la descrizione dell`uomo paolo, un uomo tutto d`un pezzo, un uomo che non accetta compromessi, un uomo dal forte rigore morale, un uomo semplice diventato eroe, il cui lavoro pero` non e` ancora finito. il percorso iniziato da paolo e giovanni e` tuttora lontano dal raggiungere il traguardo, ma - come ricorda l`autore - con il loro esempio ci hanno fornito gli strumenti etici e una mappa morale per proseguirlo nel loro nome. e un cammino difficile ma, come ogni cosa complessa, e` formato da tante cose semplici, servono tanti piccoli passi nella giusta direzione, e questo saggio non e` altro che uno di essi.
scritto con stile semplice, ma preciso, alla maniera della scuola di barbiana, questo libro non intende dare informazioni fine a se stesse sulle ingiustizie a le miserie sofferte dai poveri del sud del mondo. i soprusi, le ingiustizie, lo sfruttamento, sono fatti troppo gravi a dolorosi per farli oggetto di puro approfondimento culturale, di spettacolo televisivo o di discussioni accademiche. l`ingiustizia va affrontata per risolverla. percio` questo libro parte da te, dagli ingiusti meccanismi economici che ti coinvolgono, dalle complicita` che tuo malgrado hai con gli speculatori, dalle responsabilita` che puoi e devi assumerti a fianco degli oppressi. di scena sono i consumi. ormai il caffe`, il cacao, le banane, gli ananas sono generi alimentari abituali, che tu compri distrattamente nei supermercati. ma dietro a questi prodotti si celano degrado ambientale, deficit alimentare, speculazione, che condannano milioni di famiglie alla miseria. che fare? questo libro ti dice come puoi dare al tuo consumo uno sbocco diverso da quello presente, uno sbocco che e` finalmente di solidarieta` a di liberazione per i dannati della terra.