jonion e` la pseudo-autobiografi`a di un politico calabrese corrotto e colluso con la criminalita` organizzata, indiziato anche per alcuni omicidi. dall`esilio dorato della sua farm australiana, don rosario vennere racconta il complesso intreccio affaristico internazionale che ha portato a una serie di affondamenti, nel mediterraneo, durante gli anni ottanta e novanta, di "navi dei veleni", cariche di materiali tossici e radioattivi. emerge un fitto quadro di alleanze tra l`amministrazione pubblica e la camorra, la `ndrangheta, la mafia, la massoneria, i servizi segreti. nel clima delirante di un paradossale senso di onnipotenza, alimentato dall`ideologia del profi`tto ad ogni costo, si consumano sia la distruzione fisica dell`ambiente non solo calabrese, sia il declino morale di una politica abbrutita a pura logica economica. lo sguardo sulla calabria e` insieme concreto e astratto: la regione diventa anche metafora di un sud globalizzato. la punta dello stivale, centro del traffico mondiale dei rifiuti, e` sia capolinea di mefi`tiche importazioni, sia principale esportatore di un`ideologia pragmatica totalmente nichilista. le ciniche parole di vennere svelano le contraddizioni e gli orrori dell`imperante mentalita` neocapitalistica.
passioni maturate nelle fredde mura di societa` multinazionali, fra compromessi e giochi di potere: oppure vissute dentro e fuori le piste, scandite dal rombo dei motori, in luoghi dove amicizia, amore, dedizione e coraggio si intreccianocreando legami impermeabili al tempo. e la passione la vera protagonista del romanzo, e` lei a scandire le tappe delle vite parallele di sergio e di andrea, disegnando incroci che sono punti di svolta per rinnovarsi e costruire un nuovo futuro. un cammino accompagnato dall`evoluzione delle tecnologie, dove pero` e` sempre l`uomo, con le sue forze, le sue debolezze, la sua tenacia, a risaltare. l`uomo capace di emergere grazie alle sue passioni.
ricostruzione documentale e per immagini delle vicende che hanno prodotto, nel nome del turismo internazionale, un profondo cambiamento urbanistico e di mentalita` nella citta` di varese, innescando i processi storici che porteranno di li` a poco alla sua elevazione a capoluogo di provincia. storia di un ceto imprenditoriale lungimirante e ricco di iniziative.
finita la guerra, a breno la vita riprende la sua normalita` sino a quando viene consumato un terribile delitto. la responsabilita` e` attribuita a gilberto lunardon, un giovane veneto scappato dalla sua terra non si sa per quali ragioni e da poco giunto in paese. ai personaggi del precedente romanzo di ernesto masina, "l`orto fascista", se ne aggiungono di nuovi che si inseriscono con i loro pregi e difetti nella piccola comunita` della valcamonica.
il volume raccoglie cinquanta poesie di d. varujan (1884 - 1915) poeta armeno e uno dei protagonisti della rinascita culturale armena. le sue poesie rivelano un cuore antico con una sensibilita` modernissima, una capacita` straordinaria di armonizzare la ricchezza di immagini e la concretezza della fantasia orientale con l`educazione e le suggestioni della cultura occidentale. con un linguaggio colto il poeta canta appassionatamente il desiderio di liberta` della sua gente.
quest`opera si inserisce in un progetto molto ampio che vede coinvolte la cooperativa dei pescatori in tutti i ruoli attivi. obiettivi sono lo studio e la realizzazione di un modello per il rilancio dell`economia del lago di varese. ernesto giorgetti e` pescatore sul lago di varese da una vita. curioso osservatore delle cose della natura e delle scienze, ha spesso interpretato, anche in anticipo sui tempi, gli equilibri di evoluzione del lago e dei suoi abitanti. tra le sue opere: fonte fuoco fumo, dialoghi fra un contadino e un lupo, confesso che ho pescato, come io vedo il lago, osteria della rosa, mara e charlie.
il libro racconta la storia di tre atleti formidabili che hanno lasciato una traccia profonda nel costume dello sport nazionale. il pallone e` il protagonista assoluto. adoperato con i piedi o con le mani, entrambi fatati, dalla genia degli ossola, figli di orafi, nati a varese. palloni diversi in epoche fra loro lontane. quello di cuoio robusto con valvola per l`aria e la cucitura a stringa aveva stregato fin da ragazzino franco, il primogenito, classe 1921, attaccante biancorosso, ingaggiato sul finire degli anni `30dal torino, lo squadrone granata dei sette scudetti, scomparso nel cielo di superga il 4maggio 1949. a luigi, "il cicci", il secondogenito, classe 1938, toccarono in sorte ben due palloni nell`arco di una ventina d`anni in cui e` racchiusa la sua carriera. per primo, quello della pallacanestro, con la maglia della robur et fides e poi della prealpi. un decennio dopo quello del calcio, vestendo i colori della vestes, del varese, della roma, del mantova. il pallone di aldo "l`aldino", il terzogenito (1945), era quello vellutato come una piuma del moderno basket di cui divento`, partendo dalla stessa robur et fides del "cicci", un asso insuperabile.
un lontano omicidio sulle montagne dell`alto luinese, camuffato da incidente stradale, per neutralizzare una grave minaccia internazionale. anni dopo, caduto il muro di berlino, la minaccia si ripresenta in uno scenario geopolitico profondamente cambiato. sulla scena politica e` comparso un leader carismatico che miete consensi crescenti nel nord del paese e le cui parole d`ordine alimentano i sogni piu` folli. attorno a lui si muovono come in un puzzle indecifrabile un ambizioso procuratore della repubblica, un mercante d`armi, il rampollo di una potente famiglia, un principe che coltiva un disegno di restaurazione preunitaria, una misteriosa donna che vive in un eremo sperduto tra i monti, capace di condizionare lo svolgersi degli avvenimenti. il compito di neutralizzare la minaccia e` affidato a carli, capo di una struttura operativa segreta che impiega tutti i mezzi di cui dispone legali e illegali.
c`era una volta... e` l`incipit di tutte le favole e la favola che andiamo a raccontarvi per immagini e` quella della varese che, per l`appunto, c`era una volta. non sono tutte pagine liete ma anche il lato oscuro della vita fa parte, che lo vogliamo o no, della nostra storia e non e` un male che, fra tanti stimoli visivi alla nostalgia, ci sia anche qualche spunto di riflessione. per andare oltre il semplice soddisfacimento di una sana curiosita` abbiamo pensato di organizzare la documentazione visiva per grandi temi: potrete quindi vedere in primo luogo com`erano le strade, le piazze e i palazzi della nostra citta` e verificare di persona come sono cambiati da cent`anni a questa parte; avrete modo di visitare virtualmente i luoghi in cui si manifestava e si manifesta la fede della comunita` cristiana varesina; ammirerete le "cattedrali", oggi in gran parte scomparse, dell`impresa e del lavoro che hanno fatto della nostra citta` una delle piu` intraprendenti e laboriose in italia e in europa; andrete idealmente a prendere un caffe` o a consumare un pasto in locali pubblici che sono entrati nella mitologia dell`accoglienza...
ancora oggi si trovano notizie contrastanti sul comandante dionigi superti: da una parte si legge che fu legionario dannunziano, dall`altra no; oppure che fu decorato con quattro medaglie al valor militare, mentre negli elenchi ufficiali dei decorati non risulta mai il suo nome. a questi contrasti non sfugge neppure il giudizio sulla sua opera di combattente per la liberta` e di comandante partigiano che tuttavia fu di eccezionale rilievo. un contributo innovativo ci giunge con questo ampio volume di leonardo malatesta che si basa su fonti inedite, come i documenti conservati presso l`istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in italia, l`istituto per la storia della resistenza e dell`eta` contemporanea nel biellese, nel vercellese e in valsesia, l`istituto storico della resistenza in provincia di novara, la fondazione isec e il fondo casella, presente nell`archivio cantonale bellinzona, archivio corpo truppe ticinesi. di notevole interesse e` la narrazione di cio` che successe dal novembre 1944 fino all`aprile 1945 nella svizzera tedesca, a rohrbach, dove furono internati la maggior parte degli uomini della divisione partigiana valdossola.
"antonio damasio e un pensatore profondo e uno scrittore raffinato ... "l`errore di cartesio" e un`esplorazione affascinante della biologia della ragione e del suo legame inscindibile con le emozioni". (oliver sacks)